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PER PROTESTA CONTRO L’AMMINISTRAZIONE SI DIMETTE IL CONSIGLIERE CELIENTO

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Eletto dai Caivanesi all’Opposizione rispetto alla Maggioranza che ha vinto le elezioni, coerentemente ed incessantemente, in qualità di Coordinatore del mio partito, di Capogruppo Consiliare prima e di Consigliere Comunale dopo, ho svolto con il massimo impegno una opposizione costruttiva ma intransigente nei...
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Eletto dai Caivanesi all’Opposizione rispetto alla Maggioranza che ha vinto le elezioni, coerentemente ed incessantemente, in qualità di Coordinatore del mio partito, di Capogruppo Consiliare prima e di Consigliere Comunale dopo, ho svolto con il massimo impegno una opposizione costruttiva ma intransigente nei confronti dell’Amministrazione Falco che a mio parere, e sotto gli occhi di tutti, non ha apportato nessun miglioramento concreto alla Città, anzi ne ha aggravato le già compromesse condizioni, facendola sprofondare ogni giorno sempre di più nel degrado assoluto.

Al culmine di una sofferenza e di una insofferenza crescenti, dopo una lunga e ponderata riflessione, giungo alla  determinazione odierna, dettata anzitutto dall’insostenibile disagio di continuare a far parte di una cosiddetta “classe politica” che esprime un’ ”amministrazione” la quale ha inanellato in questi anni solo una serie di insuccessi ed una teoria ininterrotta di crisi politiche, con ripetuti cambi di poltrone all’interno di essa, tenendosi in piedi solo con i continui trasformismi e i disinvolti mutamenti di casacche di personaggi e di bande che, senza  più il senso della vergogna, passano da una parte all’altra del Civico Consesso, infischiandosene dei cittadini.

Solo un mese fa, dopo aver pubblicato il suo fantastico “libro dei sogni”, il Sindaco, manifestando ancora una volta la ormai acclarata incapacità di corrispondere in alcun modo alle esigenze vere della cittadinanza, oltretutto in un momento tanto delicato e preoccupante quale quello legato alle nostre gravi problematiche economiche, ambientali e sanitarie,  aprì con  le sue  dimissioni l’ennesima crisi politica  che spera ora di aver risolto, come già fatto in precedenza, con una nuova quadratura del cerchio, e cioè avendo mercanteggiato la permanenza sulla sua poltrona con il sostegno di consiglieri comunali compiacenti, senza trovare un barlume di dignità e di senso del ridicolo per rassegnare irrevocabilmente, una volta per tutte, le sue dimissioni vere.

Dinanzi all’agonia di Caivano, che è assurta agli onori delle cronache europee come capitale della Terra dei Fuochi e dei Veleni, il medico-Sindaco continua a consentire ed anzi a foraggiare il solito scandaloso mercato delle vacche.

Dinanzi ai trentamila concittadini scesi per strada nella Marcia per la Vita del 4 ottobre  sulla Orta-Caivano, dinanzi ai centomila che sotto la pioggia sono giunti in Piazza del Plebiscito lo scorso 16 novembre a gridare il proprio sdegno contro una classe politica e dirigente di ignavi, di imbroglioni e di collusi, a gridare con forza la propria volontà di riprendersi in mano il destino dei propri territori, devastati dai camorristi e dagli amministratori incompetenti o disonesti; dinanzi a migliaia di giovani, di mamme e di papà che hanno gridato con coraggio e con forza il loro “io non ci stò”, dinanzi a questo spettacolo che, a ben vedere, è la sola ragione di speranza per una rinascita non solo della nostra Città, ma della Campania e dell’Italia intere, i Consiglieri di Caivano, eletti dal popolo per fare qualcosa di buono per questo martoriato paese, non hanno avuto la dignità ed il senso civico di porre fine ad una farsa penosa che dura da oltre tre anni e non sono corsi in numero sufficiente ad apporre la propria firma per lo scioglimento di questo Consiglio che è diventato purtroppo inutile e dannoso. Anche nella ultima recente occasione, non sono state raggiunte le 16 firme necessarie allo scioglimento.

E invece il Sindaco, per l’ennesima volta, ha l’impudenza di ritirare le sue finte dimissioni e di varare l’ennesimo esecutivo debole, monco, inesperto, di basso profilo, che è assolutamente inadeguato ad affrontare le gravissime problematiche che attanagliano la nostra Città, tradendo come sempre la vera “mission” che anima lui ed i suoi mutevoli sostenitori, mission che non ha nulla a che vedere con le competenze, con le progettualità, con gli sforzi creativi che dovrebbero essere messi in campo per pianificare con serietà gli interventi concreti che potrebbero pian piano risollevare le sorti di Caivano; mission che corrisponde invece, e tragicamente, alla curatela di meschini interessi di singoli e di bieche consorterie. State ancora lì, con il vostro manuale Cencelli, a provare se riuscite ad accontentare Tizio senza scontentare troppo Caio, a vedere chi nominare assessore e chi scatterebbe come consigliere, a tentare spasmodicamente di arrivare a 16 voti per il Bilancio, almeno fino al prossimo ricatto e fino al prossimo acquisto… E nel frattempo Caivano langue! Quo usque tandem?

