la testa nel pallone

La testa nel pallone – Editoriale sulla Serie A

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Da qualche anno lo sport nazionale, nel periodo giugno-settembre, è quello di lamentarsi sui social network del sole, del caldo e dell’afa che rendono torride le giornate. Il tutto contornato dal desiderio di refrigerio e di un tempo più fresco e sopportabile, salvo lamentarsene quando arriva novembre e con...
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la testa nel palloneDa qualche anno lo sport nazionale, nel periodo giugno-settembre, è quello di lamentarsi sui social network del sole, del caldo e dell’afa che rendono torride le giornate. Il tutto contornato dal desiderio di refrigerio e di un tempo più fresco e sopportabile, salvo lamentarsene quando arriva novembre e con esso i primi freddi. Da due stagioni accade lo stesso con la Juve di Conte. Nella prime giornate di campionato sentenziamo sulla metamorfosi della tigre bianconera in un gattino spuntato, aiutato solo dalla fortuna e da qualche errore arbitrale. Poi a Novembre eccola li primeggiare su tutto e tutti, affamata come sempre di vittorie e successi.

C’è da dire che una buona mano gliela stanno dando gli avversari. Assodato che le medio piccole scendono in campo con timore reverenziale che li porta ad essere in svantaggio per 1 a 0 già negli spogliatoi, le principali antagoniste alle scudetto si stanno ammalando e perdono colpi per strada. La Roma di Garcia è afflitta da tre turni da pareggite acuta. Il Napoli di Benitez ha avuto l’ennesima ricaduta della sindrome di Peter Pan, malessere che si manifesta sempre nel momento in cui gli azzurri devono fare il salto di qualità definitivo. L’Inter soffre invece di mal di trasferta, mentre la Fiorentina è Pizzarro-dipendente. E il Milan? Beh il Milan verrà tumulato domani alle 15, si dispensa dei fiori ma non di una dirigenza vera che sappia ridare lustro ai colori rossoneri. Magari il prima possibile, sapete ci sono un Balotelli, un El Sharaawy e un De Sciglio da preparare al meglio per il Mondiale brasiliano.

 

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