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Pulp Fiction di nuovo in sala per i suoi 20 anni

on apr 2, 14 • by • with Commenti disabilitati su Pulp Fiction di nuovo in sala per i suoi 20 anni

Ha festeggiato 51 anni qualche giorno fa, Quentin Tarantino, forse ancora amareggiato per  aver dovuto rinunciare al western  The Hateful Height, al quale stava lavorando con il consueto entusiasmo e l’abituale strettissimo riserbo, fino a quando  i dettagli della sceneggiatura sono apparsi on line, mandando il...
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Ha festeggiato 51 anni qualche giorno fa, Quentin Tarantino, forse ancora amareggiato per  aver dovuto rinunciare al western  The Hateful Height, al quale stava lavorando con il consueto entusiasmo e l’abituale strettissimo riserbo, fino a quando  i dettagli della sceneggiatura sono apparsi on line, mandando il regista su tutte le furie, portandolo a rinunciare al progetto e intentando una causa milionaria contro il network colpevole dell’indiscrezione. Il compleanno ha coinciso però con  un anniversario importante, del quale può andare  fiero perché 20 anni fa, nel 1994, usciva il film che ha consacrato la sua fama e travolto il mondo del cinema.

Aveva già folgorato critica e pubblico con Le Iene (1992) ma fu la vittoria della Palma D’oro al Festival di Cannes con Pulp Fiction e poi l’Oscar per la migliore sceneggiatura, a sradicare il regista dalla nicchia del cinema indipendente nella quale era relegato  ma non semplicemente per  inquadrarlo nel cinema mainstream ma per emergere con  un modo di maneggiare la Settima Arte che non forse non si era mai visto prima e che ha infatti influenzato molti registi della sua generazione.

Pulp Fiction è diventato un cult  ed espressione della cultura pop di cui sviscera tutti i suoi simboli e  a sua volta ha generato immagini che sono diventate  emblema di quella cultura come  il primo piano di Uma  Thurman con la sigaretta tra le dita, incorniciato dall’intrigante caschetto corvino. Cult è il fatto che la carriera di John Travolta, in calo fino a pochi anni prima, fu rilanciata clamorosamente, grazie al ruolo di Vincent, proprio il personaggio con il quale Mia Wallace balla You never can tell  al Jack Rabbit Slim’s, dando vita ad una delle scene più memorabili del film.

Pulp Fiction dance scene

Cult è la struttura circolare della pellicola, fatta di anticipazioni e flashback, marchi di fabbrica di Tarantino, i lunghi osceni, beffardi, dissacranti e  inconcludenti dialoghi tra i personaggi, citatissimi tra i  fan, la violenza giocosa e sarcastica che spiazza lo spettatore ma che al tempo stesso lo diverte senza mai esasperarlo, deliziandolo ripetutamente con  un monologo folgorante ( l’Ezechiele 25:17  recitato da  Jules/Samuel L.Jackson prima di ammazzare qualcuno )o con un colpo di scena sanguinoso e farsesco (il colpo di pistola sparato involontariamente da Vincent che uccide il ragazzo in macchina, imbrattando di sangue il vetro posteriore)  Questa impronta del suo cinema così peculiare riflette in pieno la sua personalità esuberante, ribelle  e soprattutto la sua sfegatata cinefilia che esploderà poi nei film successivi.

Sono trascorsi già vent’anni dall’uscita del film e forse molti giovani fan del regista non hanno potuto godersi il suo capolavoro al cinema ma potranno rimediare dal 7 al 9 Aprile grazie a The Space Movies nelle cui sale la pellicola torna per il suo anniversario, per festeggiare un ventennio sfacciatamente pulp.

 

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