Un mondo senza religione (o “Incontri del terzo tipo”).

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D’accordo, la cantilena la conoscete già ma ripassarla non può farvi che bene (attenti, io interrogo a sorpresa!): tra i miei argomenti preferiti – e anche tra i vostri, ammettetelo – ci sono le relazioni pseudo-sentimentali, la primavera e la religione. Io ci provo (credetemi, ci provo sul serio) a non...
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D’accordo, la cantilena la conoscete già ma ripassarla non può farvi che bene (attenti, io interrogo a sorpresa!): tra i miei argomenti preferiti – e anche tra i vostri, ammettetelo – ci sono le relazioni pseudo-sentimentali, la primavera e la religione. Io ci provo (credetemi, ci provo sul serio) a non imbattermi sempre in uno degli elementi di questo caratteristico trinomio, ma pare che ci sia anche per me un sommo disegno che mi fa andare a parare solo ed esclusivamente in questi territori desolati.
Cosa ci sarà mai da dire, ancora, su queste storie trite e ritrite, vecchie più del mondo?
Beh, finché a parlare – o a scrivere – sono io, qualcosa in più da dire ci sarà sempre. Dunque, anche stavolta, allacciate le cinture. Destinazione… paradiso.
Okay, la citazione è venuta fuori malissimo, ve ne do atto, ma ci siamo capiti: al vaglio della giuria (che sarei sempre io) c’è quest’oggi la mia beneamata religione. Dimenticate, però, il Cristianesimo e “La Bibbia secondo me” (quello lo scriverò quando sarò una scrittrice di fama mondiale, abbastanza ricca da permettermi una scorta anti-secchiate di acqua santa), perché il credo di cui chiacchiererò per voi è un altro… rullo di tamburi… quello dei Testimoni di Geova.
Mi domando come mai non mi sia venuto in mente prima, fatto sta che il caso ha voluto che la mia strada e quella di tre donzelle portatrici della dottrina incriminata s’incontrassero.

Avrei voluto chiedere loro perché indossano sempre e solo gonne (lunghe, tra l’altro), ma non l’ho fatto.
Avrei voluto chiedere loro cosa ci guadagnano da queste giornate passate in giro per la cittadella a diffondere opuscoli, ma non l’ho fatto.

(Wikipedia dice: “Ciascun testimone di Geova attivo della congregazione, dedica del tempo, come servizio volontario, alla predicazione di ciò che è definita la buona notizia del Regno”, ma non è che io mi fidi più di tanto)

Avrei voluto chiedere loro molte cose, ma non l’ho fatto.
Ho aspettato che fossero loro a chiedere qualcosa a me. E l’hanno fatto.

– Posso lasciarti un opuscolo?
– Come preferisce, tanto non credo in Dio.
– Atea?
– Agnostica. Faccio studi scientifici e non sono portata a credere in quello che non vedo.
– Ma l’evoluzione è solo una teoria.
– Ma di certo la Bibbia non è una prova.
– La Bibbia è piena di prove!
– Un libro anonimo, lo considerate una prova?!
– L’ha scritto Geova.
– Un libro anonimo scritto da uno spirito. Bene.
– Si è servito degli uomini.
– Se si fosse servito di me, ci avrei scritto nome e cognome, sulla copertina.
– Ma Geova è umile, il suo nome appare solo settemila volte in tutta la Bibbia.

(Mio pensiero inespresso: A) Settemila volte… le hai contate? B) Settemila volte… umile, dicevi?)

– Io non lo sono, forse per questo non mi è stata donata la fede.
– Ma siamo tutti figli di Geova, la fede non è un dono.
– Io sono figlia dei miei genitori.
– Anche Darwin era credente, prima della teoria dell’evoluzione.

(Questo proprio non lo so, ma posso controbattere comunque)

– L’importante è che abbia smesso.
– Ho un opuscoletto che spiega come unire la nostra fede alla scienza. Posso portartelo a casa?

(Hanno davvero un opuscolo per tutto?)

– Solo se in cambio accetta i miei libri di Fisica!
– La scienza non mi è mai piaciuta, neanche a scuola.

(Ecco, appunto)

Ammetto che conosco ben poco della loro dottrina, ma l’insistenza e la chiusura mentale con la quale espongono la propria (superficialissima) interpretazione della Bibbia fa davvero cadere le braccia. È il metodo, più che il concetto, a essere del tutto sbagliato.
Se ricevono delle provvigioni per ogni fedele che convertono, hanno tutta la mia stima. In caso contrario, servono solo a convincermi sempre di più del fatto che il mondo meriterebbe un po’ di tranquillità e, per ottenerla, basterebbe cancellare ogni sorta di religione dalla faccia della Terra. E non dite che non è vero. Un numero predefinito di posti in Paradiso, neanche fosse il C1N nell’ora di punta, dopo tre corse saltate. Ma stiamo scherzando?

La religione è già il peggiore degli oppiacei ma quando incita al classismo e alla diversità e quando fa rima con fanatismo sappiamo tutti dove va a parare.

“Immaginate che non ci sia paradiso, è facile se ci provate.
Nessun inferno sotto di noi, sopra di noi solo il cielo.
[…] Immaginate che non ci siano Nazioni, non è difficile da fare,
niente per cui uccidere o morire…
e nemmeno la religione.
[…] Potete dire che sono una sognatrice, ma non sono l’unica.”

(Almeno spero)

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