Catch Them If You Can

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(ARTICOLO DI DOMENICO LAUDANDO) L’American Airlines Arena sfoggia lo smoking delle grandi occasioni per una sfida che ha il sapore di All Star Game. L’antipasto è di quelli gustosi, complessivamente si contano cinque campioni partecipanti alla gara delle stelle,in programma domenica prossima in quel di Houston. A...
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(ARTICOLO DI DOMENICO LAUDANDO) L’American Airlines Arena sfoggia lo smoking delle grandi occasioni per una sfida che ha il sapore di All Star Game. L’antipasto è di quelli gustosi, complessivamente si contano cinque campioni partecipanti alla gara delle stelle,in programma domenica prossima in quel di Houston. A sfilare sul red carpet: LeBron James,Dwyane Wade e Chris Bosh per Miami; Kobe Bryant e Dwight Howard per Los Angeles. I Lakers arrivano in Florida potendo dire di aver visto gli spettri a Charlotte,probabilmente la peggior squadra della lega,ma di esser riusciti a scacciarli: sotto di 20 punti,hanno trovato la forza di rimontare e vincere,e si ha l’impressione che in caso di passaggio ai playoff di L.A. ci si debba ricordare di questa partita come snodo fondamentale. Gli Heat sono,però,avversari di tutt’altro rango e richiedono un solido approccio al match.

Fin dalla palla a due è chiaro che i giallo-viola non sono a Miami per bearsi del sole di South Beach e,avvalendosi del pick and roll tra gli esterni,trovano il modo di bucare più volte una difesa di casa piuttosto distratta,ma non riescono a coinvolgere abbastanza un abulico Howard, troppo spesso alto sulle gambe in marcatura e a testa bassa nei tempi morti. Il match scorre via equilibrato,anche perché i big viaggiano con le marce basse,consapevoli che queste sfide si decidono più avanti. Il primo tentativo di fuga è firmato Los Angeles che arriva a +7 in due occasioni,complici le numerose palle perse dagli avversari,forzando ‘’King’’ James a indossare la faccia cattiva prima del previsto. Seguono frammenti di altissimo basket nel confronto con Kobe ma il terzo,discutibile fallo personale del ‘’Prescelto’’ costringe coach Spoelstra a richiamarlo precauzionalmente in panchina,ma lo strappo è ormai ricucito. Si va al riposo in perfetta parità:53-53. Gli ingredienti per un pirotecnico secondo tempo ci sono tutti.

Il terzo periodo è di un’intensità disumana,la partita sfugge di mano agli arbitri che  prima fischiano troppo e poi troppo poco scontentando un po’ tutti,ma non ne guastano la bellezza. Miami vive solitamente soprattutto di difesa ed è lì che stringe il giro di vite ma la conseguenza è un bonus raggiunto col quarto ancora giovane ed è questo,insieme e all’innata capacità del ‘’Mamba’’ e di Steve Nash di procacciarsi tiri liberi,a tenere in vita i lacustri,ma una tripla di LeBron allo scadere sposta l’inerzia dalla parte dei campioni in carica. D-Wade sente l’odore del sangue e,all’inizio dell’ultimo periodo,sale in cattedra con quattro canestri in fila griffando così il break decisivo,coadiuvato da un immenso James alla quinta gara consecutiva con a referto 30 o più punti (record di franchigia). Nel finale gli uomini di coach D’Antoni vedono rintuzzati i non troppo convinti tentativi di recupero da un avversario superiore e cedono con l’onore delle armi. Ad oggi è Miami la vera città del sole.

 

I risultati della giornata: New York Knicks-L.A. Clippers 88-102; Miami Heat-L.A. Lakers 107-97; Boston Celtics-Denver Nuggets 118-114 (dopo 3OT); Toronto Raptors-New Orleans Hornets 102-89; Orlando Magic-Portland Trail Blazers 110-104; Memphis Grizzlies-Minnesota T’Wolves 105-88; Oklahoma City Thunder-Phoenix Suns 97-69; Brooklyn Nets-San Antonio Spurs 86-111 ; Sacramento Kings-Houston Rockets 117-111

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