In & Out serie A…7a giornata

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IN – Il fenomeno tedesco. Parliamoci chiaro, rispetto a qualche anno fa la serie A si è nettamente impoverita di campioni. Miroslav Klose è uno dei pochi pezzi pregiati rimasti nel nostro campionato, e uno dei pochissimi calciatori ancora capaci di decidere una partita da solo. Ieri, lui e la Lazio, in 45...
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IN – Il fenomeno tedesco. Parliamoci chiaro, rispetto a qualche anno fa la serie A si è nettamente impoverita di campioni. Miroslav Klose è uno dei pochi pezzi pregiati rimasti nel nostro campionato, e uno dei pochissimi calciatori ancora capaci di decidere una partita da solo. Ieri, lui e la Lazio, in 45 minuti perfetti, hanno praticamente spazzato via il Pescara di Stroppa, che pure veniva da una serie positiva di tre giornate. Prima di aprire il suo show, Miro ha lasciato la scena ad un altro fenomeno del nostro calcio, Hernanes, che si è esibito in una punizione magistrale. Poi si è scatenato il trentaquattrenne di origine polacche, a cui sono bastati dieci minuti per chiudere la pratica e restare nella scia delle capoliste Juventus e Napoli. Forse pensare allo scudetto per i bianco celesti è troppo, ma con un attaccante straordinario come Klose in squadra nessun traguardo può essere precluso.

OUT – Valeri e Mazzoleni, quando l’arbitro fa il risultato. Fino a sabato, stranamente, le polemiche arbitrali rispetto agli scorsi campionati erano quasi nulle. Sono bastate 24 ore per tornare al solito copione delle polemiche arbitrali che ci accompagna di stagione in stagione. Ad aprire le danze ci ha pensato Mazzoleni, o meglio il designatore arbitrale, che nonostante la bufera post supercoppa italiana, ha deciso di far dirigere Siena – Juventus all’arbitro più odiato dai napoletani. Ora non voglio scadere nel banale e parlare di arbitro juventino o di calcio truccato, ma trovo alquanto incredibile decidere di far arbitrare una partita della Juve ad un arbitro non sereno per quanto accaduto in agosto. Ed infatti la frittata è stata fatta poi sul campo: Inspiegabile allontanamento dalla panchina di Cosmi, e mancato secondo giallo a Chiellini, che, come ammesso candidamente dal tecnico dei toscani, è stato determinante in quanto la sua squadra è nettamente inferiore alla Juve, e questi episodi possono decidere la partita. A poche ore di distanza un altro dramma arbitrale si è consumato in quel di San Siro. Protagonista in negativo stavolta è stato Valeri. L’arbitro del derby ha scontentato un pò tutti, ma ad uscirne con l’occhio più nero è stato il Milan. I rossoneri si sono visti negare un gol, annullato per un fatto inesistente di Emanuelson su Handanovic, ed un rigore grande quanto una casa. C’è da sottolineare come, rispetto a qualche anno fa, i toni delle polemiche sono più tenui, senza rincorse al vittimismo, alla malafede o al complotto, segno di una maturità da parte di dirigenti, allenatori e giocatori, all’insegna di un clima distensivo e di collaborazione con la classe arbitrale, che essendo composta da uomini è quindi naturalmente portata all’errore. Nella speranza che un giorno tali errori saranno ridotti al minimo, si chiede almeno un pò di buon senso a chi è chiamato a designare gli arbitri per partite cosi delicate.

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