14. Un invitato. Piccanti retroscena di un matrimonio.

on set 12, 12 • by • with Commenti disabilitati su 14. Un invitato. Piccanti retroscena di un matrimonio.

Dei matrimoni mi piacciono i confetti. E il riso, e le giarrettiere. Hai presente la giarrettiera? Quella merlettata o in pizzo, color avorio o bianca come il latte, con un delizioso nastrino in raso color “blu tradizionale” o “vermiglio trasgressivo”. Dei matrimoni mi piacciono gli invitati. E il cibo, e le...
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Dei matrimoni mi piacciono i confetti. E il riso, e le giarrettiere.
Hai presente la giarrettiera? Quella merlettata o in pizzo, color avorio o bianca come il latte, con un delizioso nastrino in raso color “blu tradizionale” o “vermiglio trasgressivo”.
Dei matrimoni mi piacciono gli invitati. E il cibo, e le spose.
Hai presente la sposa? Quella che profuma di lacca, con l’abito da principessina romantica e gli occhi scintillanti di lacrime e di emozioni.

A. come amore, amore, amore.

È l’amore, quello che mi piace dei matrimoni. L’amore, dopo il buffet.

Ciao chéri.
Ho saputo che sei stato ad un ricevimento, qualche giorno fa; delle nozze da favola per chi, come me, le ha viste dall’esterno. Meraviglioso il ristorante, immenso il giardino, profumati quanto basta i fiori a centro tavola, deliziose le pietanze, impeccabile il servizio, bellissimi gli sposi.
L’homme, con il suo completo elegante ma non troppo serioso… et surtout la femme, con il corpo fasciato da un velo di satin perlato e aderente, come la sirena più sensuale delle fiabe.

A. come antipasto, come apripista, come quello che viene servito solo per stuzzicare il palato, senza ancora concedergli troppo.

E proprio come avrebbe fatto un antipasto, dal tuo posticino tranquillo, hai iniziato a guardare lei, l’oggetto dei tuoi desideri, la donna che hai sempre amato fin dal momento in cui il tuoi migliore amico te l’ha presentata come sua fidanzata. Le hai rivolto uno sguardo fugace, hai colmato la distanza fisica che c’era tra voi con il potente magnetismo dei tuoi occhi verdi, hai sorriso un po’, a metà, con il sorriso storto che l’ha fatta fatta impazzire. L’hai scartata col pensiero, come fosse una caramella, spogliandola di quell’abito bianco così importante. Le hai fatto un cenno del capo, impercettibile, impalpabile, invisibile come una folata di brezza marina.

Segreto numero 13: di spose vergini se ne vedono ben poche, ma anche quelle fedeli stanno iniziando a scarseggiare.

E l’hai portata con te, e l’hai mangiata come fosse la torta nuziale, l’hai fatta tua nel bagno che affacciava sul giardino, l’hai posseduta di nascosto con l’odore di erba bagnata.

A. come adulterio da record, come la continuazione di una doppia vita che andava avanti da tempo, come la ciliegina sul dolcetto dell’ipocrita felicità dei novelli sposi.
A. come amarezza, perché nonostante tutto non ha scelto te.

Nonostante il sesso che sa fare solo con te e nonostante i fiori che sai regalarle solo tu, ha scelto il futuro stabile che può darle solo lui.

Dei matrimoni mi piacciono i pettegolezzi, quelli che sanno di panna o di sorbetto, quelli che arrivano insieme al liquore.
Li regalano coi confetti, un gossip e una bomboniera, è stato un piacere averti tra gli invitati. 

Un bacio per qualcuno,
un avvertimento per qualcun altro,
– A.  

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