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La testa nel pallone – Editoriale sulla Serie A

on ott 1, 13 • by • with Commenti disabilitati su La testa nel pallone – Editoriale sulla Serie A

Chiamatela pure “la maledizione del piccolo Faraone”. Non c’è pace per El Shaarawy. Il talento rossonero non riesce proprio a scrollarsi di dosso la malasorte e l’alone di sfiga che lo accompagna da gennaio ad oggi. All’inizio sembrava solo un difficile adattamento con Balotelli. Dopo lo...
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testa_nel_palloneChiamatela pure “la maledizione del piccolo Faraone”. Non c’è pace per El Shaarawy. Il talento rossonero non riesce proprio a scrollarsi di dosso la malasorte e l’alone di sfiga che lo accompagna da gennaio ad oggi. All’inizio sembrava solo un difficile adattamento con Balotelli. Dopo lo sfavillante inizio di stagione scorsa, nella seconda parte del campionato aveva messo a segno solo il, seppur importante, gol nel derby. Poi alcune panchine mal digerite, muso lungo anche durante l’anonima Confederation Cup, dove anche Prandelli ne aveva sottolineato il malessere soprattutto psicologico. La luce fuori dal tunnel sembrava arrivata con la prima rete stagionale del Milan contro il PSV. Uno splendido colpo di testa a scacciar via voci di mercato fastidiose, e zittire chi era passato troppo in fretta dalle lodi alle critiche. Ma la sfiga si è rimaterializzata senza nemmeno dargli il tempo di godersi il momento. Prima sotto forma dell’acquisto di Kaka, idolo d’infanzia, ma nuovo nemico da affrontare per tornare nelle grazie di Allegri. Poi i due infortuni consecutivi nel momento in cui, con la penuria di attaccanti sani, poteva tornare protagonista. Tocca recuperarlo e in fretta, per non perdere un talento dal sicuro futuro sia in chiave Milan che in quella Nazionale.

Da una sfiga all’altra passiamo a quella della Fiorentina. Ok il colore viola non ha mai portato bene, ma la sfortuna si sta accanendo sulla squadra di Montella. Giusto il tempo di tirare un sospiro di sollievo per il rientro di Cuadrado che si fa male Rossi, trascinatore di questa prima fase del campionato. Mettici anche il carico di una difesa ballerina, e un portiere da Serie B medio bassa, e la depressione è servita. Su Neto però la sfortuna c’entra poco. In questo caso la Viola la sfortuna di ritrovarsi un portiere scarso se l’è cercata. Il rimpianto di non aver ingaggiato un portiere di caratura mondiale come Julio Cesar aumenta giorno dopo giorno. Probabilmente cedere un pò sull’ingaggio avrebbe poi ripagato con preziosi punti in classifica.

Settimana scorsa ho lanciato un appello per una proposta di lavoro che alla luce di Torino – Juventus devo per forza di cose ribadire:
A.A.A. cercasi persona volenterosa e affidabile per lavoro domenicale. Si richiede buona vista, capacità decisionali e assoluta imparzialità. Si offre lavoro ben retribuito su prato verde, cinque collaboratori, una media di 25 mila supervisori e bandierina di ordinanza. Per candidarsi inviare curriculum a Marcello.Nicchi@aia.it. Astenersi perditempo e persone soggette a sudditanza psicologica.

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