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La testa nel pallone – Editoriale sulla Serie A

on nov 12, 13 • by • with Commenti disabilitati su La testa nel pallone – Editoriale sulla Serie A

Avete presente quel compagno di classe che un pò tutti noi abbiamo avuto ai tempi della scuola che riusciva a passare un compito o un interrogazione studiando quasi nulla. Quello che andava avanti a colpi di culo. Che ti faceva chiedere “ma come fa a farla sempre franca?”. Ecco quel compagno è...
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testaAvete presente quel compagno di classe che un pò tutti noi abbiamo avuto ai tempi della scuola che riusciva a passare un compito o un interrogazione studiando quasi nulla. Quello che andava avanti a colpi di culo. Che ti faceva chiedere “ma come fa a farla sempre franca?”. Ecco quel compagno è Massimiliamo Allegri, probabilmente l’allenatore più fortunato della storia del Milan. Fossimo negli anni d’oro del club rossonero Allegri sarebbe stato già esonerato due anni fa, quando regalò lo scudetto alla Juventus, avviando il ciclo Conte. Senza calcolare che dodici mesi prima aveva vinto uno scudetto solo al fotofinish contro l’Inter post Mourinho, avendo in rosa Ibrahimovic, Robinho, Boateng e Thiago Silva, con i nerazzurri che iniziarono a giocare sul serio in campionato solo da gennaio con l’arrivo di Leonardo. Oggi invece al Milan manca tutto. Manca un progetto, un presidente presente, i campioni, ma Allegri ci ha messo tanto del suo per arrivare a questa situazione in cui a mancare sono i punti e il gioco. Ha mandato via tutti i senatori, venendo poi accusato dagli stessi di una cattiva gestione dello spogliatoio. Ha iniziato a “creare” ruoli per alcuni giocatori che rasentavano l’assurdo, come Boateng esterno, Montolivo trequartista, Kakà seconda punta. Ha sminuito i talenti in squadra che lo hanno salvato. El Shaarawy prima, Balotelli poi. Quest ultimo, acquisto più oneroso degli ultimi 3 anni, lasciato passare come panchinaro di lusso. Lui che la panchina la faceva quando davanti aveva gente come Milito, Eto’o, Tevez, Ibra, Aguero, e non Birsa e Matri. Ma niente, il buon Max continua a restare saldo su quella panchina. Continua a prendere la sufficienza al compito, mentre gli altri studiano e si affannano per la promozione. Tutto finirà probabilmente a giugno, quando terminerà il contratto, la storia tra Allegri e il Milan, e le sofferenze dei tifosi rossoneri.

Basare la differenza vista tra Juventus e Napoli su quei 21 centimetri di fuorigioco è un gioco stucchevole e ridicolo. La Vecchia Signora è stata superiore in tutto e per tutto di fronte ad un Napoli impaurito e sperduto davanti allo Juventus Stadium. Conte ha finalmente ritrovato la sua corazzata. Paradossalmente i 4 schiaffi presi a Firenze hanno risvegliato i bianconeri dal torpore e dalla presunzione di superiorità in cui si stavano perdendo. Dall’altro lato Benitez deve fare i conti con un Napoli troppo brutto e timoroso per essere vero. Lo spagnolo, oltre a qualche infortunio a cui il Napoli non era abituato durante la gestione Mazzarri, sta pagando la sua idea mono modulo. I due soli centrocampisti spesso non bastano per reggere l’equilibrio della squadra e passare ad altre soluzioni non è segno di debolezza, ma di intelligenza tattica.

Fortuna per il Napoli che la Roma sia scesa finalmente a ritmi umani, forse troppo umani. Si perchè se il pareggio a Torino era preventivabile, quello casalingo con il Sassuolo era totalmente inaspettato. Gli uomini di Garcia pagano i troppo errori sotto porta e l’aver lasciato il match in bilico fino al 90°, anzi al 94°, quando Domenico detto Mimmo Berardi ha messo a segno il gol del pareggio, facendo felice il Sassuolo, Di Francesco e la Juventus, proprietaria del cartellino del nuovo gioiellino italiano, pronto a prendersi presente e futuro del nostro calcio.

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