19. Un test di gravidanza.

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Ottobre, decimo mese del calendario gregoriano, secondo mese del nostro autunno, secondo mese di primavera nell’emisfero che sta più giù. Che belli i mesi dell’anno: trenta giorni, trentuno, ventotto… ognuno per un peccato, ognuno per un segreto e per una trasgressione, un giorno per sbagliare e l’altro per...
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Ottobre, decimo mese del calendario gregoriano, secondo mese del nostro autunno, secondo mese di primavera nell’emisfero che sta più giù.
Che belli i mesi dell’anno: trenta giorni, trentuno, ventotto… ognuno per un peccato, ognuno per un segreto e per una trasgressione, un giorno per sbagliare e l’altro per fare l’amore.
Trecentosessantacinque errori, trecentosessantacinque emozioni, mille tradimenti, dodici vizi, dodici mesi. Eppure, a volte, quelli che contano sono solo nove.

Ciao chérie.
Nel diciassettesimo giorno del decimo mese, il mio diciottesimo segreto sei tu: una piccola donna con gli occhi da cerbiatta, una ragazzina che presto dovrà vestirsi da grande.

A. come angoscia, l’unico sentimento che hai saputo riconoscere tra quelli che stai provando.
A. come attesa, quella snervante, quella appena passata, quella che ti aspetta.

La tua storia è proprio triste, mi tocca dirlo. Oh, chérie, avresti bisogno di un abbraccio, ma lui non può dartelo. Tu sei sua, ma non agli occhi del mondo: tu sei l’altra, quella della pausa pranzo e dei weekend fuori città, sei la ragazzina che gli ha fatto battere di nuovo il cuore. Hai fatto fremere i suoi desideri, hai riacceso il suo fuoco ormai spento da tempo… ma per te non esiste anniversario e non c’è San Valentino. Sei sola, sola sotto il sole, schiava della riservatezza del vostro rapporto.

Cos’è successo quella sera? Avevi bevuto troppo? Eri ancora troppo giovane per pensare alle conseguenze? Questo ancora non lo so, ma vorrei davvero scoprirlo. Perché ora sei incinta, ma lui una figlia ce l’ha già, mentre tu versi lacrime su quel bastoncino bianco che ti ha rivelato una realtà inaspettata e meschina.

A. come aspetti un bambino… e sei sola, e il mondo ti crolla addosso.

Segreto numero 18: le amanti ragazzine faticano a confessare le gravidanze indesiderate.

E non sai che fare, non sai come dirglielo o come dirlo ai tuoi genitori. I tuoi genitori, cosa penseranno di te? Di te, che eri il loro fiore, la loro piccola stella ancora bambina.

A. come aborto, perché non ti viene in mente nient’altro.

Pensaci, chérie, pensa alla vita che ti sta nascendo dentro. Potrebbe darti amore, l’unica cosa di cui hai bisogno. Potrebbe regalarti la luce del sole, quella che ti è stata vietata nell’ultimo anno, quella che rimpiangi, quella che brami, quella che sei.

Un bacio per qualcuno,
un avvertimento per qualcun altro,
A. 

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