Cambiare fa bene.

on giu 22, 13 • by • with Commenti disabilitati su Cambiare fa bene.

Ho letto da qualche parte che pensare in una lingua straniera aiuta a prendere decisioni più razionali. Neanche a dirlo, il titolo di quest’articoletto da intrattenimento non dovrebbe essere in italiano, ma in puro e perfetto inglese. When the change is good, ecco cos’avreste dovuto leggere. Poi, la mia...
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Ho letto da qualche parte che pensare in una lingua straniera aiuta a prendere decisioni più razionali. Neanche a dirlo, il titolo di quest’articoletto da intrattenimento non dovrebbe essere in italiano, ma in puro e perfetto inglese.
When the change is good, ecco cos’avreste dovuto leggere.
Poi, la mia rinomata clemenza verso voialtri mi ha spinta a fare una considerazione degna di nota: chi conosce una sola lingua è irrazionale? E allora, io che ne conosco qualcuna in più… come mai non sono tutta rose e ragionevolezza?
Vorrei davvero citare la fonte di questo studio bizzarro che pare faccia acqua da tutte le parti, ma il caldo è troppo per mettersi a pensare. Pensare è così sopravvalutato, di questi tempi. Fateci caso: pensare è il più grande limite dell’uomo, l’uomo che se pensa non agisce, quello che se pensa non dimentica, quello che pensa e per questo non perdona, non accetta, non si muove. Dove voglio arrivare con queste belle parole? Bene, ve lo dico subito: l’uomo che pensa troppo non rischia e l’uomo che non rischia non cambia.

But what’s the change? Cos’è il cambiamento? In quali terre nasce e in che case dimora? Vive forse tra gli inutili ragionamenti o si nutre di un impulso incontrollabile? Qual è la sua speranza di vita? Può essere accolto sempre o qualcuno è costretto a lasciarlo fuori la porta? Arriva un momento in cui forse è troppo tardi per invitare Cambiamento a prendere un tè coi biscotti?
Cambiare vuol dire abbracciare il nuovo senza affanno alcuno, vuol dire fare un esperimento senza raccogliere i dati, giocare a carte con la vita senza conoscere le regole. Ve l’ho detto, cambiare è un rischio grosso quanto un grattacielo per una povera piccola formichina… e, quando pensate troppo, siete proprio come quella formichina che fissa spaventata ogni piano dell’edificio del Rischio. Valutate i danni, calcolate la velocità di caduta, le conseguenze dell’urto col suolo, i pro della scalata, i contro dello scivolone, le opinioni della gente, gli sguardi giudicatori dei curiosi e le frecciatine di chi sembra sempre saperne un po’ di più. Ma quello che dovreste ricordare è che all’ultimo piano – l’attico perfetto, che quasi tocca le nuvole – abita il Cambiamento. Se ne sta sdraiato sul divano a fare zapping, aspettando che voi abbiate il coraggio di raggiungerlo, abbracciarlo, strapazzarlo e venerarlo… facendone la vostra più profonda ragione di vita. E non è mai, mai troppo tardi per iniziare a salire. E non e mai, mai troppo tardi per scoprire che dall’alto, dopo aver conosciuto il Cambiamento, la vista è davvero mozzafiato.

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