Un esperimento estremamente semplice.

on lug 26, 13 • by • with Commenti disabilitati su Un esperimento estremamente semplice.

Facebook! Vi assicuro che leggendo solo la parola si è attivata in voi una rete sinaptica notevole. Rassicurante e nello stesso tempo fonte di costante novità: quale sintesi riesce a suscitare più familiarità e fascino? In effetti nel 2003 Mark Zuckerberg ha inventato senza minimamente immaginarlo uno strumento...
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Facebook! Vi assicuro che leggendo solo la parola si è attivata in voi una rete sinaptica notevole. Rassicurante e nello stesso tempo fonte di costante novità: quale sintesi riesce a suscitare più familiarità e fascino?

In effetti nel 2003 Mark Zuckerberg ha inventato senza minimamente immaginarlo uno strumento che avrebbe cambiato irreversibilmente non solo la comunicazione in senso stretto ma anche le regole di socializzazione, condivisione e persino il modo di pensare.

Il mondo in realtà era già preparato, in qualche modo: l’uso di internet cominciava a diffondersi ma invece che social network, in rete sbucavano come funghi siti a cui iscriversi per conoscere nuovi amici utilizzando uno pseudonimo, un nick name, che assicurava l’anonimato a chi lo desiderasse e di conseguenza la possibilità di essere chiunque si volesse essere (non a caso, siti di questo genere sono ancora molto diffusi); milioni erano gli utenti di Live Messenger, un programma che permette di essere in contatto in tempo reale con chiunque ci si sia scambiati l’apposito indirizzo di posta elettronica.

Se ci riflettiamo bene, da un punto di vista strettamente psicologico Facebook è il giusto compromesso tra le due realtà virtuali di cui sopra.

Cosa vogliamo di più? All’anonimato in questo caso è necessario rinunciare, con tutta  l’esaltazione narcisista che ne deriva; e all’eccitazione di inventarsi un falso sé dietro un nick name si sostituisce la frenesia di costruire un falso sé dietro il proprio vero nome fino quasi a confonderlo con il sé reale; il numero degli amici virtuali viene scambiato con quello degli affetti veri, gli apprezzamenti per ciò che si pubblica in rete diventano un indice fondamentale per l’autostima e la percezione del successo sociale.

Stiamo vivendo davvero l’era delle apparenze e della poca sostanza, signori? I social network ne sono lo specchio? Beh, anche questa volta non è possibile generalizzare ma ormai abbiamo imparato che quando si parla di noi poveri esseri umani è importante, per osservare uno stesso fenomeno, cambiare spesso visuale e provare a darci non una ma più risposte; anche se parziale, quindi, un responso possiamo formularlo.

Durante la prossima serata con gli amici, provate a guardarvi intorno, nel vostro gruppo, nel luogo in cui siete; provate a scovare ed osservare individui che non si dedicano alle altre persone quanto alle foto da pubblicare prontamente sul proprio profilo in cui fingere abilmente di essere felici. Sono sicura di avervi proposto un esperimento di estrema semplicità.

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