Vado in Turkmenistan per 82 mesi.

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Tremate, tremate: le vacanze sono terminate e io sono ufficialmente ritornata a rompervi le scatole con le mie fastidiosissime opinioni non richieste – ehm, volevo dire che sono ritornata a illuminare le vostre giornate con i miei profondissimi pensieri filosofici e le mie poetiche metafore. Comunque la...
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Tremate, tremate: le vacanze sono terminate e io sono ufficialmente ritornata a rompervi le scatole con le mie fastidiosissime opinioni non richieste – ehm, volevo dire che sono ritornata a illuminare le vostre giornate con i miei profondissimi pensieri filosofici e le mie poetiche metafore.
Comunque la rigiriate, però, la frittata non cambia. I lunedì tornano a essere i cari, vecchi e dispettosi lunedì autunnali con la sveglia che suona troppo presto… e il mare – beati voi, se l’avete visto! – altro non diventa che un ricordo da fortunata cartolina nonostante la crisi economica. L’autunno alle porte, però, non significa solo questo. Si ripopolano le città, che forse non s’erano mai svuotate davvero; si riprende a lavorare, anche se forse nessuno aveva davvero smesso o cominciato… e, più di ogni altra cosa, si ritorna a essere iperattivi su Facebook.
Complici le comodissime promozioni per i dati a pacchetto, abbiamo saputo cos’hanno fatto e cos’hanno mangiato i nostri amici che sono stati in vacanza – piedi nella sabbia e gambe sul bagnasciuga l’hanno fatta da padroni, seguiti a ruota da gelati e cocktail disgustosamente fluo – ma, archiviati gli originalissimi album di fotografie “è il segno di un’estate che vorrei potesse non finire mai”, gli intelligentoni devono trovare qualcos’altro da dire/fare/baciare/postare/condividere. Perché? Non chiedetemelo, non avrei risposte gentili. Sono del parere che l’iscrizione ai social network dovrebbe richiedere dei test psicoattitudinali obbligatori ma… veniamo al dunque, che ho già vaneggiato abbastanza, per oggi.
Di sicuro avrete notato che una grossa fetta delle vostre amiche ha aggiornato il proprio stato di Facebook con la notizia di un presunto viaggio. E di sicuro vi siete chiesti il perché.
Bene, io lo so. E, nel dirvelo, sto violando un presunto codice morale femminile: dovreste amarmi, per questo.

Buongiorno ragazze, è il momento dell’anno per sostenere di nuovo l’iniziativa sul cancro al seno! L’anno scorso, il gioco consisteva nell’indicare il colore del vostro reggiseno sul vostro stato in FB. Ci sono state talmente tante donne che hanno partecipato a questa iniziativa che è stato riportato sui giornali. Non raccontate a nessun uomo ciò che significa quello che scrivete sul vostro stato … lasciate che se lo chiedano da soli. Ma passate il messaggio alle vostre amiche copiandolo ed incollandolo in un messaggio privato. L’idea è di scegliere il mese ed il giorno della vostra nascita.
Istruzioni: il mese di nascita diventa il luogo dove andate ed il giorno diventa il numero di mesi di assenza…
Gennaio – Città del Messico;
Febbraio – Londra;
Marzo – Miami;
Aprile – Repubblica dominicana;
Maggio – Parigi;
Giugno – Roma;
Luglio – Hawaii;
Agosto – California;
Settembre – New York;
Ottobre – Puerto Rico;
Novembre – Las Vegas;
Dicembre – Australia.
Se il vostro compleanno è il 21 gennaio, sul vostro stato dovete scrivere “vado a Città del Messico per 21 mesi.” Non rispondete a questo messaggio, dividete in privato… diamo il via ad un bel gesto di solidarietà.

Dunque, ora che ho svelato l’arcano… c’è davvero bisogno di commentare? Pensavo che le vecchie catene di Sant’Antonio fossero rimaste relegate nel tempo in cui usare una “k” al posto di “ch” non rendeva figo nessuno, ma faceva solo risparmiare centesimi sul credito del cellulare. E invece, con mio sommo rammarico, devo riportare la notizia della loro venuta, nel mondo di WhatsApp prima, e in quello dei social poi.
Però adesso ditemi una cosa: quanto avete aiutato la ricerca con i vostri viaggetti immaginari? Quanti soldi sono entrati nelle casse dei medici che studiano le possibili soluzioni?
Se è vero che al peggio non c’è limite, non oso immaginare alla stupidità umana.

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