LEGA ARABA, UNIONE EUROPEA E UNIONE AFRICANA: STOP ALL'ODIO RELIGIOSO

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  Una nota congiunta di Lega Araba, Unione Europea ,Unione Africana e la Conferenza Islamica (Oic), condanna fermamente l’odio religioso, ribadisce l’importanza di impegni internazionali contro la blasfemia, sottolineando poi l’importanza della tolleranza verso tutte le religioni e del rispetto della...
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Una nota congiunta di Lega Araba, Unione Europea ,Unione Africana e la Conferenza Islamica (Oic), condanna fermamente l’odio religioso, ribadisce l’importanza di impegni internazionali contro la blasfemia, sottolineando poi l’importanza della tolleranza verso tutte le religioni e del rispetto della libertà d’espressione.

La nota congiunta è stata redatta dal segretario della Lega Araba Nabil el Araby, il capo della diplomazia UE Catherine Ashton, il segretario dell’Oic Ekmeleddin Ihsanoglu e il responsabile per la pace e per la sicurezza UA Ramtane Lamamra, prima del venerdì di preghiera, per scongiurare qualunque altra eventuale manifestazione di violenza all’indomani di quello che è successo con la rivista Charlie Hebdo.

A Peshawar, Pakistan, nel frattempo, ci sono stati degli scontri tra manifestanti islamici e polizia, ed è anche morta una persona, mentre altre sono rimaste ferite, negli scontri contro i film anti-islam prodotti negli USA, stando alle fonti dei media pakistani. A perdere la vita è stato un’autista di una troupe di una tv privata. Proprio stamattina invece, una folla inferocita ha dato il via a delle proteste violente e dando fuoco a due cinema nella città nordoccidentale, dove la polizia ha creato un massiccio blocco di protezione al consolato USA.

E proprio oggi il governo pakistano aveva indetto una giornata di “devozione al Profeta” contro la pellicola considerata blasfema. Anche a Islamabad, Faizabad e Rawalpindi sono accaduti diversi episodi di violenza e manifestazioni di protesta, sedate dalla polizia con proiettili di gomma e gas lacrimogeni. Diversi partecipanti alle manifestazioni cercavano di sfondare le protezioni con sassi e con qualunque cosa capitasse fra le loro mani. In ben 15 città, tra cui anche la capitale Islamabad, sono stati sospesi i servizi telefonici, proprio per l’osservanza della giornata speciale dedicata a Maometto e per scongiurare possibili incidenti, e si prevede una massiccia partecipazione di fedeli a questa manifestazione per il Profeta.

Tunisi invece, dopo che il Ministero dell’Interno ieri ha vietato qualunque manifestazione o assembramento di persone, appare piuttosto tranquilla. Per le strade della capitale tunisina è possibile vedere il consueto clima, dove la polizia tiene un regime di sicurezza piuttosto elevato, in particolare nei pressi dell’Ambasciata di Francia. Sono state chiuse per ragioni di sicurezza le ambasciate di Usa e Germania, mentre la nostra Ambasciata tramite il sito “viaggiare sicuri” chiede espressamente ai nostri connazionali di evitare luoghi di assembramento o dove si possano svolgere manifestazioni. Sempre a Tunisi è stato vietato (nemmeno durante la rivoluzione è stato preso un provvedimento del genere, ndr) il transito di automezzi nelle vie principali, tra cui Avenue Bourghiba, Rue de Rome e Rue de France, per scongiurare possibili manifestazioni legati ai precedenti episodi di violenza anti-islamici.

Anche in Germania il rischio di episodi di violenza è grande: dato che il giornale “Titanic” raffigura Bettina Wulff, ex first lady tedesca, tra le braccia di Maometto. Il giornale satirico tedesco annuncia di dedicare il numero tedesco a Maometto e alla questione islamica, stando a come ha affermato il Financial Times Deutschland.

Gli Usa nel frattempo, consigliano ai connazionali di evitare viaggi in Pakistan, e a quelli che si trovano già lì consigliano di evitare i luoghi affollati e di assembramento. Tra l’altro gli Usa hanno chiuso la loro ambasciata in Indonesia, per la paura di nuove manifestazioni di violenza anti-americane. E a Singapore, è stato bloccato il film ritenuto blasfemo, a causa di possibili manifestazioni di protesta che si sarebbero potute verificare se fosse stato proiettato. Ad esempio su youtube si legge, una volta digitato “L’innocenza di Maometto” che il governo ha vietato la visione di questo contenuto. E infatti è stato deciso in questo modo per scongiurare possibili proteste che comunque sono sempre nell’aria, e che possono esplodere da un momento all’altro. Youtube ha bloccato la visione di questo film anche nei paesi di forte fede musulmana (Malesia, Indonesia, Arabia Saudita e India).

Le conseguenze sembrano piuttosto ovvie. È necessario che l’azione di Ue, Ua, Oic, e Lega Araba si intensifichi maggiormente, in quanto il pericolo di reazioni a catena in questi paesi è davvero molto alto.

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