Poche alternative al Monti-bis.

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Nelle ultime settimane nella politica italiana sembra ritornato quel clima tipico dei primi anni Novanta, periodo nel quale un pool di valorosi magistrati condussero una serie d’indagini sul malaffare e sulla corruzione giungendo a decapitare l’allora sistema partitico. Lo stesso clima sembra albergare oggi. Basti...
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Nelle ultime settimane nella politica italiana sembra ritornato quel clima tipico dei primi anni Novanta, periodo nel quale un pool di valorosi magistrati condussero una serie d’indagini sul malaffare e sulla corruzione giungendo a decapitare l’allora sistema partitico.
Lo stesso clima sembra albergare oggi.
Basti pensare alle sordide vicende in cui è impelagato Silvio Berlusconi e i suoi sodali. Consiglieri regionali accusati di malversazione e politici locali festanti intenti ad indossar toghe o maschere di maiale inscenando un odierno Satyricon felliniano.
Il Cavaliere non è il solo in difficoltà. Antonio Di Pietro,uno dei personaggi più noti del pool di Tangentopoli è tornato alla ribalta giornalistica a seguito di un servizio di Report nel quale veniva accusato d’aver acquisito con i fondi del partito una serie di appartamenti da destinare ai propri famigli. Di Pietro nega ogni accusa, ammettendo però che l’inchiesta giornalistica ha probabilmente ucciso il suo partito.
Il Partito Democratico è alle prese con le solite beghe interne e lotte fratricide mentre il Grande Centro è ancora in fase embrionale.

Il risultato delle elezioni regionali in Sicilia hanno palesato inoltre la frammentarietà del sistema dei partiti. Più della metà degli elettori siciliani è rimasto lontano dalle cabine elettorali raggiungendo un tasso record di astensione. Il candidato di centro-sinistra, Rosario Crocetta ha vinto la contesa, anche se gli mancano voti vitali per la sopravvivenza. Il Movimento 5 stelle proprio in Sicilia ha fatto incetta di consensi sbaragliando la concorrenza.
Il leader del movimento, Beppe Grillo, si è prefisso l’illustre compito di attuare un repulisti della politica italiana con ricette talvolta degne d’ammirazione e talvolta aberranti, come quella di tirar fuori l’Italia dall’ Euro riducendo poi la stessa ad un Paese maghrebino.
L’ascesa del Movimento 5 stelle aumenta quindi la probabilità d’instabilità politica e a sua volta aumentano le probabilità di riconferma di Mario Monti.

Nella temperie politica attuale l’unico personaggio degno,secondo certi punti di vista, di rappresentare l’Italia al meglio sembra essere lo stesso Monti.
L’ex professore di economia e ex Commissario europeo, sin dal giorno dell’insediamento ha cercato di ripristinare la credibilità del Paese oramai svanita, con un mix di austerity e riforme mai approvate prima.
Di sicuro l’esperienza politica montiana è ben lungi dal crepuscolo. Monti potrebbe essere riconfermato come primo ministro oppure sostituire al Colle Napolitano oramai alla fine del suo settennato.
Il Pdl dopo i vari scandali sopra accennati è ormai allo sbando più totale, dilaniato dalle varie anime alberganti all’interno del partito e sulla linea programmatica da seguire e soprattutto sul leader da proporre alle prossime elezioni.
I centristi come Alfano o Frattini cercano di allontanare il fantasma di Berlusconi mentre un gruppo di aficionados si batte per la ricandidatura del Cavaliere.
Ad accrescere la confusione contribuisce lo stesso Berlusconi. Il 24 ottobre infatti annunciò che non si sarebbe ricandidato e avrebbe cercato di riunire i moderati magari proponendo lo stesso Monti a capo di un’ampia coalizione. Ma tre giorni dopo, a seguito della condanna a quattro anni di carcere per frode fiscale, muta ex abrupto il suo pensiero in merito.

Anche se meno toccato dagli scandali, il Pd non è stato immune da essi e dalle spaccature interne. La lotta principale vede protagonisti il sindaco di Firenze Matteo Renzi e l’attuale segretario del partito Bersani. Una lotta generazionale in grado di accendere gli animi in un paese gerontocratico ove l’anzianità ha la priorità sul talento e sul merito.
Bersani al momento appare come il probabile vincitore della contesa mai il problema principe riguarderà la futura alleanza.
L’attuale segretario del Pd sembra orientato verso un’alleanza con Nichi Vendola senza disdegnare un’occhiata al centro.
Molto probabilmente l’unione Pd-Sel otterrà il maggior numero di voti alle elezioni politiche. Ma data la forza del Movimento di Beppe Grillo questo potrebbe non bastare per formare un governo stabile. Indi bisognerà cercare l’appoggio dei centristi. Il possibile prezzo da pagare potrebbe essere quella di nominare Mario Monti come primo ministro.
L’ex presidente della Bocconi nonostante una politica di tagli e ristrettezze sembra essere l’unico ad portare avanti riforme strutturali in grado di smuovere il nostro Paese dal bradisimo politico dal quale sembra afflitto da molti anni.

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