La dimensione che conta.

on nov 5, 12 • by • with Commenti disabilitati su La dimensione che conta.

Ho deciso: molto probabilmente farò il grande passo. Shh, potete rilassarvi, non si tratta di un matrimonio (in virtù del quale vi consiglio “The Wedding Party”), né di una gravidanza (“Cosa aspettarsi quando si aspetta” vs. “Friends with kids”) ma di una cosa ben più seria: schiarirmi i capelli....
Pin It

Home » Diario di un'aspirante bionda, Rubriche » La dimensione che conta.

Ho deciso: molto probabilmente farò il grande passo. Shh, potete rilassarvi, non si tratta di un matrimonio (in virtù del quale vi consiglio “The Wedding Party”), né di una gravidanza (“Cosa aspettarsi quando si aspetta” vs. “Friends with kids”) ma di una cosa ben più seria: schiarirmi i capelli.

Attenzione, bella gente, ho detto schiarire ed intendo farlo di pochi, pochissimi toni… e soltanto sulle punte. It’s gonna be ombre style direbbero ad Hollywood – ma veniamo a noi, ché già tendo a parlare troppo di me stessa, ultimamente.

All’ordine del giorno, signori della corte, c’è un problema che mi sta molto a cuore. Dico spesso di essere cinica, e insensibile, e fredda, e incurante dei sentimenti altrui… ma vi accorgerete subito che, in realtà, ci sono cose per le quali mi batterei a spada tratta; cose di natura filosofica, s’intende, mali che affliggono il mondo, diritti che chiunque dovrebbe possedere.

Partiamo dal principio ed osserviamo il fenomeno.

Da aspirante fisica, ho imparato che la verifica dimensionale è alla base di tutto. Mi spiego meglio: se da “forza fratto accelerazione” non ricavo una massa (e quindi dei chilogrammi con rispettivi multipli e sottomultipli), ho seri problemi e devo tornare indietro, dando la caccia all’errore.

E che dire, vostro onore, del fatto che la matematica che tanto mi manda in crisi ha delle informazioni su spazi n-dimensionali?

Sembra proprio essere fondamentale questo concetto di dimensione, mi sono detta.
Vuoi vedere che posso applicarlo anche a qualcosa di ordinario? Ordinario, badate bene, non banale: non c’è niente di banale, niente di ironico (no, questo non posso garantirvelo per davvero) in quello che sto per affrontare.

Signori della giuria, perdonate la premessa prolissa e ragionate sul biondo interrogativo di questa settimana: la dimensione conta?

È a Madre Natura – quella dolce e meravigliosa donna – che oggi faccio causa. E lo faccio in nome degli uomini, di quei maschietti che tanto amo e tanto bramo, che tanto odio e tanto punzecchio. Parliamo tanto di parità tra sessi, ma la verità è che non sarà mai possibile farli sentire uguali a noi. Millenni di soprusi, secoli di maschilismo, anni di inferiorità e mesi di relazioni sentimentali… semplicemente per colpa di Madre Natura.

Gli uomini ci invidiano, anche se non lo sanno, anche se non vogliono ammetterlo. La natura ci ha dotate di una superiorità fisica che nemmeno immaginate, superiorità che giustamente paghiamo coi dolori più o meno accentuati del ciclo mestruale. Ma va bene, mie signore, va benissimo: è un piccolo prezzo, se confrontato con le possibilità che abbiamo.

Siamo noi quelle fortunate.

Chi ha una prima di reggiseno può prenotare un intervento. Chi ha una seconda può comprare un push-up e sperare di fare l’amore in lingerie. Chi ha una terza è una donna felice, chi ha la sesta può ridurre il grosso carico che si porta sul petto, oppure può farne un vanto. Chi ha i glutei troppo pronunciati può iniziare un corso in palestra, chi ha un sedere piatto può chiamare Real Time. Chi ha le labbra piccole può ridisegnarle, o può comprare un lipgloss volumizzante.

Ma siete maschi, signori della corte, se siete uomini e avete qualcosa di veramente, veramente piccolo tra le gambe… la vita non vi sorriderà ogni mattina.

La dimensione non conta, vi ripeteranno. Ma al McDonanld prenotano tutte il McMenu, perché con 0.50€ in più possono avere più patatine e più Coca Cola.

Ma prego per voi. Prego affinché la selezione naturale aiuti gli uomini che verranno a non essere più schiavi della grandezza che non c’è, affinché Madre Natura si ravveda e torni a plasmare McMen con la bibita in omaggio.
Meno Barbie e meno Ken: eccolo, il mondo perfetto. 

Related Posts

Comments are closed.

Scroll to top

Support us!

Facebook_like