Ma è mai possibile che un popolo intero (fatto di operai che si svegliano al mattino per andarsi a sudare il pane, di disoccupati che nonostante l’impegno personale non riescono a trovare uno sbocco lavorativo, di famiglie onorate che fanno quotidianamente i salti mortali per arrivare a fine mese pur conservando l’onestà e la dignità, di giovani di qualità che studiano con profitto, si laureano, girano il mondo e fanno esperienze all’estero, di professionisti qualificati e stimati, di associazioni di volontariato composte di donne ed uomini che hanno cuore, passione, generosità, idee, senso di appartenenza ad una terra che amano; insomma un popolo di persone comuni e perbene che nonostante tutto sono ancora la stragrande maggioranza di questo martoriato paese); ebbene, è mai possibile che un tale popolo deve stare alla mercé di questi trafficanti senza scrupoli? Ma è mai possibile che costoro devono proseguire indisturbati ed imperturbabili, senza vergogna e senza freno? Quo usque tandem? Fino a quando abuserete della pazienza dei cittadini ormai esausti?

Ma che cosa bisogna fare per fermarvi? O aspettate che i forconi, quelli veri quelli con le punte aguzze, vengano a scaraventarvi giù dal castello che da troppo tempo usurpate?

A poco o a niente sono servite le mille interrogazioni ed interpellanze, i discorsi pronunciati in quest’aula fredda e sorda, gli articoli di giornale, i manifesti murali, i dibattiti. Questo Consiglio Comunale, che è l’espressione massima della democrazia e della rappresentanza dei cittadini, è diventato un luogo triste e malsano in cui si compiono riti stantii e mortificanti. Di fronte a tanta miopia e tracotanza, pur dall’opposizione non si riesce ormai a raddrizzare le cose.

Io concepisco la politica come servizio da rendere alla collettività per migliorare la qualità del vivere civile e sociale di una Comunità amministrata. Mi sono impegnato in politica solo spinto da questa motivazione. Se non si riesce, nonostante le migliori intenzioni ed i rinnovati sforzi, a realizzare qualcosa di buono e di concreto per questo paese, non c’è motivo che io continui a sottrarre tempo alla mia professione e alla mia famiglia.

Si aggiunga infine una considerazione di ordine squisitamente politico.

Io fui eletto sotto il simbolo del PDL, partito che ora non esiste più. Da diverso tempo, come ho avuto modo più volte di esternare, non mi ritrovavo con il modo di operare e su molte scelte di un partito che non sentivo più come “il mio”. Circa un anno fa, infatti, rassegnai le dimissioni da Coordinatore cittadino proprio perché stavo vivendo un travaglio interiore rispetto alle posizioni che il PDL andava assumendo in campo nazionale. Aspettavo ormai da qualche anno che venissero fuori delle personalità nel Centrodestra, di assoluta credibilità e spessore, che avessero gli attributi per rifondare il PDL facendolo diventare finalmente il vero Partito (che manca in Italia) dei moderati, Liberali Laici e Cattolici,  pezzo italiano del Partito Popolare Europeo; un partito retto da uomini di specchiata moralità e di autentico spessore intellettuale, dotato di vera democrazia interna, animato da un fermento costruttivo di idee, di progetti e di proposte, che si affidi alla meritocrazia, ai congressi ed alle primarie per la scelta dei dirigenti e dei candidati. Ebbene, solo da qualche settimana abbiamo assistito finalmente ad una novità: la scissione che ha portato alla nascita del Nuovo Centro Destra, novità che auspicavo da tempo e che giudico positiva, ma che però temo possa essere tardiva e non so fino a che punto credibile sul piano elettorale, visto che è operata da parte di dirigenti (che pure io stimo) che però fino a qualche mese fa erano anch’essi allineati a dire “signorsì” e che non avevano trovato il coraggio di dire al vecchio leader: “hai fallito e devi farti da parte”.

In questo momento le opzioni, dunque,  fondamentalmente sarebbero: Forza Italia, che assolutamente non condivido; oppure l’NCD, che è tutto da verificare e in pratica tutto da costruire. Preferisco continuare a seguire con interesse e trepidazione, da cittadino elettore, questa storia travagliata del Centrodestra, sperando che al più presto possa ritrovare casa in un partito che torni ad appassionarmi.

In un paese in cui, a tutti i livelli e con estrema disinvoltura, rappresentanti eletti in un partito cambiano collocazione più e più volte, anche passando agli antipodi, transumando dalle opposizioni alle maggioranze senza battere ciglio e avendo in nessun conto il vincolo di mandato con gli elettori che sotto quel simbolo gli avevano dato il consenso, ritengo che io, non ritrovandomi più nel partito in cui sono stato eletto, abbia il dovere morale di lasciare lo scranno consiliare, prima di passare, eventualmente, sotto altra insegna sottoponendomi, in quella ipotesi,  ad un nuovo mandato popolare.

Per tutto quanto detto, dichiaro stasera la mia volontà di non continuare a legare oltre  il mio nome e la mia dignità al presente Consiglio Comunale, e pertanto comunico la decisione irrevocabile di rassegnare le mie dimissioni da Consigliere Comunale di Caivano.

Ringrazio di tutto cuore: Dio, per l’opportunità che mi ha dato e per la luce con cui ha rischiarato i miei passi; la mia famiglia, per il tempo che ho loro sottratto e per il calore con cui mi hanno confortato; gli amici, per il sostegno ed i preziosi consigli di cui mi hanno onorato; gli elettori, che per tre volte hanno scelto me per rappresentare le loro istanze. Un grazie agli amici Consiglieri Monopoli e Mellone con i quali abbiamo combattuto insieme tante battaglie. A tutti loro un grazie sentito; ed anche una confessione: posso aver commesso errori e sicuramente avrei potuto fare meglio, ma credo di poter affermare in piena coscienza di non aver mai tradito quei valori e quei princìpi sulla base dei quali mi ero proposto.

Se non apparisse irriverente, mi sentirei di affermare con Paolo di Tarso: <<Ho combattuto la  buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede>>!

Continuerò, se vorrà Iddio, a servire il mio amatissimo paese da medico e da comune cittadino.

 

Caivano, 19 Dicembre 2013

Giuseppe Celiento

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