MAZZARRI NON PARLA A FINE GARA, IL TECNICO DRIBBLA I MICROFONI. ECCO IL MOTIVO…

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Un silenzio che fa più rumore di mille parole. L’edizione odierna de Il Mattino analizza la scelta di non presentarsi davanti ai microfoni da parte del tecnico partenopeo, con l’ufficio stampa che ufficialmente comunica di voler dare più spazio a Frustalupi: “Walter Mazzarri sembra averci preso...
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Un silenzio che fa più rumore di mille parole. L’edizione odierna de Il Mattino analizza la scelta di non presentarsi davanti ai microfoni da parte del tecnico partenopeo, con l’ufficio stampa che ufficialmente comunica di voler dare più spazio a Frustalupi: “Walter Mazzarri sembra averci preso gusto. E ogni volta che può si diverte a dribblare i microfoni a fine gara. No, giurano quelli del Napoli, non è un silenzio stampa contro la stampa o per qualche critica di troppo ricevuta per i risultati negativi delle ultime due settimane: «Abbiamo solo deciso di dare più spazio a Frustalupi», è la spiegazione del capo della comunicazione Nicola Lombardo che, nel frattempo, porge anche a tutti gli auguri di Natale da parte del tecnico andato via in fretta e furia. Dal club trapela che questo avvicendamento a parlare possa avvenire molto spesso.

Ma quel pugno alzato al cielo alla fine della partita del tecnico toscano, vale più di tante parole. Quell’abbraccio dopo l’1-0 di Maggio è il segno di quello che Mazzarri ha già ribadito subito dopo la sconfitta di mercoledì col Bologna: «Questo gruppo è compatto e ha un’anima». Mazzarri, si sa, urla anche da muto. Come è in pratica successo ieri a Siena. Dopo aver ordinato la mobilitazione generale, dopo aver toccato con la squadra le corde dell’orgoglio e della rivalsa, imbarcando uomini veri, ha scelto di dare spazio al suo vice. Mazzarri un po’ si sente come Mourinho.

Qualche volta dà la sensazione di essere sotto assedio, come se tutti tramassero contro di lui. Chissà se è solo un caso, chissà se davvero lo fa Special One del Napoli (il suo vice Frustalupi aveva già preso la parola dopo il successo con l’Aik Stoccolma in Europa League al San Paolo). «Doveva prendere un aereo», prova a ridimensionare l’ombra di Mazzarri fin dai tempi di Pistoia. Vero o non vero, poco importa. Ufficialmente non ce l’ha con nessuno. In realtà un po’ se l’è presa perché c’è chi ha messo tutto in discussione solo per un periodo storto. Frustalupi allora fa il Mazzarri. Non parla di mercato («Per questo c’è Bigon, chiedete a lui se prenderemo un attaccante o un sostituto di Cannavaro») e mette a confronto questo Napoli con quello di 12 mesi fa: «Abbiamo sei punti in più, mica sono pochi. Senza penalizzazione saremmo al secondo posto, alle spalle di questa Juventus che sembra imbattibile». Frustalupi applica il traduttore simultaneo con Mazzarri. Ne intuisce, racconta Walter, persino i pensieri. L’allenatore azzurro e il suo vice riescono contro il Siena comunque a disegnare un Napoli inedito, rabberciato eppure possente, coraggioso e fortunato, inedito in certi incastri arditi (tipo Britos centrale)”.

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