Quattro parole che ossessionano il cinema

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Gran parte del cinema contemporaneo ha un terribile chiodo fisso: il voler cavalcare, fino agli eccessi, l’onda di un successo,  a volte discutibile,  attingendo spesso da fumetti, videogiochi, film cult. Negli ultimi anni questo fenomeno ha raggiunto livelli deliranti, portando alcune pellicole all’...
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Gran parte del cinema contemporaneo ha un terribile chiodo fisso: il voler cavalcare, fino agli eccessi, l’onda di un successo,  a volte discutibile,  attingendo spesso da fumetti, videogiochi, film cult. Negli ultimi anni questo fenomeno ha raggiunto livelli deliranti, portando alcune pellicole all’ esasperazione, servendosi di alcune  parole, che fanno spesso da cappello al titolo e che preannunciano l’ennesima replica.

 Adattamento cinematografico: Viene a crearsi quando creativi e brillanti produttori, si siedono a tavolino e decidono di trasportare sul grande schermo  un libro, un’opera teatrale o un fumetto, in alcuni casi esaltando   l’originale  e quando capita, i suddetti, accecati dagli incassi, preparano il passo successivo ed inevitabile, quello del sequel. Nel caso degli adattamenti cinematografici dei comics, ormai tutti i supereroi di casa Marvel hanno avuto il loro momento di celebrità sul grande schermo, non sarebbe il caso che se ne tornassero per un po’ sulla carta stampata a combattere contro i cattivi e non con il box office?

 

Prequel:  si traduce letteralmente  con antefatto ma praticamente è un’ operazione nostalgia, volta a rivangare il passato glorioso di un gran film, raccontando a ritroso personaggi ed eventi. Il caso più eclatante e famoso di prequel è quello della saga di  Star Wars, il cui ultimo episodio è uscito nelle sale nel 1983 per poi essere rievocata nel 1999 con Star Wars –Episode I –La Minaccia Fantasma, seguita dagli episodi II e III nel 2002 e nel 2005. Un evento planetario, un ritorno attesissimo che attirò milioni di fans facendo strage di incassi ma che alla fine entusiasmò pochi e scontentò molti.  L’ultima dimostrazione di prequel-nostalgia è Prometheus, antefatto del grandioso Alien (1979), fortemente voluto dal regista Ridley Scott, desideroso di inserire tutti quegli elementi che hanno reso indimenticabile ed inquietante il primo film, servendosi delle nuove tecnologie cinematografiche, ma il risultato seppur visivamente impressionante non racconta nulla di nuovo,  e fin dalle prime scene sembra tutto già prevedibile.

 

Reboot: quando il botteghino piange, quando il soggetto del film perde il suo appeal non  tutto è perduto, c’è ancora un’ultima carta  da giocare, quella del riavvio, ovvero un nuovo inizio. L’esempio lampante è la saga di Batman, infatti, dopo la grande proposta di Tim Burton nel 1989, il fascino  dell’ uomo pipistrello aveva cominciato una parabola discendente, soprattutto dopo il disastroso Batman e Robin (1997) di Joel Schumacher ma in soccorso è arrivato il reboot con un nuovo regista ed un nuovo carismatico attore e, con Batman Begins (2005) diretto da Chris Nolan e  con Christian Bale, la saga ha ripreso quota e la trilogia è entrata nella storia del cinema. Stessa sorte toccherà al collega Superman il quale nel 2013 rinascerà con  L’uomo d’acciaio, dopo il non memorabile Superman Returns (2006) .

 

shot for shot:  se credete che solo gli americani abbiano nel loro vocabolario questi termini, vi sbagliate di grosso perché anche il cinema italiano ne ha fatto uso, realizzando per esempio un remake scena per scena, ovvero identico all’originale ma con interpreti differenti. Si tratta ovviamente di Benvenuti al Sud (2010),  che riprende stessa trame e scene del francese  Giù al Nord (2008)  ottenendo lo stesso successo clamoroso, del quale hanno approfittato per girare il doveroso e  irrinunciabile sequel.

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