IL NUOVO ALBUM DEI MUSE! ECCO LA NOSTRA RECENSIONE

on ott 1, 12 • by • with Commenti disabilitati su IL NUOVO ALBUM DEI MUSE! ECCO LA NOSTRA RECENSIONE

Dopo 15 milioni di dischi venduti, il gruppo inglese torna con l’album (a dir loro),  più ambizioso della loro carriera, a partire dal titolo che prende il nome dalla seconda legge della termodinamica, che riguarda lo spreco inevitabile di energia all’interno di un sistema chiuso. I Muse saranno in Italia in...
Pin It

Home » A TUMULT OF MUSIC DOUBTS, Rubriche » IL NUOVO ALBUM DEI MUSE! ECCO LA NOSTRA RECENSIONE

Dopo 15 milioni di dischi venduti, il gruppo inglese torna con l’album (a dir loro),  più ambizioso della loro carriera, a partire dal titolo che prende il nome dalla seconda legge della termodinamica, che riguarda lo spreco inevitabile di energia all’interno di un sistema chiuso. I Muse saranno in Italia in tour per due concerti: il 16 novembre a Bologna (Unipol Arena) e il 17 novembre a Pesaro (Adriatic Arena).

Intendiamoci subito, il titolo (ambizioso) non rispecchia fedelmente poi quelli che sono i contenuti di “The 2nd law”.

PROTAGONISTI: Matthew Bellamy (voce, chitarra, tastiera, piano, syntetizzatori, programming), Christopher Wolstenholme (basso, voce, cori) e Dominic Howard (batteria, sintetizzatori, programming). Arrangia gli archi David Campbell.

SEGNI PARTICOLARI: sono arrivati al sesto disco i Muse, il cui titolo si riferisce alla secondo principio della termodinamica, quello legato all’irreversibilità. Due brani (‘Save Me’ e ‘Liquid State’) sono scritti e cantati dal bassista Chris Wolstenhome, che discorre sulla sua personale battaglia contro l’alcolismo.

INGREDIENTI: e pensare che quando il sottoscritto si accorse di loro non aveva finito il liceo: i Muse sembravano non poter mai perdere l’ispirazione, forti dei rassicuranti risultati artistici dei primi due dischi, gli unici davvero inappuntabili. Avevano prodotto un classico rock da trio fulminante, secco, del tutto privo di effetti e barocchismi, per passare poi un rock da arena di più ampio respiro, epico e melodrammatico, con i primi sintomi di ammiccamento ai suoni sintetici, ai coretti e agli assoli. E quindi sono arrivati gli stadi, i dischi adagiati su territori sempre più cari al pop e l’immedesimazione con i Queen. Secondo la nota stampa diffusa dal gruppo, questo nuovo LP incorpora anche elementi di dubstep, rock sinfonico e synth-pop.

DENSITÀ DI QUALITÀ: lo spirito dei Muse che piaceva a tutti i coloro che sul finire degli anni ’90 cercavano qualcosa che ovviasse al brit-pop è rimasto in qualche scantinato di Teignmouth. Questa è l’unica spiegazione. Oggi ci troviamo di fronte qualcosa di indefinibile, Bellamy e soci suonano come dei Limp Bizkit con l’orchestra (‘Supremacy’‘), come sottofondo di riti pagani (‘Survival’), come un remix techno di Cher (‘Follow Me’), come una copia mal riuscita dei Radiohead di ‘Arpeggi‘, che per l’occasione fanno a botte con dei Queens Of The Stone Age più fatti del solito (‘Animals’). Il songwriting e la produzione non possono neanche soddisfare i nostalgici di Freddie Mercury, perché le ritmiche monocordi che puntano solo ad alzare i volumi per favorire i gorgheggi di Bellamy, hanno poco delle gradevoli variazioni ritmiche e dei taglienti riff proposti dai Queen. E’ il suono di una band sconnessa con la realtà, schiava di quello ‘Showbiz‘ (timide tracce in ‘Explorers’, finchè non si perde in una rincorsa di backing vocals da chiesa) considerato di quelli che oggi li adorano come un disco acerbo e mal suonato. Mancano anche i singoli, manca un pezzo che spinga al riascolto, fatta modesta eccezione per le due canzoni a firma Wolstenhome: ‘Save Me’ ha un bella sonorità avvolgente e anche ‘Liquid State’, che da questo punto di vista è pure meglio.

VELOCITÀ: alta, da far venire il mal d’auto.

IL TESTO: “Save me from my superstitions, now I’m free from this soul’s condition“, da ‘Save Me’.

LA DICHIARAZIONE: Wolstenholme a ‘Kerrang!’ lo scorso dicembre: “Il nuovo disco sarà radicalmente diverso rispetto ai lavori passati, vogliamo tirare una riga sopra a un certo periodo.

IL SITO: ‘Muse.mu’.

IL GIUDIZIO: 4

Related Posts

Comments are closed.

Scroll to top

Support us!

Facebook_like