The Following, il telefilm-evento della TV americana.

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Il 21 gennaio 2013, la FOX trasmette The Following e ben 10.42 milioni di americani restano incollati allo schermo, nonostante si tratti di una tv via cavo. Ma quali sono gli ingredienti speciali di quello che, dalla trama, sembrerebbe essere un comunissimo thriller da intrattenimento? Well, well, well… se anche...
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Il 21 gennaio 2013, la FOX trasmette The Following e ben 10.42 milioni di americani restano incollati allo schermo, nonostante si tratti di una tv via cavo. Ma quali sono gli ingredienti speciali di quello che, dalla trama, sembrerebbe essere un comunissimo thriller da intrattenimento?
Well, well, well… se anche i telefilm hanno bisogno di raccomandazioni affinché venga concessa loro una sbirciatina, The Following possiede un ventaglio di prerequisiti che fanno abbondantemente da garanzia:
Il creatore: Kevin Williamson, la mente che partorì Scream e – per i più giovani – co-genitore di The Vampire Diaries, nonché papà del Torrente di Dawson.
Il protagonista: Kevin Bacon, da sempre riluttante ai ruoli televisivi, l’attore che vanta un Golden Globe, uno Screen Actors Guild Awards, una nomination agli Emmy ed una stellina sulla Walk of Fame.
L’antagonista: James Purefoy, che ha l’accento inglese ed il volto creepy but charming.
Quello bello: Nico Tortorella, che ha i capelli scuri, gli occhi chiari ed interpreta un affascinante individuo dalla sessualità confusa.

Se niente di tutto questo vi ha ancora convinto, ecco la trama in breve.
A differenza di moltissimi gialli avvincenti, sappiamo già chi è il serial killer. Anzi, il serial killer Joe Carroll è stato già catturato da circa un decennio: professore universitario di letteratura inglese, aveva tolto la vita a 14 studentesse lasciandosi ispirare dalla cupa poetica di Edgar Allan Poe. L’uomo che gli ha messo le manette, Ryan Hardy, non se la passa bene: solitario e ormai ex agente dell’FBI, ha un pacemaker, il vizio dell’alcol ed un best seller (“La poesia di un killer”) all’attivo.

Dov’è il mistero? Vi starete chiedendo. Perché 10 milioni di americani sono tornati a vedere anche il secondo episodio?
Proverò a rispondervi.
Forse perché Sweet Dreams nella versione di Marylin Manson è la canzone che apre l’episodio pilota; forse perché quasi ci viene da tifare per l’affascinante e crudele assassino; forse perché l’eroe è imperfetto; forse perché il sangue è tanto, la violenza pure, ed il ritmo è serrato… o forse perché il mistero ruota intorno a qualcosa di più inquietante: c’è una setta che vuole emulare le nobili gesta di Joe Carroll, c’è un vero e proprio culto, c’è gente che uccide nel suo nome. Ma chi sono queste persone? Quanto bene riescono a nascondersi? Fino a che punto oseranno spingersi e quale limite si permetteranno di oltrepassare?

Puoi fermare un serial killer, ma cosa puoi fare contro i suoi followers?

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