Aspettando il 2013.

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Dire che preferisco le bilance ai bilanci è davvero poco. Persino quelle pesapersone, dopo anni passate ad evitarle, sono diventate le mie migliori alleate. Ringraziando qualsiasi tipo di divinità, il clima temperato della mia umile dimora mi ha permesso di evitare il nostalgico fuoco del caminetto, facendomi...
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Dire che preferisco le bilance ai bilanci è davvero poco. Persino quelle pesapersone, dopo anni passate ad evitarle, sono diventate le mie migliori alleate.
Ringraziando qualsiasi tipo di divinità, il clima temperato della mia umile dimora mi ha permesso di evitare il nostalgico fuoco del caminetto, facendomi skippare piacevolmente l’atto del “tirare le somme”.
Eppure, il 31 dicembre ha inaspettatamente bussato alla mia porta anche quest’anno, sventando addirittura un’apocalisse.
Cos’ho trovato, nel 2012? Cos’ho perso?
La risposta ad entrambe le domande potrebbe essere “troppa gente”, davvero troppa. Un male e un bene, un male o un bene?, difficile dirlo per chi ama la dolce dolce solitudine.
Allora ho perso oppure ho trovato?
Ovviamente non verrò a dirlo a voi – sono simpatica, ammettetelo – ma potremmo fare un mini-recap di quello che l’anno ha offerto a tutti.
Dodici mesi in tre righe:
– Il Papa su Twitter, Obama rieletto, I Vendicatori, disastri sismici, catastrofi monetarie, eclissi anulari, folli stragi made in USA, programmi nuovi di zecca su Real Time, Olimpiadi, un’umiliante Italia-Spagna e un’inutile diretta di Mistero il 20 dicembre.

Frittura di pesce, fuochi d’artificio, fine.
Via il vecchio calendario, buon 2013.

Perché alla fine è solo un giorno nuovo che segue un giorno che già c’era. È l’una che viene dopo la mezzanotte, è lo spumante che viene dopo le lenticchie – i legumi più inutili sulla faccia della Terra, che in fin dei conti non hanno mai regalato quattrini a nessuno.
Volete gli auguri? E auguri siano ma… vivete ogni giorno come fosse la fine e l’inizio, come fosse una domanda e una risposta, una soluzione e un problema.
E brindate pure, che male non fa.

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