PDL, Un partito alla deriva

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Nel Pdl oramai il caos regna sovrano. Lo scontro Berlusconi – Alfano sta raggiungendo livelli di tensione mai registrati prima e il partito è sul punto d’implodere. Le primarie convocate per il 16 dicembre sembrano solo una vana speranza per gli amanti della democrazia. Nonostante personaggi non all’altezza...
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Nel Pdl oramai il caos regna sovrano. Lo scontro Berlusconi – Alfano sta raggiungendo livelli di tensione mai registrati prima e il partito è sul punto d’implodere.

Le primarie convocate per il 16 dicembre sembrano solo una vana speranza per gli amanti della democrazia. Nonostante personaggi non all’altezza della situazione, né in grado di portare al voto elettori liberali ormai schifati dalla politica,le consultazioni pre-elettorali sarebbero state una ventata d’aria fresca in un partito ammuffito e oramai caduco.

L’ultimo scontro si è avuto sul tema della giustizia. Il segretario del Pdl ha dichiarato infatti di non essere disposto a partecipare alle primarie se vi fossero stati indagati tra i partecipanti, lanciando una frecciatina non solo al cofondatore del Pdl, ma anche a Daniela Santanchè e ad Alessandro Proto.

Una mazzata per l’intero partito che fa del garantismo( per gli amici) uno dei principi fondanti del movimento.

Silvio Berlusconi sembra orientato a liquidare la creatura costituita con Gianfranco Fini e a ripresentare Forza Italia, creata nel 94 dopo l’implosione della Prima Repubblica.

Nelle dichiarazioni rilasciate al programma di Belpietro su Canale 5 dichiara:” Qualcosa deve partire da ciò che sta succedendo, stiamo valutando se dar vita ad un nuovo soggetto politico.

Molto probabilmente il nuovo soggetto politico dovrebbe esser presentato nei prossimi giorni, anche se nei sondaggi non sembra andar incontro al consenso popolare riscontrando un gradimento tra il  7 e il 10 per cento.

Le primarie sembrano quindi quasi archiviate nonostante gran parte degli elettori richiedano a gran voce l’uso di questo strumento di partecipazione diretta. La decisione finale verrà  comunque presa nel prossimo Ufficio di Presidenza.

Il futuro è pieno d’incognite. Quale sarà il ruolo di Alfano? Quello degli ex- AN?

Chi seguirà il visir d’Arcore nella probabile avventura che si prospetta tutto fuorché entusiasmante?

Chi saranno gli alleati?

Tanti dovrebbero esser gli epurati. Nella black list sembra vi siano non solo Angelino Alfano, ma  anche Franco Frattini considerato troppo vicino al movimento di Montezemolo  ela Carfagna, troppo vicina ai colonnelli ex AN e Cicchitto.

I peones del Cavaliere sembrano siano solo Maria Stella Gelmini, DanielaSantanchè e qualche sparuto onorevole.

Berlusconi, ben conscio che il periodo d’oro è oramai terminato s’atteggia a Saturno cercando di divorar le proprie creature.

L’obiettivo principale, rebus sic stantibus, è quello di sabotare le primarie, forse simbolo di troppa democrazia interna.

Il Divo dopo quindici anni di promesse mancate, di rivoluzioni liberali vagheggiate e mai realizzate sembra abbia l’intenzione di voler ricalcare nobili scenari.

In un periodo in cui si parla tanto  d’innovazione, di svecchiamento della politica di rottura dei vecchi apparati(in realtà solo da parte di Renzi e Grillo poiché altera pars della sinistra diimostra d’esser ancor più conservatrice di alcuni repubblicani) il quasi ottuagenario ex Presidente del consiglio sembra proprio esser l’homo novus pronto a scompigliare l’attuale sistema politico. Per qualcuno,infatti.

Un condannato a quattro anni per frode fiscale che ambisce a ricandidarsi può solamente suscitare riso e sgomento al tempo stesso.

Si prospetta, nel caso in cui il fantomatico progetto Berlusconiano vada in porta e  per i pochi ancor affetti da ipnosi berlusconiana, una cocente delusione.

 

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