Brasile 2014: Italia in fuga nel girone, clamoroso a Berlino tra Germania e Svezia, Francia all'ultimo respiro

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Un 3 a 1 senza repliche. Scacciate via critiche, paure, e fin troppe polemiche sul minutaggio dei giocatori di Juve e Napoli. Un 3 a 1 frutto di gioco e sacrificio da parte di tutti gli azzurri scesi in campo, nonostante si siano ritrovati in dieci dopo appena sedici secondi del secondo tempo per il [&hellip...
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Un 3 a 1 senza repliche. Scacciate via critiche, paure, e fin troppe polemiche sul minutaggio dei giocatori di Juve e Napoli. Un 3 a 1 frutto di gioco e sacrificio da parte di tutti gli azzurri scesi in campo, nonostante si siano ritrovati in dieci dopo appena sedici secondi del secondo tempo per il rosso ad Osvaldo. Buffon non riesce nel recupero dalle noie muscolari, e al suo posto tra i pali si piazza De Sanctis, che lo sostituisce splendidamente. Nonostante un pressing molto aggressivo dei danesi, l’Italia riesce a prendere quasi subito il pallino del gioco, tornando quasi ai livelli di palleggio di Euro 2012. Sventato sulla linea il tiro a botta sicura di Marchisio da parte di Kjaer, i nostri passano alla mezzora grazie ad un destro al fulmicotone di Montolivo, esaltato dalla posizione di trequartista e dal suo nuovo stadio. Passano appena quattro minuti e De Rossi raddoppia sfruttando una pennellata di Mozart Pirlo dalla destra. A rovinare però il bel primo tempo degli uomini di Prandelli è il gol allo scadere di Kvist, abile a sfruttare un cross rimpallato in mezzo all’area azzurra.Nella ripresa al pronti via Osvaldo si fa scioccamente buttare fuori per una manata ad un avversario. L’inferiorità esalta l’Italia e in particolar modo Balotelli, migliore in campo. Il 9 azzurro, grazie ad un tocco di rapina ad anticipare il portiere avversario su lancio millimetrico di Pirlo (e meno male che era stanco e doveva riposare), riporta i nostri sul doppio vantaggio. Da li in poi la Danimarca prova a riaprire la gara, ma tutti gli attacchi si infrangono sul muro azzurro.

L’Italia sale quindi a 10 punti nel girone, a più quattro dalla Bulgaria seconda, e a marzo ci aspetta la trasferta a Malta che può farci aumentare il divario con le inseguitrici.
Nelle altre gare di qualificazioni clamoroso ciò che accade a Berlino tra Germania e Svezia. I teutonici dominano in lungo e in largo per un’ora abbondante, portandosi in vantaggio di quattro reti (Klose in gran spolvero con una doppietta). Ma all’improvviso si spegne la luce, e Ibrahimovic da via ad una rimonta che ha dell’incredibile. Al 90° è 4 a 4, e siamo sicuri che questa partita sarà ricordata a lungo tanto a Berlino quanto a Stoccolma.

Al Vicente Calderon è andata invece in scena il big match del gruppo I tra Spagna e Francia. I campioni “euromondiali” trovano il vantaggio al 25° con Ramos, ma sprecano di tutto e di più, addirittura Fabregas si fa parare un rigore sul finire del primo tempo. La Francia soffre, ma al 94° punisce l’arroganza degli iberici, grazie alla rete di Giroud, che pone fine anche al record di imbattibilità della porta spagnola nelle gare di qualificazioni tra europei e mondiali.

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