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US Open. Flopkens

on ago 26, 14 • by • with Commenti disabilitati su US Open. Flopkens

Considerando ormai acquisita e certa la generazione tennistica nata agli inizi del decennio novanta, con Dimitrov e Raonic capifila, Harrison smarrito e Tomic gran giocatore mancato, sembra opportuno rivolgere lo sguardo ai pulcini, i teenager da poco arrivati nel circuito maggiore, il futuro di questo sport. Al primo...
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Considerando ormai acquisita e certa la generazione tennistica nata agli inizi del decennio novanta, con Dimitrov e Raonic capifila, Harrison smarrito e Tomic gran giocatore mancato, sembra opportuno rivolgere lo sguardo ai pulcini, i teenager da poco arrivati nel circuito maggiore, il futuro di questo sport. Al primo turno degli US Open, ultimo slam stagionale, gli spettatori, paganti e non, hanno potuto ammirare due dei maggiori talenti, o presunti tali, in circolazione. Il primo è l’australiano Nick Kyrgios, di discendenza greca, lato paterno, e malese, lato materno. La derivazione plurinazionale non sembra aver fatto del piccolo Nick, si fa per dire, un cittadino del mondo come è capitato a Federer: la sua australianità è palese nell’esuberanza e nell’esultanza, caratteristiche che lo accomunano più all’illustre concittadino Hewitt che allo svizzero o al compito Philippousis, altro greco d’Australia. Ma le affinità col sempreverde Lleyton terminano qui: piccolo Nick è dotato di una battuta e di un diritto fulminanti, di un’ottima mobilità e di un incredibile anticipo bimane di rovescio, eseguito con un movimento accorciato e con scarso piegamento, un movimento frutto del talento e non certo dell’allenamento, che gli consente di mirare finanche la traiettoria lungolinea e di spiazzare gli avversari. Come d’altro canto è capitato agli ottavi di finale dello scorso Wimbledon, quando ad accorgersene è stato il povero Nadal, sommerso dai missili australo-greco-malesi. E come è successo qui a New York a Youzhny, reo, indietro due parziali a uno, di non aver sfruttato set point nel quarto e di essersi infine smarrito in un tiebreak senza storia alcuna. Ma quale autorità e quale grinta in piccolo Nick! Un penalty point per parolacce varie non è bastato a distrarlo e la prodezza balistica, leggasi diritto a sventaglio dal centro del campo, con il quale ha immobilizzato avversario e pubblico, seguita da urlo infernale, tratteggia di candide tinte il futuro del giovanissimo campione. Meno fortunato nel sorteggio, ma anche nel talento, Jiri Vesely, sconfitto da Wawrinka in tre set, per nulla agevolissimi. Alto come piccolo Nick, ma dotato di una mobilità inferiore e soprattutto di minor esplosività, il ceco sembra ancora acerbo, se non altro da un punto di vista tattico. Ma il terzo turno a Londra e gli ultimi risultati dimostrano che è una minaccia del futuro prossimo: come Dominic Thiem, atteso oggi, o Borna Coric o Alexander Zverev, che a diciassette anni si è issato alla semifinale di un ATP 500. Sono forse lontani i tempi in cui Hewitt e Nadal vincevano slam a diciannove anni o, ma forse siamo in un’altra dimensione, in cui il Boris Becker diciassettenne trionfava sul prato londinese, ben lungi dal pensare che sarebbe diventato l’allenatore panciuto del numero uno della classifica? Considerato il declino inevitabile dei Fab Four, forse no. Ma è Federer a spezzare sul nascere eventuali velleità emulatorie: di tennisti vincenti e allo stesso tempo classici ed eleganti, non c’è l’ombra all’orizzonte.

