Una piccola chiave per la felicità

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Siete ispirati, vedo. Vagamente filosofici anche. Marta lo è particolarmente perché fa domande relativamente alla Felicità. Ci sono dei momenti nella vita in cui si avverte un’irrefrenabile slancio a fare dei bilanci: per un mio paziente, per esempio, è il 31 Dicembre di ogni anno, per altri il proprio...
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Siete ispirati, vedo. Vagamente filosofici anche.

Marta lo è particolarmente perché fa domande relativamente alla Felicità. Ci sono dei momenti nella vita in cui si avverte un’irrefrenabile slancio a fare dei bilanci: per un mio paziente, per esempio, è il 31 Dicembre di ogni anno, per altri il proprio compleanno e per altri ancora evidentemente è l’estate, il cui termine coincide con l’inizio di una nuova fase, lavorativa, scolastico/universitaria o di vita in senso ampio. Inevitabilmente quindi si fa il confronto tra quello che sogniamo e quello che abbiamo.

Che sintomi ha la Felicità?, si chiede a nome di molti Lorenzo Jovanotti. Uno strano e meraviglioso stato, una condizione esistenziale a cui tutti ambiscono: euforia, gioia, senso di pienezza ed appagamento, pensiero positivo.

Come si raggiunge invece? Quanti  vi aspirano ed hanno invece la sensazione di non riuscire mai ad arrivarci? La responsabilità spesso viene attribuita all’età, all’aspetto fisico, al lavoro, all’amore.. eppure se non la Felicità, almeno la propensione alla stessa, è accessibile a tutti, indipendentemente da questi fattori perché, come diceva Nietzche con l’aforisma Diventa ciò che sei, essa si può trovare nella piena e incondizionata accettazione di sé.

Anche in questo caso, i mass media hanno una fortissima influenza sui nostri valori, regalandoci modelli di felicità spesso illusori o quanto meno troppo parziali. Nel film La ricerca della felicità, per esempio, bellissimo ma a mio avviso per certi versi  fuorviante, il protagonista pieno di speranze affronta numerosi ostacoli fino ad arrivare all’assunzione a cui aspirava. Un modo di realizzare la felicità però può essere non quello di raggiungere i propri obiettivi, lavorativi, sociali o sentimentali che siano, ma di coltivare se stessi, conoscendo la propria persona con le sue effettive capacità e smettendo di aspirare a modelli che assomigliano più a dei supereroi che a degli esseri umani comuni: sogni, i desideri, gli obiettivi, sono fondamentali nella vita di ognuno di noi ed è altrettanto importante il loro raggiungimento ma la chiave è sceglierli nella maniera giusta, anche sulla base delle proprie effettive possibilità.

Tra i nostri desideri e la loro realizzazione c’è uno spazio molto ampio che abbiamo la possibilità di riempire con ciò che vogliamo, ovvero con la frustrazione per l’eccessivo scarto tra quello che siamo e quello che vogliamo essere o con la felicità in primis di essere ciò che siamo: voi cosa scegliete?

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