La mia (non richiesta) opinione su “Breaking Dawn – parte II”.

on nov 24, 12 • by • with Commenti disabilitati su La mia (non richiesta) opinione su “Breaking Dawn – parte II”.

Vi ho mai parlato del mio amore per i popcorn e del fatto che, spesso e volentieri, la nostra fosse semplicemente una storia a distanza? Bene, signori della corte, ho peccato: ho tradito my beloved popcorn per i popcorn 2.0. I popcorn al caramello. Al caramello, gente. Ca-ra-mel-lo: una parola che fa ingrassare...
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Vi ho mai parlato del mio amore per i popcorn e del fatto che, spesso e volentieri, la nostra fosse semplicemente una storia a distanza? Bene, signori della corte, ho peccato: ho tradito my beloved popcorn per i popcorn 2.0.
I popcorn al caramello. Al caramello, gente. Ca-ra-mel-lo: una parola che fa ingrassare soltanto a pronunciarla e addio regime alimentare sano e nutriente.
Il sabato mattina, ormai lo sapete meglio di me, è tutto dedicato al recap dell’episodio di The Vampire Diaries ma, questa settimana, lo show è in pausa.
Che faccio, allora?, mi sono detta. Semplice, semplicissimo: trovo un’altra serie da uccidere, una serie non televisiva ma cinematografica.
Sono passati dieci giorni, ormai, dall’uscita nelle sale di Breaking Dawn – parte II, l’ultimo capitolo della Twilight Saga che ha fatto arricchire (ed ingrassare) a dismisura Stephenie Meyer, la mamma di Edward e Bella… ma, se ancora non l’avete visto, mi tocca avvertirvi del pericolo spoiler. Non proseguite nella lettura, babes.
In caso contrario… go on, bitches.

La pellicola è talmente fedele al libro che, saltando qualche paragrafo (i miei preferiti, quelli con Jacob), si potrebbe addirittura portare il segno: Bella è una vampira, Bella vuole fare sesso con Edward in ogni dove, Bella sa controllare la sua sete dopo cinque minuti da succhiasangue (perché lei è SPECIALE), Bella ha una figlia, la figlia di Bella è l’oggetto dell’imprinting di Jacob, Bella non sarà una brava suocera, Bella non ha espressioni facciali, Bella dovrebbe essere più bella ma è sempre uguale, Bella ha mille cambi d’abito ma indossa solo i vestiti peggiori.
Per chi non l’avesse capito, Bella non mi sta per niente simpatica: è il classico esempio di protagonista gatta-morta. È carina, goffa, timida. Non eccelle in niente, ma come fosse miele attira gli uomini-mosche per motivi inspiegabili e, puntualmente, tutte le lettrici si immedesimano in lei e nella sua banale normalità. Come se fosse una cosa meravigliosa.
Bah.
Mi fa semplicemente venire voglia di scrive una serie con una protagonista con le palle, se mi concedete il francesismo.

Anyway, let’s go back to the movie.
Vederlo al cinema mi ha fatto ritornare l’amaro in bocca: da convinta Team Jacob, l’amore del licantropo per la piccola Nessie altro non è che un contentito, una snaturazione bella e buona dell’amore che lui ha provato per Bella nei romanzi e nei film precedenti. L’amava solo perché sarebbe stata la madre di quella cosina mezza vampira?!
Thanks, but no, thanks.

Tutto molto prevedibile, tutto molto uguale… fino ad un momento clou che mi ha fatto addirittura esclamare: ah però (in maniera meno fine), questo dà senso al libro!
I’m talking about the battle
, la battaglia con i Volturi che nel libro non esiste. Centinaia di pagine intrise di ansia e allenamenti per poi giungere ad un pacifico armistizio?
(Lo ammetto, rosicai parecchio nella lettura di BD, ma sorvoliamo)
Quando, improvvisamente, nel film Alice dà un calcio ad Aro, oltre che paragonarla immediatamente a Chuck Norris, ho detto: beh, starà avendo una visione.
Poi muore Carlisle. No!
Poi muore Jasper. Oops.
Poi muore il piccolo Seth, poi Leah ulula disperata. No, no, no! This was really heartbreaking.
Poi succede l’impossibile: Volturi che perdono le teste, lupi con le ossa spezzate, crepe che si aprono nella neve inghiottendo Edward&Co., Alice e Bella che si accaniscono contro la sadica Jane.
Un milione di perdite, ma un chiaro esito: la famiglia reale italiana è annientata.

Ovviamente, era una visione. Fatta a meraviglia, se devo essere sincera.
Ecco cosa accadrebbe se combattessimo, Aro!, cinguetta nana Alice.
Avete capito, ora, perché la battaglia non c’è stata? Ecco perché dovrebbero iniziare tutti ad usare la narrazione in terza persona: meno triste, più esplicativa.

Vissero tutti ovviamente felici e contenti. Soprattutto la Meyer e le Team Edward, che ancora se la ridono per noi povere sconfitte. Un giorno risorgeremo e avremo la nostra vendetta. O forse no.
Meno male che esistono le fan fiction.

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