16. Una suocera – I legami familiari che non ti aspetti.

on set 26, 12 • by • with Commenti disabilitati su 16. Una suocera – I legami familiari che non ti aspetti.

C’è più gente che sa parlare o più gente che sa contare? Dicono che le parole siano in grado di plasmare gli animi e di costruire gli eserciti, pare che siano più importanti dei numeri. Eppure, per quanto io mi serva delle parole questa mattina, oggi e domani, ho solo bisogno che tu sappia contare [&hellip...
Pin It

Home » A-nonymous, Rubriche » 16. Una suocera – I legami familiari che non ti aspetti.

C’è più gente che sa parlare o più gente che sa contare? Dicono che le parole siano in grado di plasmare gli animi e di costruire gli eserciti, pare che siano più importanti dei numeri. Eppure, per quanto io mi serva delle parole questa mattina, oggi e domani, ho solo bisogno che tu sappia contare fino a tre.

Ripeti con me: uno, due, tre.
Uno, due… e tre.
Uno come te, l’uomo solo.
Due come te e tua moglie, la coppia felice.
Tre come uno, due e tre, lei, tua moglie e te.

Ero così triste nel vedere la stagione dei segreti volgere a termine che ho persino pensato di abbandonare il lato oscuro. Ma poi mi hanno detto che l’autunno è come la primavera e la primavera, mi hanno detto anche questo, è quasi meglio dell’estate.

A. come abitudine, pare che io debba solo farci l’abitudine.

Le foglie si faranno gialle, e per me sarà normale. I volti invecchieranno, e per me sarà normale, spaventoso ma normale. E i segreti verranno a bussare ancora alla mia porta, e io aprirò, aprirò e preparerò loro un tè coi biscotti, da brava padrona di casa.

Ciao chéri. Fingiamo che sia ancora estate, ti va?

A. come agosto, come il mese in cui il sole ha generato una dolcissima pulce nell’orecchio.
A. come afa, come l’opprimente senso di colpa che non ha saputo vincere contro la brama.

Era la voglia, quella più asfissiante, la voglia di qualcosa di sbagliato.
Se te lo raccontasse un amico, rideresti di lui. Lo so che rideresti.

Segreto numero 15: quella donna che tanto hai criticato, quella vecchia donna onnipresente, quella che voleva ficcare il suo naso importante in ogni vostra decisione, è finita direttamente nel tuo letto. Il letto che dividi con tua moglie, il letto in cui hai concepito i suoi nipoti, il letto in cui fai l’amore con sua figlia.

Voleva lavare i vostri panni sporchi, tua suocera. Voleva rammendare ogni vostro strappo e rattoppare ogni buco… ma la macchia indelebile è diventata lei, la madre della tua sposa.

A. come anziana, l’aggettivo che le hai sempre affibbiato.
A. come amante, l’apposizione che mai avresti associato a lei.

E ti ripeti che non è tanto più vecchia di te, e che non importa che potrebbe essere tua madre. Tu vuoi toccare la sua pelle non più perfettamente levigata, vuoi baciare le sue labbra indurite dal tempo e dalla vita, vuoi assaggiare il suo umore antico come il mondo.
E preghi che tua moglie non lo sappia mai, e cerchi di smettere ma non ci riesci, la sua anima ti è entrata dentro quando tu sei entrato in lei, e mai perderai il vizio. Fumerai per sempre, finché il buio lo permette, fumerai di più, perché lei è diventata la tua sigaretta, il tuo cancro, la tua perdizione.

 

Un bacio per qualcuno,
un avvertimento per qualcun altro,
 A.

 

Related Posts

Comments are closed.

Scroll to top

Support us!

Facebook_like