Venezia che va, Toronto che viene

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La 70esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia si è conclusa, proclamando vincitore del Leone d’oro il documentario italiano Sacro GRA e lasciandosi alle spalle la consueta polemica sulla scelta delle pellicole partecipanti al festival, senza dubbio intriganti e dai molteplici temi   ma  la maggior parte...
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La 70esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia si è conclusa, proclamando vincitore del Leone d’oro il documentario italiano Sacro GRA e lasciandosi alle spalle la consueta polemica sulla scelta delle pellicole partecipanti al festival, senza dubbio intriganti e dai molteplici temi   ma  la maggior parte indiscutibilmente  estreme e consacrate alla violenza non solo nelle immagini ma soprattutto nei sentimenti e nell’ animo dei protagonisti. Ciononostante la ferocia patriarcale raccontata in Miss Violence  è stata premiata con il Leone d’Argento, così come quella coniugale del film tedesco La Moglie del Poliziotto a cui è stato consegnato il Premio speciale della Giuria, mentre la lentezza anch’essa estrema di Stray Dogs del regista taiwanese Tsai-Ming Liang è stata  omaggiata con il Gran Premio della Giuria.

Ne è uscita a testa alta l’opera prima di Emma Dante, Via Castellana Bandiera, tratto dal suo romanzo d’esordio che si porta via oltre alla Coppa Volpi per una delle  protagoniste, l’ottantaduenne Elena Cotta, anche critiche entusiastiche per il suo racconto originale e tutto al femminile che avviene in una strada siciliana. Gianni Amelio  invece,con il suo L’Intrepido che ha per protagonista Antonio Albanese,  nel ruolo tenero e disarmante di un disoccupato che svolge ogni giorno un mestiere diverso, è stato salutato tra qualche  fischio e composti applausi alla fine della proiezione e la sua opera schietta sulla precarietà di lavoro e sentimenti non ha convinto fino in fondo la giuria.

A Toronto, per il Festival  omonimo che si svolge ogni  anno nella città canadese, arrivato alla 30esima edizione, si respira aria di grandi celebrità, ad aprire la kermesse infatti sono stati, tra gli altri, Nicole Kidman e Colin Firth, i quali hanno presentato il film bellico che li vede insieme The Railway Man, per poi proseguire con Ron Howard e Chris “Thor” Hemsworth presenti al festival per la proiezione del film Rush, in uscita nelle nostre sale il prossimo 19 Settembre che racconta la rivalità tra i piloti Niki Lauda e James Hunt.

Scarlett Johansson è volata da Venezia a Toronto per presentare ancora il suo Under The Skin, già accolto tiepidamente al festival italiano ma la star che ha abbagliato il red carpet del Toronto Film Festival è stata Julia Roberts, radiosa come sempre, per la première di August: Osage County

C’è un italiano che invece ha snobbato la kermesse veneziana preferendo quella canadese ed è Daniele Lucchetti, regista de La nostra vita, per il quale Elio Germano vinse il premio come miglior attore protagonista a Cannes 2010, che ha presentato Anni felici con Kim Rossi Stuart, storia in parte autobiografica, ispirata alla relazione tormenta dei genitori.

Il regista, a proposito della mancata partecipazione a Venezia , ha sentenziato che  portare il proprio film al Lido costa cinque volte di più che presentarlo a Toronto e che il Tff (Toronto Film Festival) da la possibilità al film di essere comprato all’estero. Il regista  sembra non nascondere una certa intolleranza verso la stampa italiana, a  volte troppo esterofila, che spesso snobba e sminuisce la produzione cinematografica nostrana ma i consensi e la vittoria  a sorpresa di GianFranco Rosi a Venezia, abbattono, almeno per una volta, tutte le sopravvalutazioni straniere.

 

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