Mi presento: sono Ansia!

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Sono una ragazza di 22 anni, preferisco rimanere anonima, e ti scrivo perché ultimamente ho dei problemi d’ansia che mi preoccupano molto… Comincia così la sua e- mail, non dice il suo nome ma potrebbe chiamarsi Maria, Elisa, Anna e potrebbe essere un uomo e non una donna: l’ansia, nelle sue varie...
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Sono una ragazza di 22 anni, preferisco rimanere anonima, e ti scrivo perché ultimamente ho dei problemi d’ansia che mi preoccupano molto… Comincia così la sua e- mail, non dice il suo nome ma potrebbe chiamarsi Maria, Elisa, Anna e potrebbe essere un uomo e non una donna: l’ansia, nelle sue varie sfaccettature, colpisce moltissime persone in tutto il mondo e la cattiva notizia è che le percentuali tendono ad aumentare; si presenta sottoforma di attacchi di panico, fobie, tic, ossessioni, fenomeni apparentemente diversi ma con il comune denominatore di infondere a chi li esperisce la paura di avere qualcosa che non va, di perdere il controllo della propria mente e della propria vita.

Proviamo a guardarlo un po’ più da vicino, questo mostro che tanto ci spaventa.

L’ansia è sempre esistita e, questa è la buona notizia, è una preziosa compagna! È quella che di fronte ad un pericolo ci fa predisporre alla risposta di attacco/fuga: l’attenzione si focalizza, le pupille si dilatano, la frequenza cardiaca aumenta, i muscoli ricevono più sangue, modificazioni psicofisiologiche che, se fossimo primitivi e ci trovassimo nella savana con di fronte un leone affamato o semplicemente oggi nel bel mezzo di un terremoto, contribuirebbero a salvarci la vita! Il tutto è regolato da una ghiandola in profondità nel nostro cervello, l’Amigdala, che può essere definita il nostro cervello emotivo. Il problema nasce quando l’ansia si presenta anche se non c’è un pericolo oggettivo, quando siamo sul divano di casa o ridendo tra amici: perché succede? Naturalmente le motivazioni possono essere molteplici e cambiano moltissimo da soggetto a soggetto: predisposizione temperamentale, stile educativo, stress quotidiano, eventi traumatici eccezionali, tutti fattori che interagiscono in diversi modi contribuendo a farci etichettare come pericolose situazioni che non lo sono a priori. Le stesse situazioni quindi tendono ad essere evitate o ad essere vissute con una forte tensione, per il timore che si ripresentino le brutte sensazioni già sperimentate: in questo modo però si innesca un circolo poco virtuoso che si autoalimenta e che man mano limita sempre di più la nostra libertà di vita.

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