La testa nel pallone – Editoriale sulla Serie A

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Questo week end sono stato in montagna. Niente tv, niente partite, niente stress. Solo natura, relax e pace dei sensi. In mia compagnia c’erano però Marek, Gonzalo, Carlos, Aturo, Rodrigo, Adem, Mario e Peppe. No, non sono amici del mio gruppo, ma i  protagonisti, vecchi e nuovi, del campionato 2013/2014,...
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Questo week end sono stato in montagna. Niente tv, niente partite, niente stress. Solo natura, relax e pace dei sensi. In mia compagnia c’erano però Marek, Gonzalo, Carlos, Aturo, Rodrigo, Adem, Mario e Peppe. No, non sono amici del mio gruppo, ma i  protagonisti, vecchi e nuovi, del campionato 2013/2014, quello che si appresta ad essere il più bello degli ultimi 4 anni. Anche se ero sperduto nel verde delle montagne di Paduli, tra boschi, coltivazioni, ruscelli, e purtroppo zanzare e altri insetti, anche li gli amici di tutti noi malati del calcio mi hanno raggiunto, e hanno confermato tutte le mie sensazioni pre-campionato. Le sei sorelle, Juve, Napoli, Fiorentina, Inter, Roma e Milan giocheranno un campionato a parte, con il resto del gruppo a dividersi le briciole. Certo bianconeri e partenopei al momento hanno ancora qualcosa in più, ma la sensazione che le restanti 4 sorelle sono di una caratura troppo elevata rispetto al resto della Serie A è quasi una certezza.

Quest anno la forbice si è allargata a dismisura. Le medio piccole non hanno fatto altro che indebolirsi, cedendo i prezzi pregiati senza trovare degni sostituti o nuovi talenti da lanciare. Un tempo queste squadre erano il trampolino di lancio per i campioni del domani. Oggi sono cimiteri per elefanti, preoccupate più a far cassa che ad essere competitivi. Sinceramente, allo stato attuale, si potrebbe fare a meno di almeno (scusate il gioco di parole) 3-4 squadre ed avere una Serie A a 18 o anche a 16 squadre. Il che tradotto significherebbe più competizione, meno partite inutili, e più energie da spendere poi per tornare grandi anche in Europa. A poche ore dalla chiusura del mercato solo Torino e Verona si sono mosse bene rinforzando le rispettive rose, mentre mi chiedo come faranno a salvarsi Sassuolo, Catania e Genoa.

Dicevamo degli amici che mi sono venuti a trovare. Marek e Arturo stanno dimostrando che, tolto Iniesta fuori categoria, sono i migliori centrocampisti d’inserimento al mondo, e probabilmente lo scudetto si giocherà sul surplus dei loro gol. Gonzalo e Carlos hanno dato unno schiaffo morale a tutti coloro che non li reputavano top player ma solo panchinari di lusso di grandi squadre estere. Rodrigo è il fiore all’occhiello della nuova Inter di Mazzarri, che a questo punto proporrei come ministro dell’economia. Uno che riesce a far diventare Jonathan il nuovo Maicon, e Alvarez il nuovo Kakà, potrebbe risollevare finalmente l’Italia dalla crisi. Mario e Peppe sembrano due amici che giocano nel cortile con il resto della compagnia. Si divertono, ridono, scherzano, insomma affinano la loro intesa e iniziano a far paura giocando senza alcuna pressione. Adem poteva essere uno di quelli che giocava nel cortile, ma ha preferito non mettere la sua quota per il pallone, cosi ha trovato altri amici che il pallone glielo hanno fatto vedere fin da subito, e lui li ha ripagati con un bel gol che lancia le ambizioni della truppa di Garcia.

Infine c’è il Milan. Il loro Mario ormai sta diventando sempre più padrone del campo. Corre, fa assist, segna, aiuta i compagni. Insomma vuole diventare capo gruppo. Ma giusto per non rischiare riportano a casa Riccardo e Alessandro, che porta in dote anche Federica dopo i saluti di aimè di Melissa. Kakà ha un mondiale da conquistare. Vuole dimostrare ai bulletti di Madrid che lui non è un brocco sempre azzoppato, e che quel figoccio di Cristiano non era l’unico campione blancos. Tutti felici direte voi, e invece c’è Stephan in disparte in un angolo, anzi in una panchina, che vede tutti gioiosi e lui è triste senza giocare. Se il diavolo vuole puntare al tricolore dovrà recuperarlo psicologicamente e puntare anche sulla sua cresta, perchè quella sulla testa di Mario può montarsi facilmente. Gli consiglio una bella gita in montagna.

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