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Terra dei Fuochi e dei Veleni, tra immobilismo e voyeurismo.

on nov 13, 13 • by • with Commenti disabilitati su Terra dei Fuochi e dei Veleni, tra immobilismo e voyeurismo.

La Terra dei Fuochi è divenuta un brand. Un marchio da sbandierare a destra e a manca, ad uso e consumo dei media e delle testate giornalistiche varie. Infatti, da qualche tempo, si susseguono numerosi show televisivi, intenti a mostrare le nefandezze perpetrate dalle organizzazioni criminali sovrane sul territorio....
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La Terra dei Fuochi è divenuta un brand. Un marchio da sbandierare a destra e a manca, ad uso e consumo dei media e delle testate giornalistiche varie. Infatti, da qualche tempo, si susseguono numerosi show televisivi, intenti a mostrare le nefandezze perpetrate dalle organizzazioni criminali sovrane sul territorio.

Una sequela di dati statistici sull’incidenza abnorme dei tumori in quelle zone, che lasciano sbigottiti e attoniti i non avvezzi al fenomeno. Dati agghiaccianti che portano all’emersione un fenomeno per anni ignorato, o derubricato a problema locale e regionalistico, non degno di rilevanza nazionale. Nelle provincie di Caserta e Napoli si muore più che altrove. Ma il nesso di causalità è difficile, secondo alcuni, da provare. “Supreme istanze ministeriali” collegano l’incidenza tumorale, e la crescente ondata di morte che minaccia la Campania, allo stile di vita malsano dei residenti. Non alle problematiche ambientali, non allo smaltimento illecito dei rifiuti tossici, non all’inquinamento da sostanze nocive delle acque, ma all’obesità e a scelte alimentari sbagliate.

E’ notizia recente la scoperta di tredici pozzi irrigui e di quindici fondi agricoli sequestrati nel comune di Caivano. Dalle analisi sui campioni prelevati dai pozzi, è emersa la presenza di sostanze considerate altamente tossiche e nocive per l’ambiente e la salute umana. Sulla maggior parte dei terreni sequestrati vi erano coltivazioni di verdure pronte alla vendita, destinate in tutt’Italia.

Un problema che investe tutti, la nostra penisola e anche alcuni paesi europei, poiché gli stessi prodotti erano destinati anche Oltralpe.

Mentre le trasmissioni televisive si occupano a più riprese del problema, seguono anche discutibili forme di partecipazione al biocidio campano. La più stucchevole e, al contempo, ridicola campagna mediatica è quella lanciata da una starlette televisiva, durata “l’espace d’un matin”. Personaggi più o meno noti, e sconosciuti ai più, con sguardo vitreo, brandivano un cartello sul quale era apposto il nome d’una cittadina della provincia napoletana o casertana, di cui ignoravano, fino a quel momento, l’esistenza. Ci si chiede, inevitabilmente, a cosa possano servire questi esibizionismi, e se non siano più efficaci forme ulteriori, e più concrete, di partecipazione al dolore e alle immani difficoltà del popolo campano.

Nonostante l’immobilismo normativo che ha regnato sovrano per anni, qualcosa, però, si è mosso.

La Camera dei deputati ha, infatti, approvato, le mozioni che impegnano il governo a mettere in atto, si spera celermente, tutte le iniziative e gli interventi utili a risanare il territorio. Le mozioni impegnano il governo a «porre in essere tutte le forme di controllo incisivo del territorio campano per far cessare il criminale e illecito sversamento di rifiuti tossici in zone agricole e ad alta densità abitativa». Si chiede infine di istituire un tavolo tecnico permanente. Tavoli tecnici che spesso servono a poco. La novità risiederebbe nella compartecipazione delle associazioni dei cittadini in trincea.

Un primo passo per cercare di addivenire alla risoluzione di un problema immane, accresciutosi negli ultimi anni, grazie alle inefficienze e alle negligenze della classe politica, di ogni colore.

Si spera che l’attenzione non scemi, che gli interventi normativi divengano copiosi e più efficaci di quelli già adottati.

Le proposte di legge dovranno prevedere interventi ad hoc; predisporre sistemi di videosorveglianza che impediscano di appiccare quotidianamente roghi tossici, individuare i territori malsani e predisporre interventi di bonifica e, creare fattispecie di reato con sanzioni più elevate per i trasgressori.

Il popolo campano muore, forse qualcuno ancora non se n’è accorto.

 

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