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Pd-Mv5s: è guerra aperta. Renzi risponde a Grillo. Di Maio risponde a Renzi…

on dic 11, 13 • by • with Commenti disabilitati su Pd-Mv5s: è guerra aperta. Renzi risponde a Grillo. Di Maio risponde a Renzi…

“Si tolgano il casco per unirsi alla protesta dei cittadini”. Così ieri Beppe Grillo sul blog si è appellato ai vertici delle forze dell’ordine. Dure le condanne da ogni parte politica. Soprattutto da casa Pd. In primis Matteo Renzi che ieri a Ballarò ha così attaccato il leader stellato:...
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grillo-renzi“Si tolgano il casco per unirsi alla protesta dei cittadini”. Così ieri Beppe Grillo sul blog si è appellato ai vertici delle forze dell’ordine. Dure le condanne da ogni parte politica. Soprattutto da casa Pd. In primis Matteo Renzi che ieri a Ballarò ha così attaccato il leader stellato: “Demagogico e strumentale. Lui due anni fa invitava i militanti no Tav a picchiare i poliziotti”. A muso duro su Twitter la replica del “megafono” dei 5 stelle: “Non ho mai invitato i Notav a picchiare i poliziotti, come afferma Renzie a Ballarò. Renzie prima di parlare del M5S si sciacqui la bocca”.

Ieri sera e stamattina il battibecco è continuato sui social network tra parlamentari e sostenitori delle due forze politiche. Enrico Letta, durante il suo discorso prima del voto di fiducia alla Camera, ha sposato in pieno la posizione del neo segretario del Pd: “Sono tempi amari in cui si tenta di immiserire quest’Aula con parole e azioni illegittime, figlie di una cultura politica che mette all’indice i giornalisti, avalla la violenza, vuole fare maceria degli edifici stessi della democrazia rappresentativa e arriva ad incitare all’insubordinazione le forze dell’ordine. Ho la determinazione a lottare con tutto me stesso per evitare di rigettare nel caos tutto il Paeseproprio quando sta rialzandosi: l’Italia è pronta a ripartire ed è nostro obbligo generazionale aiutarla. Da oggi giochiamo in attacco per evitare di sprofondare. Chi cavalca il populismo non voti la fiducia al mio governo”.

Al premier ha replicato con un post durissimo sul suo profilo Facebook Luigi Di Maio, Vicepresidente della Camera del Movimento 5 Stelle:

“Letta ha fatto un altro discorso di annunci. La copia ancora più anacronistica di quello di aprile. Quando inizieranno i fatti, questo non si è capito. Sono 6 mesi che il Paese attende (invano). 

Tra le altre cose, dice di voler tornare al dettato dell’Articolo 138 per le riforme costituzionali. Se avessimo iniziato 6 mesi fa quando lo dicevamo (solo) noi, avremmo già finito. Solo che quando Letta cambia idea (ipocritamente) “è uno statista”. Quando lo dice il Movimento 5 Stelle “è demagogico”. 

Tra le fregature, secondo Letta e Renzi, il Senato deve diventare la Camera delle regioni. Cioè: lasciano in piedi il carrozzone rendendolo ancora più inutile, (esiste già la “conferenza permanente stato-regioni”). O lo eliminiamo o gli diamo un senso. Perché costa un miliardo il “giocattolo”… 

Fingere di abolire il Senato è la solita “renziata”. Come chiedere a noi di votare la sua Legge sul Senato. Dichiarandolo ha dimostrato di non conoscere minimamente le procedure parlamentari (c’era da aspettarselo da un Sindaco – assenteista -che non conosce neanche il suo consiglio comunale)”

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