San Valentino era single.

on feb 11, 13 • by • with 1 Comment

Lo scorso anno ho scritto: “San Valentino è la festa inventata da qualche maestro cioccolatiere in crisi economica per guadagnare qualcosa di più e sanare il bilancio; è la festa di chi non è amato da nessuno, di chi non ha nessuno a cui portare un misero dolcetto. I fidanzati, quelli no, non hanno bisogno...
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Lo scorso anno ho scritto:
San Valentino è la festa inventata da qualche maestro cioccolatiere in crisi economica per guadagnare qualcosa di più e sanare il bilancio; è la festa di chi non è amato da nessuno, di chi non ha nessuno a cui portare un misero dolcetto. I fidanzati, quelli no, non hanno bisogno del 14 febbraio. Loro hanno i fine settimana e gli anniversari, hanno i lunedì mattina ed i venerdì sera, hanno le lenzuola da dividere e la colazione nel microonde, hanno il sogno proibito di un tostapane all’americana e la sveglia da sincronizzare per fare l’amore prima di andare a lavoro.
San Valentino è il giorno più sadico dell’anno, perché ricorda a chi è solo quello che non ha, quella mancanza che gli altri giorni nemmeno pesa. Essere single a San Valentino è come essere sobrio all’Oktoberfest… che magari sei pure astemio e stai passando di lì per caso, ma resti comunque un insulto allo spirito della celebrazione. Non so se mi spiego.

ero davvero poetica, l’anno scorso. Mi chiedo perché io non abbia scritto una canzone pop e commerciale, già che c’ero.
(Ah, giusto, non so cantare)
Ma la nuova versione new’n’improved di me stessa – ve l’ho già detto che tifo sempre per il 2.0? – ha fatto addirittura nuove speculazioni in merito alla festività che certi piccioncini aspettano come fosse la nuova venuta del Messia.
(Su di me, neanche a dirlo, fa lo stesso effetto)

Tenetevi forti e/o aggrappatevi a qualcosa perché quello che sto per dirvi è addirittura più sconcertante dell’inesistenza di Babbo Natale e del fatto che i pinguini e gli asini non volino.
(Ops, credo di avervi rovinato la sorpresa scrivendolo nel titolo)
San Valentino, il protettore di tutti gli innamorati, l’emblema delle storie d’amore e dei Baci Perugina… era single.

Potete cercare su Wikipedia, se non vi fidate: Valentino era un vescovo – or something like that – perciò, da uomo di Chiesa, non poteva certo unirsi in matrimonio con qualche bella donzella.
D’accordo, ci teneva: Vale – al secolo San Valentino – s’interessava degli amori altrui, ci metteva una buona parola
(dicesi tecnicamente “mezzana”)
e aiutava le giovani coppie a coronare i sogni d’amore in tempi sfavorevoli. Eppure, il fatto che fosse single rende questa festa una sorta di cover, come se il suo non essere accoppiato privasse il 14 febbraio dell’autenticità cantautorale di chi vive il brano in prima persona.

Valentino ci teneva, ma Valentino non sapeva.
Siete sicuri di voler festeggiare qualcosa di cui nemmeno il padre fondatore conosceva le linee guida? Forse dovremmo festeggiare noi spiriti liberi: sappiamo amare – ve lo posso garantire – ma non lo stiamo facendo.

Anzi, sapete che vi dico?
Gli auguri li faccio a me… perché single o non single, nubile o ammogliata, non potrei mai amare nessun altro più di quanto io ami me stessa. E questo, signore e signori, è l’unico, infinito e fedele amore che, sopra tutti, merita di essere celebrato.
Regalatevi una rosa, guardatevi allo specchio, mandatevi un bacio.
Amatevi.
Amatevi e siate belli. Per voi stessi, poi il mondo vi ringrazierà.

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One Response to San Valentino era single.

  1. Imma Libertino Imma Libertino scrive:

    Purtroppo non tutti i fidanzati hanno lenzuola da dividere e la colazione nel microonde…però è una bella immagine!:)

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