Ted: dopo I Griffin,arriva l'orsacchiotto sboccato

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Il nome Seth MacFarlane a molti non dice nulla e probabilmente questa nuova commedia dal titolo Ted sarebbe passato sotto silenzio se il nome del regista non fosse stato affiancato dalla frase: “dal creatore de I Griffin” che ha incuriosito ed entusiasmato i fans  delle serie animata, le cui visualizzazioni del...
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Il nome Seth MacFarlane a molti non dice nulla e probabilmente questa nuova commedia dal titolo Ted sarebbe passato sotto silenzio se il nome del regista non fosse stato affiancato dalla frase: “dal creatore de I Griffin” che ha incuriosito ed entusiasmato i fans  delle serie animata, le cui visualizzazioni del trailer hanno totalizzato milioni di click.

La serie tv, andata in onda in America nel 1999 e approdata in Italia l’anno successivo ebbe immediato successo e fu da subito amata per la sfacciata irriverenza e demenzialità, talmente triviale da generare numerose polemiche per il modo in cui si prendeva gioco di temi importanti come la religione, l’omosessualità e  il razzismo.

Gli ammiratori di Peter e Stewie Griffin troveranno nel pupazzo di peluche, protagonista del film, un degno surrogato dei suoi cugini animati che, come loro, sarà insolente e maleducato.

Il film, in uscita nelle sale italiane dal 4 Ottobre, è la storia di John (Mark Wahlberg) che da  bambino era  solo e preso in giro da tutti, affezionato solo al suo orsacchiotto, tanto da desiderare che questo prenda vita. Come neanche nei peggiori teen movie degli anni 80, il suo desiderio si realizza e il pupazzo, crescendo diventa sboccato, consuma droghe  e fuma,  ed è diventato il suo coinquilino e amico inseparabile ma John deve crescere a abbandonare per sempre il suo orsacchiotto se vuole continuare la relazione con la sua ragazza Lori (Mila Kunis)

Battute scurrili e a sfondo sessuale  che usciranno dal musetto di un tenero orsacchiotto in nome del politically uncorrect tanto celebrato da MacFarlane,  che dopo aver dissacrato il beneamato american way of life con la famiglia Griffin, stronca il dolce mito del teddy bear, burlandosi  di Winnie The Pooh  e degli Orsetti del Cuore.

A parte l’irriverenza del pelouche,  che certamente molti troveranno esilarante, è forse più interessante la riflessione amara sull ‘altro protagonista, bambinone che non  vuole crescere, che si rifugia nel suo amico peloso, un eterno Peter Pan che stenta ad entrare nell’età adulta, simbolo di nuove (e vecchie) generazioni.

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