Midnight in Paris

Midnight in Paris: la recensione

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MIDNIGHT IN PARIS – REGIA: WOODY ALLEN – CAST – OWEN WILSON, RACHEL MCADAMS, MARION COTILLARD, KATHY BATES, MICHAEL SHEEN, ADRIEN BRODY – GENERE:COMMEDIA – USCITA: 2 DICEMBRE 2011 – Puntuale, arriva nelle sale anche quest’anno, il nuovo film di Woody Allen il quale, dopo aver...
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MIDNIGHT IN PARIS REGIA: WOODY ALLEN – CAST – OWEN WILSON, RACHEL MCADAMS, MARION COTILLARD, KATHY BATES, MICHAEL SHEEN, ADRIEN BRODY – GENERE:COMMEDIA – USCITA: 2 DICEMBRE 2011 –

Puntuale, arriva nelle sale anche quest’anno, il nuovo film di Woody Allen il quale, dopo aver immortalato pezzi d’Europa con la trilogia londinese composta da Match Point (2005), Scoop (2006) e Sogni e Delitti (2007), seguiti da Vicky Cristina Barcelona (2008), ambientato nella solare città spagnola, per poi  ritornare di nuovo alle atmosfere british con Incontrerai l’Uomo dei tuoi Sogni (2010), approda ora nella Ville Lumiére.

 

Il regista di Manhattan, affascinato dal vecchio continente, dove i suoi film hanno per altro sempre ottenuto grande successo quando in patria venivano poco apprezzati, sembra essersi allontanato dalle location newyorkesi, se non per un’ incursione nel 2009 con Basta che funzioni ma è evidente che l’Europa sia il suo terreno più prolifico.

Il protagonista di Midnight in Paris è Gil, sceneggiatore di Hollywood, stanco di scrivere scialbe commedie per il cinema, il quale aspira a diventare scrittore e sta per completare il suo primo romanzo. Egli si trova in vacanza a Parigi con la superficiale fidanzata Inès (Rachel McAdams) e i ricchi genitori di lei, i quali non approvano le sue velleità artistiche  e in particolar modo Inès cerca in tutti i modi di scoraggiarlo.  Una notte, passeggiando da solo per la città, si ritrova come per incanto nella Parigi degli anni Venti, tra boa di piume, charleston e sigarette col bocchino, dove avrà l’onore di conoscere i personaggi più importanti di quella gloriosa epoca, per i quali lui ha un vera adorazione, come i romanzieri Ernest Hemingway e Scott Fitzgerald e gli artisti Pablo Picasso e Salvador Dalì.

Le prime immagini del film sono un piacevolissimo giro turistico per le strade ed i monumenti della capitale francese, sotto le suggestive note jazz di Sidney Bechet: Montmartre, Champs-Élysées, la Torre Effeil, si sosta ai bistrot, si passeggia lungo la Senna. Gil sogna un piccolo attico sui tetti di Parigi  e di camminare con una baguette sotto al braccio lungi la Rive Gauche; è il sogno bohèmienne che i più romantici appoggeranno mentre il saccente amico Paul, (Michael Sheen) dalle cui labbra pende Inès, lo canzona mormorando “Ci manca solo la tubercolosi…”

Come in Match Point, il personaggio principale è legato ad una ragazza dell’upper class e tramite lei e suoi genitori borghesi ha la possibilità di assaporare il lusso e l’agiatezza ma Gil è lontano anni luce dal cinico arrampicatore sociale, protagonista del thriller del 2005; è un sognatore, emotivo e nostalgico. Allen torna a far rivivere il suo alter ego attraverso Owen Wilson che, con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così è assolutamente adorabile nel  suo smarrimento  e con  i suoi balbettii, quando si trova a che fare con il battagliero e passionale Hemingway o con la brillante scrittrice Gertrude Stein (Kathy Bates), e con l’affascinante Adriana (Marion Cotillard), musa di Picasso.

Gil compie un viaggio nel mito, una fuga dal presente, deprimente e banale per poi scoprire che quegli stessi personaggi, i quali vivono in quello che lui considera un periodo d’oro, avvertono una profonda nostalgia per la cultura del passato, proprio come la bella Adriana, che sogna l’800, la Belle Epoque, e che lo porta a concludere  che nessuno è felice nella propria epoca.  Lo scrittore comprende che per dare senso alla vita non bisogna rifugiarsi nel sogno, dando vita ad una lunga serie di illusioni, ma è necessario vivere il presente con speranza, non rinunciando ai propri ideali.

Film raffinato, ironico, elegante nella messa in scena, un’esplosione di cultura europea, una carrellata di artisti da riscoprire, Woody Allen ancora una volta da amare.

 

-Stai vivendo in due mondi diversi, non ci trovo nulla di strano

-Certo, voi siete surrealisti….

(Gil a Luis Bunuel e Man Ray)

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