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Steve Jobs:il biopic inevitabile

on nov 11, 13 • by • with Commenti disabilitati su Steve Jobs:il biopic inevitabile

La  biografia è uscita nelle librerie di tutto il mondo poche settimane dopo la sua morte e il film sulla sua vita era nella testa dei produttori cinematografici già dopo che il fondatore della Apple aveva esalato l’ ultimo respiro. Dopo la dipartita di Steve Jobs nel 2011, i media si sono gettati a capofitto...
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La  biografia è uscita nelle librerie di tutto il mondo poche settimane dopo la sua morte e il film sulla sua vita era nella testa dei produttori cinematografici già dopo che il fondatore della Apple aveva esalato l’ ultimo respiro.

Dopo la dipartita di Steve Jobs nel 2011, i media si sono gettati a capofitto sulla vita, le origini, i segreti, le ossessioni e  la malattia dell’imprenditore informatico, sventolando e abusando della sua frase celebre stay foolish, stay hungry e pubblicando le dichiarazioni dei suoi collaboratori che lo definivano antipatico e maniacale , proiettando sulla sua esistenza parecchie ombre.

La storia di Jobs  che è riuscito a creare un’ impresa che ha cambiato il mondo della tecnologia, ideandola nel garage dei genitori, insieme al co-fondatore Steve Wozniak, è entusiasmante da trasportare sul grande schermo  e  la passione per l’informatica, il suo perfezionismo, la cura ossessiva per i dettagli,  ne fanno indubbiamente un soggetto perfetto per un film.

Le aspettative nei confronti di Jobs, nelle sale dal 14 Novembre, sono state però completamente disattese e gran parte del suo fallimento, sottolineate con critiche piuttosto dure dalla stampa americana, sono da attribuire al protagonista scelto per interpretare Mr. Apple, Ashton Kutcher, il quale nonostante si sia rivelato estremamente somigliante al giovane Jobs, non è stato capace, neanche lontanamente, di avvicinarsi alla personalità discussa e controversa dell’inventore del Personal Computer.

Il film,  che ripercorre la vita di Jobs, dal 1971 al 2000, poco prima della nascita dell’I Pod,  si muove in maniera molto superficiale sugli aspetti più salienti della carriera dell’imprenditore, glissando sui suoi soci fondatori, in particolare su Wozniak , praticamente il secondo padre di Apple e soprattutto non approfondisce  e non rivela particolari dettagli su ciò che di più importante ruota intorno a Steve Jobs, ovvero i prodotti Apple, la sua ossessione più grande, quei dispositivi digitali che hanno cambiato il modo di vivere delle persone.

Se da noi Jobs sta appena sbarcando al cinema, in America lo hanno già accantonato, in attesa del secondo biopic che uscirà nel 2015 che si preannuncia più autorevole del primo perché scritto dal quotatissimo sceneggiatore Aron Sorkin, scrittore di The Social Network e Moneyball il quale, con il supporto della biografia ufficiale,  riuscirà forse a raccontare la vita di Jobs con maggiore intensità.

 

 

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