Sorvolando sul nostro miglior giovane, Quinzi, ancorato ai tornei di categoria minore, è infine necessario uno sguardo rapido agli italiani impegnati a New York: Bolelli, sulla via della redenzione, sconfigge in cinque set l’ottimo Pospisil, Seppi avanza senza perderne neanche uno e così anche Robertina Vinci. Eliminate Karin Knapp e quella campionessa indefinita di Camila Giorgi. Avanti, infine, anche Sara Errani. Opposta a un’avversaria ostica, la veterana belga Flipkens, Sara vinceva agevolmente il primo set, per poi perdere lucidità nel secondo e sprofondare nel punteggio severo di cinque giochi a due per l’avversaria. La Flipkens, da adesso ribattezzata Flopkens, è dotata di un ottimo diritto, che non ha lesinato neanche a un passo dalla sconfitta, e di un buon gioco di volo. Armi capaci di togliere il tempo alla Nostra, e di impedirle di costruire la consueta rete di variazioni con i fondamentali di rimbalzo. Ma nel tennis a volte, più del talento, conta la forza mentale, come ha insegnato piccolo Nick. Flopkens, cresciuta all’ombra di Justine Henin e Kim Clijsters, interpreti ancora rimpiante da queste parti, due volte serviva per chiudere il parziale e due volte falliva. E tutto sommato questa partita è lo specchio di una carriera: posso, ma non voglio.

Primo turno donne:

Sharapova – Kirilenko 6-4, 6-0
Williams V. – Date-Krumm 2-6, 6-3, 6-3
Cepelová – Torró 2-6, 7-5, 6-1
Peer – Konta 6-2, 6-3
Lucic-Baroni – Muguruza 6-3, 7-6
Bacsinszky – Bertens 6-7, 4-3 Ab.
Rodionova – Giorgi 1-6, 7-5, 6-3
Errani – Flipkens 6-1, 7-5
Wozniacki – Rybáriková 6-1, 3-6, 2-0 Ab.
Sasnovich – Schmiedlová 6-4, 6-3
Puig – Smitková 3-6, 6-3, 6-3
Petkovic – Jabeur 7-6, 1-6, 6-3
Lisicki – Abanda 6-3, 7-5
Brengle – Glushko 6-3, 6-2
Dulgheru – Plíšková 6-3, 6-4
Radwanska – Fichman 6-1, 6-0
Peng – Zheng 6-3, 6-3
Begu – Soler 7-6, 6-3
Vinci – Ormaechea 6-3, 6-3
Cornet – Hesse 6-1, 6-2
Hantuchová – Oprandi 4-6, 6-2, 6-3
Zheng – Vögele 1-6, 6-2, 6-2
Šafárová – Babos 6-4, 7-5
Jankovic – Jovanovski 6-2, 6-3
Pironkova – Knapp 6-4, 6-3
Larsson – Razzano 6-0, 6-0
Stephens – Beck 6-0, 6-3
Nara – Wozniak 6-2, 6-1
Bencic – Wickmayer 6-3, 6-2
Kudryavtseva – Duan 2-6, 6-2, 6-4
Kerber – Pervak 6-2, 3-6, 7-5
Halep – Collins 6-7, 6-1, 6-2

Primo turno uomini:

Djokovic – Schwartzman 6-1, 6-2, 6-4
Raonic – Daniel 6-3, 6-2, 7-6
Wawrinka – Veselý 6-2, 7-6, 7-6
Mathieu – Muller 6-7, 7-5, 7-6, 6-7, 6-1
Kohlschreiber – Bagnis 6-2, 7-6, 6-3
Llodra – Gimeno 6-4, 6-3, 7-5
Tsonga – Mónaco 6-3, 4-6, 7-6, 6-1
Nedovyesov – McGee 4-6, 6-2, 6-1, 7-6
Carreño – Beck 6-3, 4-6, 6-2, 7-6
Paire – Benneteau 7-6, 5-7, 6-4, 4-6, 6-4
Verdasco – Rola 6-3, 3-6, 7-5, 1-6, 6-4
Kuznetsov – Klahn 6-4, 4-6, 6-3, 7-5
Bachinger – Štepánek 6-3, 6-2, 6-2
Murray – Haase 6-3, 7-6, 1-6, 7-5
Bellucci – Mahut 7-6, 6-4, 6-1
Kavcic – Young 7-5, 6-4, 6-4
Mayer – Montañés 6-2, 3-0 Ab.
Gojowczyk – Becker 6-2, 6-4, 6-2
Chardy – Falla 6-7, 6-2, 7-5, 6-4
Kyrgios – Youzhny 7-5, 7-6, 2-6, 7-6
Seppi – Stakhovsky 6-3, 6-1, 6-4
Bolelli – Pospisil 2-6, 6-4, 6-2, 3-6, 6-3
Robredo – Roger-Vasselin 6-4, 6-3, 6-4
Ebden – Kamke 6-4, 6-3, 7-6

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