Come ci vogliono (e come invece siamo).

on apr 13, 13 • by • with Commenti disabilitati su Come ci vogliono (e come invece siamo).

– Dedicato alle donne che non sono né brave, né facili. Dedicato a quelle che stanno nel mezzo, quelle non etichettabili che sono stanche di essere relegate in una sola, misera categoria. I miei adepti/discepoli/follower più fedeli sapranno benissimo che niente stimola la mia creatività più del sole di...
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– Dedicato alle donne che non sono né brave, né facili. Dedicato a quelle che stanno nel mezzo, quelle non etichettabili che sono stanche di essere relegate in una sola, misera categoria.

I miei adepti/discepoli/follower più fedeli sapranno benissimo che niente stimola la mia creatività più del sole di primavera. Ovviamente, è sempre auspicabile la presenza qualche novizio e, per questo, è d’obbligo il chiarimento: la primavera è la mia primaria fonte d’ispirazione, la sola che mi faccia venire voglia di formulare psico-teoremi campati in aria e pseudo-speculazioni antropologiche.
E cosa, secondo voi, è al primo posto della lista dei “Fenomeni primaverilmente osservabili”? Il vecchio gioco della preda e del predatore – quello della caccia nei prati fioriti e nei campi minati – mi pare logico.
Ma su cosa voglio interrogarmi e/o all’occorrenza interrogarvi questo sabato mattina? Easy’n’chic: lo sfasamento tra quello che certi uomini vogliono e quello che certe donne donne sono, la discrepanza tra la fantasia, la realtà e l’idealizzazione.

– Avvertenze: le informazioni sono state raccolte analizzando un piccolo campione, questa non è una legge scientifica.

“Gelsomina, hai visto che ragazza a modo è lei [=compagna di corso]?”
Il tono, velatamente accusatorio, mi fa capire che io non lo sono, una a modo… e che, il non esserlo, è un grande, grandissimo bagaglio che mi porterò dietro per tutta la vita e che mai nessuno si offrirà di aiutarmi a trasportare.
Gli uomini vogliono le donne a modo… ma noi non lo siamo.
Facciamo i palloncini con le gomme e beviamo la Pepsi direttamente dalla lattina; mettiamo lo smalto colorato e il mascara oltraggioso; ridiamo senza coprirci la bocca e raccontiamo le barzellette un po’ spinte – quella da maschi, quelle da bar.

“Gelsomina, ma tu hai un’opinione su tutto!”
L’intonazione sa di nuovo di accusa e pare che questa valigia pesi addirittura di più della precedente.
Gli uomini vogliono la donna garbata, quella che parla solo quando viene interpellata. La vogliono intelligente ma non troppo, ma noi siamo impertinenti.
Monopolizziamo la conversazione perché abbiamo argomenti per farlo; facciamo il primo passo; abbiamo manie di protagonismo e facciamo smorfie evidenti se qualcosa non ci va a genio; ci battiamo contro quello che è sbagliato e celebriamo quel che invece sembra buono e giusto. Guardiamo il mondo negli occhi e, quando non ci regala quello che vogliamo, gli rispondiamo a tono.

Certi uomini vogliono le brave ragazze. Fanno tanto i playboy, ma alla fine della fiera preferiranno sempre Penelope a Lolita. Vogliono le brave ragazze, quelle che non fumano e non fanno pensieri sconci quando sono da sole, quelle acqua e sapone, quelle che arrossiscono e li aspettano a casa la sera, tessendo e sfilando la sacra tela della pazienza.
Gli uomini vogliono una donna che dia loro la sicurezza di un porto stabile… ed è giusto, evolutivamente noioso ma giusto, che le strade più semplici continuino ad essere anche le più battute. Ma noi non siamo le brave ragazze che gli uomini vogliono al loro fianco, no. Siamo le donne che loro bramano per un giorno intero, quelle che all’occorrenza spariscono lasciando una scia di profumo e mistero. Siamo le donne che studiano e parlano, che sguaiatamente ridono e quotidianamente pensano. Siamo le donne che non invidiano le altre donne, quelle che fanno dell’imprevisto il proprio stile di vita, quelle che vogliono cogliere quel fottuto attimo, quelle che forse non starebbero simpatiche alle vecchiette di paese, quelle che amano i cocktail e hanno bisogno del rock pesante nelle cuffie.
Siamo le ragazze che chiedono, se vogliono giocare a carte e che vincono, non appena iniziano la partita.
Certi uomini amano le brave ragazze, buone da presentare ai genitori, ottime per stare tranquilli.
Poi ci sono quelli che preferiscono le montagne russe. Esistono, pare che esistano. Almeno così dicono in giro: sono la pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno, d’accordo, ma dovrebbero aver capito – una volta per tutte – che sapranno pure fare l’amore con dolcezza, ma le brave ragazze non sono di certo quelle che hanno scritto la storia.

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