Roberto Saviano: “Ecco cosa ci ha detto Napolitano dopo la nomina degli ultimi Senatori a vita”

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Così Roberto Saviano in un articolo pubblicato dall’edizione odierna on line dell’Espresso: “Con la nominadegli ultimi senatori a vita, il Quirinale ha mandato un messaggio ai partiti: riformatevi, cambiatevi radicalmente, perché le migliori eccellenze di questo Paese ormai non stanno più nella...
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Così Roberto Saviano in un articolo pubblicato dall’edizione odierna on line dell’Espresso:

“Con la nominadegli ultimi senatori a vita, il Quirinale ha mandato un messaggio ai partiti: riformatevi, cambiatevi radicalmente, perché le migliori eccellenze di questo Paese ormai non stanno più nella politica (anticipazione)

E’ dal 2006 che votiamo con l’attuale legge elettorale e la sua modifica è stata l’argomento principale dell’ultima campagna elettorale. Ma alle parole, ancora una volta, non sonoseguiti i fatti. La fiducia nella politica è ai minimi storici e probabilmente lo sarà anche l’affluenza alle urne nelle prossime elezioni politiche. Ecco, quindi, come io ho interpretato la nomina a senatori a vita di quattro personalità che di politico non hanno nulla, come un monito – l’ennesimo – alla partitocrazia: non più voi, politici di professione, politici navigati, a rappresentare la società civile, ma personalità che “hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo scientifico, artistico e sociale.

La fantapolitica delle strategie non mi ha mai convinto e ancor meno mi convince adesso che gli interessi in campo sono talmente tanti, talmente divergenti, talmente personali da sfuggire a previsioni. Gli analisti politici continuano a giocare con i numeri: 321 il nuovo plenum dei senatori (con le quattro nomine recenti), quindi nuova maggioranza a quota 161. A questo punto la conta dei senatori favorevoli al governo Letta e di quelli fedeli a Berlusconi fa sorridere se andiamo indietro di qualche mese e ricordiamo la barzelletta che in Italia è stata l’elezione del presidente della Repubblica. Quindi le nomine di Renzo Piano, Claudio Abbado, Carlo Rubbia ed Elena Cattaneo hanno il solo significato di far entrare alla Camera alta degli italiani di valore. Eccellenze di cui dovremmo andare fieri senza domandarci quanto ci costano, perché quello che hanno dato è un bene prezioso e inestimabile.”

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