15 and Counting

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(ARTICOLO DI DOMENICO LAUDANDO) Show televisivo britannico di bassa lega che trasmette la vita domiciliare di famiglie costituite da 15 o più membri. Ci perdonerà il produttore del programma se non ci addentriamo, per quanto possa essere interessante, ma in questa pagina trattiamo di NBA, e ad oggi oltreoceano il15...
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(ARTICOLO DI DOMENICO LAUDANDO) Show televisivo britannico di bassa lega che trasmette la vita domiciliare di famiglie costituite da 15 o più membri. Ci perdonerà il produttore del programma se non ci addentriamo, per quanto possa essere interessante, ma in questa pagina trattiamo di NBA, e ad oggi oltreoceano il15 haun significato ben preciso: il numero di vittorie consecutive record per i Miami Heat, raggiunto dopo aver espugnato con pochi patemi il Target Center di Minneapolis.

Pur essendo giovane, la franchigia di South Beach può vantarsi di aver ospitato, nei suoi 25 anni di vita, alcuni tra i più grandi interpreti del gioco : dal simbolo degli anni ’90 Alonzo Mourning, spalleggiato da un play di spessore come Tim Hardaway, a Shaquille O’Neal, il centro più dominante nel primo decennio del nuovo millennio, che condusse gli Heat al titolo insieme a un Dwyane Wade già superstar nel 2006. Eppure nessuno di questi giocatori è riuscito nell’impresa di mettere insieme una striscia vincente di tale portata.

Sin dal momento in cui Lebron James, con invidiabili tempi scenici, decise di approdare al sole della Florida, convincendo Wade a restare e Bosh a lasciare Toronto per una squadra da titolo, il sentiero da seguire era tracciato per diventare il miglior team degli ultimi vent’anni a suon di record e anelli, cammino rallentato solo dall’inopinata sconfitta nelle Finals 2011 ad opera dei Dallas Mavericks, che costò al ‘’Prescelto’’ il prematuro marchio di perdente di lusso, prolungando di un anno la maledizione portatasi dietro da  Cleveland, spezzata col successo del 2012, viatico per una meravigliosa versione degli Heat dell’anno in corso: privati dell’assillo della vittoria e con un roster reso ancor più profondo dall’innesto di Ray Allen da Boston e di un free agent di rara verticalità come Chris ‘’Birdman’’ Andersen, i difensori del titolo riescono a sfruttare al meglio la multidimensionalità dei loro top players in attacco e presentano un’organizzazione nella propria metà campo seconda a pochi nella lega con cui riescono a sopperire alle difficoltà a rimbalzo (peggior squadra della lega nel dato statistico).

L’avessero saputo in anticipo a Indianapolis, i Pacers (ultima squadra a battere i campioni in carica) avrebbero festeggiato adeguatamente poiché da allora son passati 33 giorni, e gli uomini di Spoelstra sembrano non saper più perdere. 33 come la più lunga serie di vittorie all-time, conseguita dai Los Angeles Lakers 1971-72 di Wilt Chamberlain e ‘’Mr. Logo’’ Jerry West. Troppo presto per pensarci, ma stai a vedere che gli infuocati Heat…

 

I risultati della notte: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 97-102; Milwaukee Bucks-Utah Jazz 109-108 (OT); New Orleans Hornets-Orlando Magic 102-105; Minnesota T’Wolves-Miami Heat 81-97; Denver Nuggets-Atlanta Hawks 104-88; Portland Trail Blazers-Charlotte Bobcats 122-105; Golden State Warriors-Toronto Raptors 125-118.

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