Ubuntu appoggia Amazon con l’advertising dei prodotti. E’ la fine del sogno filantropico di Canonical?

on ott 6, 12 • by • with Commenti disabilitati su Ubuntu appoggia Amazon con l’advertising dei prodotti. E’ la fine del sogno filantropico di Canonical?

Una notizia a metà fra la novità informatica e quella commerciale: Ubuntu, sistema operativo open source sostenuto dalla fondazione Canonical con circa 12 milioni di utenti,  è da sempre impegnata nel software libero e senza frontiere, in un concetto dell’informatica come mezzo di miglioramento per i popoli e le...
Pin It

Home » Tecnologia » Ubuntu appoggia Amazon con l’advertising dei prodotti. E’ la fine del sogno filantropico di Canonical?

Una notizia a metà fra la novità informatica e quella commerciale: Ubuntu, sistema operativo open source sostenuto dalla fondazione Canonical con circa 12 milioni di utenti,  è da sempre impegnata nel software libero e senza frontiere, in un concetto dell’informatica come mezzo di miglioramento per i popoli e le persone senza l’assillo del business. Dalle scuole alle istituzioni, sono sempre più i computer equipaggiati con questo sistema  che garantisce economicità e funzionalità, liberi da loyalties e licenze, una boccata d’aria, soprattutto nei luoghi poveri del pianeta. Questa volta tutte queste velleità altruistiche di punto in bianco suonano come incoerenti con il proprio manifesto quando si apprende che nella versione 12.10 di Ubuntu (Quantal Quetzal) attualmente in sviluppo, sarà presente nella funzione “ricerca” una integrazione con Amazon: di fatto una banale ricerca dei file all’interno del computer produrrà consigli a fini commerciali di Amazon; trovare un documento nel computer genererebbe “consigli per gli acquisti” ad hoc,  e inoltre per ogni prodotto piazzato tramite questa forma innovativa di advertising frutterà una percentuale di guadagno per Canonical. Il suo fondatore Mark Shuttleworth difende senza mezzi termini questa scelta e zittisce tutte le accuse riguardo una tacita operazione di marketing che innescherebbe la nuova “ricerca”. I più maliziosi osservatori infatti sospettano di questa funzione che potrebbe diventare un metodo per regalare ad Amazon la possibilità di capire le abitudini personali degli utenti, acquisendo i risultati dalle query di ricerca “Nulla di più falso!” smentisce perentoriamente Mark Shuttleworth “La ricerca non produce alcun feedback per Amazon”. Da indiscrezioni sembrerebbe già allo studio un sistema per bloccare manualmente l’advertising di Amazon.

fonte: punto informatico

Related Posts

Comments are closed.

Scroll to top

Support us!

Facebook_like