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US Open. Super Wozniacki, pazzo Monfils

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Che cosa raccontare di due quarti di finale senza storia? Sara Errani incappava per malasorte nella versione più forte di Caroline Wozniacki, che non ha mai giocato così bene neanche qualche anno fa, quando, per latitanza di avversarie, si era issata alla prima posizione del ranking; la Bencic sembrava addirittura...
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Che cosa raccontare di due quarti di finale senza storia? Sara Errani incappava per malasorte nella versione più forte di Caroline Wozniacki, che non ha mai giocato così bene neanche qualche anno fa, quando, per latitanza di avversarie, si era issata alla prima posizione del ranking; la Bencic sembrava addirittura un pesce fuor d’acqua o se si vuole un agnellino immolato alla cinese Peng, tennista che sin qui ha ottenuto i migliori risultati della carriera nel doppio. Sovrastate sul piano fisico e sul piano del gioco, le sfortunate non riuscivano ad opporre alcuna resistenza alle traiettorie da fondo campo delle due robot, nè ad inventarsi qualche strategia alternativa: da qui il severo e impietoso punteggio finale di entrambe le partite. Oggi si sfideranno le due teste di serie più alte rimaste nella parte alta del tabellone, la prima, Serena, e l’undicesima, Flavia, tenendo conto che Vika Azarenka è una falsa numero diciassette del mondo, proprio come Andy Murray è un falso numero nove. Il torneo femminile si affida alla caviglia di Williams piccola, sembrata assai in difficoltà nel suo match di doppio poi perso, e alla grazia stilistica della Pennetta. In ogni caso l’unica sorpresa positiva di quest’edizione è stata quello scricciolo di Aleksandra Krunic, ragazzina di vent’anni partita dalle qualificazioni, capace di eliminare la campionessa in carica di Wimbledon, una tipetta minuta eppure dotata di una grande esplosività e di un gran diritto, una maratoneta nata.

Arrivando agli uomini, sarà opportuno accennare ai match di ottavi di finale giocati ieri:
Federer contro Bautista Agut. Lo svizzero nel primo set deliziava se stesso e il pubblico, otteneva un set point già nel settimo gioco e subiva una breve rimonta prima di chiudere il parziale e dilagare nei successivi. Troppa differenza tra i due tennisti, così come tra il Federer di quest’anno e la versione scialba, opaca e semi-infortunata della scorsa stagione. Bautista, dotato di scarse rotazioni, ma di grande mobilità e di grande tenacia, cercava con costanza accelerazioni profonde e pesanti, snaturando parzialmente le sue caratteristiche, costretto in questa ricerca dalla velocità di gioco e dalla tensione in cui lo precipitava l’elvetico.
Berdych contro Thiem. Una passeggiata indolore per il ceco. Il giovane Dominic, forse esausto, forse preda di doloretti fastidiosi, non replicava le splendide prestazioni sin qui offerte e si consegnava al bombardamento missilistico di Tomas, sia in risposta al servizio che nello scambio da fondo. Quasi mai, a ben vedere, l’austriaco riusciva a trovare la risposta col rovescio, suggerendo una difficoltà nella lettura della battuta avversa. Thiem è comunque l’under 20 che ha disputato il torneo migliore e resta una delle migliori promesse in circolazione.
Cilic contro Simon. Una maratona estenuante, un confronto tra due tennisti poco arrembanti, tra il croato pupillo di Ivanisevic e ciò nonostante allergico alla rete, e il francese conservativo, uno per intenderci che a certe velocità di palla potrebbe scambiare per ore e ore consecutive senza mai fermarsi. Una battaglia di nervi vinta da chi ha osato di più e meglio nei momenti decisivi.
Monfils contro Dimitrov. La delusione suscitata dal bulgaro è pari solo allo stupore per le pazzie di Monfils, che pure ha abituato da anni gli spettatori ai suoi numeretti da circo. Un match complicato a dispetto del punteggio, tre set per nulla dominati dal francese: Grigor disputava una partita scialba, giocando male e reagendo ancora peggio, fallendo senza appello proprio nei momenti più importanti. I set point mancati nel tiebreak del secondo parziale, il primo in particolare con il naso e la pallina sopra la rete, lo consacravano irrimediabilmente alla sconfitta.

Quarti donne:

Wozniacki – Errani 6-0 6-1
Peng – Bencic 6-2 6-1

Ottavi uomini:

Federer – Bautista Agut 6-4 6-3 6-2
Berdych – Thiem 6-1 6-2 6-4
Cilic – Simon 5-7 7-6 6-4 3-6 6-3
Monfils – Dimitrov 7-5 7-6 7-5

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