OBAMA VS. ROMNEY, IL SECONDO ROUND È DEL PRESIDENTE

on ott 17, 12 • by • with Commenti disabilitati su OBAMA VS. ROMNEY, IL SECONDO ROUND È DEL PRESIDENTE

Tutti d’accordo, sondaggi compresi: a vincere questa volta è Barack Obama, che nel secondo confronto televisivo riesce a far dimenticare il disastro di Denver. Stavolta riesce a rispondere in maniera più incalzante e convincente alle domande dei cittadini, aiutato comunque anche da una gaffe di Romney, che diventa...
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Tutti d’accordo, sondaggi compresi: a vincere questa volta è Barack Obama, che nel secondo confronto televisivo riesce a far dimenticare il disastro di Denver.
Stavolta riesce a rispondere in maniera più incalzante e convincente alle domande dei cittadini, aiutato comunque anche da una gaffe di Romney, che diventa un facile bersaglio per il presidente in carica. “Io so come rilanciare l’economia”, sembrava che dalla bocca di Romney uscisse solo questa frase; stavolta il mormone è stato meno convincente del primo dibattito, anzi, addirittura Obama si è permesso anche di prendere in giro il suo avversario, ad esempio sulle pensioni, scherzando sul fatto che non ci avrebbe mai pensato, anche perché non sarebbe ricca come quella di Romney.

Moderatore dell’incontro Candy Crowley, della Cnn, ma sono stati i cittadini i protagonisti (candidati a parte) della serata, con le loro domande su temi sui quali l’America vuole sapere come verranno risolti dai due uomini che si candidano a guidare il paese; temi quali tasse, economia, l’energia sostenibile, l’uso delle armi, l’immigrazione e le disparità fra uomini e donne.

Romney incalza subito, dicendo che con Obama l’America farebbe la fine della Grecia, a causa della disoccupazione e del debito create dal Presidente. Il quale, dal canto suo, afferma che Romney vorrebbe soltanto diminuire la tassazione per i più facoltosi, e che è necessario rilanciare le politiche sostenibili per l’ambiente. Politiche che non saranno mai viste di buon occhio dal candidato repubblicano soltanto per tutelare i produttori di petrolio e di carbone! Spaventoso vero? E non è ancora niente. Quando a Romney è stato chiesto dei rapporti con la Cina, il candidato repubblicano ha accusato Pechino di essere un avversario sleale, manipolando la valuta. Prontamente Obama ha risposto a questa illazione del candidato repubblicano, accusandolo prima di investire in aziende che si occupano di produrre dispositivi elettronici per spiare i cinesi, quando poi lo stesso Romney aveva investito in aziende che creavano posti di lavoro in Cina.

Già si nota come l’ago della bilancia già pende per Obama, ma è sulla Libia che il presidente in carica riesce a guadagnare maggior terreno rispetto all’avversario repubblicano.

Un cittadino tira in ballo la questione degli attacchi alle ambasciate a Bengasi. Ed è proprio qui che Obama si fa valere da vero presidente. Innanzitutto risponde alle accuse dei repubblicani sulla cattiva gestione degli attentati in Libia dell’11 settembre scorso, dove trovarono la morte l’ambasciatore Stevens e altri tre funzionari dell’ambasciata, affermando che la sicurezza nazionale non deve essere utilizzata come oggetto di propaganda e di strumentalizzazione politica. Anzi, Obama si assume le responsabilità di quanto successo, e promette di trovare al più presto l’attentatore. Romney, secondo Obama, ha fatto una battuta esclusivamente per fini politici, quando i cittadini americani morti erano ancora in terra.

Ed ecco la gaffe di Romney: mentre in un primo momento ha accusato Obama per la cattiva gestione della politica in Medio Oriente, ha iniziato a sbagliare, balbettare con voce tremante e in chiara difficoltà, mentre accusava Obama di aver sbagliato sull’episodio di Bengasi, affermando che Obama solo ora ha ammesso che era un atto di terrorismo, quando poi, (cosa fattagli notare sia da Obama sia dalla stessa moderatrice Candy Crowley) Obama ha fatto notare suddetta cosa sin dal momento dell’accaduto. 24 ore dopo.
Dopo questa terribile gaffe, il dibattito è continuato tranquillamente, fino a quando Obama non ha fatto notare agli americani la gaffe fatta da Romney sul 47% degli americani per i quali il candidato repubblicano non ha interesse perché “mantenuti dal governo”. Tempo scaduto per la replica di Romney, che avrebbe voluto dire che il 100% degli americani gli stava a cuore. Troppo tardi caro mormone. C’è stato solo il tempo per gli abbracci alle mogli e una mail di Obama agli elettori, che li invita a stargli vicino e a combattere insieme a lui per ottenere il secondo mandato.

Non c’è dubbio, Obama ha trionfato in questo secondo round. È riuscito a prendersi la tanto agognata rivincita dopo quel disastro a Denver. Ci sono davvero buone possibilità che il presidente in carica possa essere ancora lui l’inquilino della White House per altri quattro anni.

Romney si può dire che si sia rovinato con le sue stesse mani. Un po’ di informazione in più e un dibattito meno aggressivo ma più improntato alla risoluzione dei problemi magari avrebbe potuto dare del filo da torcere ad Obama, che semplicemente non ha fatto altro che distruggere il suo avversario sulla base dei suoi stessi errori.
Staremo a vedere se gli americani risponderanno all’appello di Obama nella sua mail, ma soprattutto se saranno ancora convinti che Obama possa essere ancora lui il loro presidente.

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