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giu
16

Arriva Mac mini versione unibody

Author Non Dubito    Category Hardware, Nuove Tecnologie     Tags ,

Apple ha rinnovato il suo “piccolino”, dotandolo di uno chassis in alluminio dello spessore di soli 3,6 cm. Integrato l’alimentatore e raddoppiate le prestazioni grafiche con il chip GeForce 320M. Presente anche un’interfaccia HDMI per il collegamento a TV in HD.

Tempo di rinnovi in casa Apple. Dopo l’iPhone arriva quello del Mac mini, che, come precisa la società, è stato interamente riprogettato, sia all’interno sia all’esterno.

Infatti, l’elemento che immediatamente colpisce del nuovo computer è il design, che è figlio del processo di costruzione unibody che caratterizza ormai da tempo i MacBook e che ha consentito di limitate a 3,6 cm lo spessore del nuovo Mac mini (la lunghezza e la profondità sono di 19,7 cm).

L’alimentatore è ora integrato è questo ha permesso ridurre il volume generale del sistema del 20%. Il pannello rimovibile nella parte inferiore consente di accedere velocemente ai componenti interni e rende decisamente più facile l’aggiornamento della memoria.

Di serie, il nuovo Mac mini monta un processore Intel Core 2 Duo a 2,4 GHz, un disco rigido da 320GB e 2GB di RAM. La parte grafica è gestita dal chip Nvidia GeForce 320M, lo stesso presente nel MacBook e nel MacBook Pro da 13″. E questo permette di avere prestazioni fino a due volte superiori rispetto al modello precedente.

Nonostante ciò, il nuovo Mac mini è ancora il computer desktop a maggior efficienza energetica. Quando inattivo, infatti, consuma solamente 10W, ovvero il 25% in meno della generazione precedente.

Tra le altre novità, da segnalare la presenza di un’interfaccia HDMI, che offre la possibilità di collegare il Mac mini a un televisore HDTV, e di uno slot SD card per trasferire facilmente foto e video da una fotocamera digitale.

Rinnovata anche la versione Server, che all’interno del medesimo chassis unibody, prevede la presenza di un processore Intel Core 2 Duo a 2,66GHz, due dischi rigidi da 500GB a 7200 giri/min e 4GB di RAM.

Il nuovo Mac mini client costa 799 euro Iva inclusa, mentre l’edizione Server (con supporto per client illimitati) costa 1.149 euro, sempre IVA inclusa

Di seguito riportiamo i dettagli delle due configurazioni.

Mac mini client:

  • Processore Intel Core 2 Duo a 2,4GHz con 3MB di cache L2 condivisa
  • 2GB di SDRAM DDR3 a 1066MHz espandibili fino a 8GB
  • Unità ottica SuperDrive (DVD±R DL/DVD±RW/CD-RW) 8x con caricatore automatico
  • Disco rigido Serial ATA da 320GB a 5400 giri/min
  • Grafica integrata NVIDIA GeForce 320M
  • Connessione in rete wireless AirPort Extreme 802.11n e Bluetooth 2.1+EDR
  • Gigabit Ethernet
  • Quattro porte USB 2.0
  • Slot SD card
  • Una porta FireWire 800
  • Una porta HDMI e una Mini DisplayPort
  • Adattatore video da HDMI a DVI
  • Ingresso combinato audio digitale ottico/analogico (minijack)
  • Uscita combinata audio digitale ottico/cuffie (minijack)

Mac mini con Mac OS X Snow Leopard Server:

  • Processore Intel Core 2 Duo a 2,66GHz con 3MB di cache L2 condivisa
  • 4GB di SDRAM DDR3 a 1066MHz espandibili fino a 8GB
  • Due dischi rigidi Serial ATA da 500GB a 7200 giri/min
  • Grafica integrata NVIDIA GeForce 320M
  • Connessione in rete wireless AirPort Extreme 802.11n e Bluetooth 2.1+EDR
  • Gigabit Ethernet
  • Quattro porte USB 2.0
  • Slot SD card
  • Una porta FireWire 800
  • Una porta HDMI e una Mini DisplayPort
  • Adattatore video da HDMI a DVI
  • Ingresso combinato audio digitale ottico/analogico (minijack)
  • Uscita combinata audio digitale ottico/cuffie (minijack)

Via | 01.net

mag
17

La provocazione di Adobe: noi amiamo Apple!

Author Dubito    Category Attualità, Informatica     Tags , ,

we love appleOrmai è cosa nota: Apple ed Adobe sono sempre più “ai ferri corti”. L’ultima iniziativa in ordine di tempo è partita da Adobe che ha speso parole “taglienti” nei confronti della società di Steve Jobs.
In lizza sono scesi anche i fondatori di Adobe – Chuck Geschke e John Warnock – che, con una “lettera aperta” firmata da entrambi hanno voluto dire la loro sulla vicenda che ormai da settimane sta imperversando sulle testate “tecniche” di tutto il mondo.

Secondo Geschke e Warnock, Apple “minerebbe alle base il prossimo capitolo della storia del web“. Sui principali quotidiani statunitensi è partita addirittura una campagna pubblicitaria commissionata da Adobe nella quale campeggia lo slogan “we love Apple” (con il termine “love” sostituito dal classico “cuoricino“; nella foto a lato). “Ciò che non amiamo è chiunque tenti di limitare la vostra libertà nello scegliere cosa creare, come lo realizzate e che cosa volete vivere sul web“, viene aggiunto. La campagna è ovviamente provocatoria e mira a rappresentare quella di Apple come una visione “monopolista”. Pietra dello scandalo, lo ricordiamo, fu la decisione della “società della mela” di escludere l’utilizzo di Flash (insieme con altre piattaforme) sui dispositivi mobili quali iPhone ed iPad.

Da parte sua, Steve Jobs aveva duramente accusato Adobe: “dovrebbero concentrarsi di più nel creare validi strumenti in grado di supportare HTML5 piuttosto che criticare Apple per essersi posta il passato alle spalle“. Jobs aveva poi osserato come, secondo lui, è proprio il software di Adobe ad essere “proprietario”: “è interamente controllato da Adobe e distribuito solo da loro“. Le altre critiche del CEO di Apple si erano poi focalizzate sugli aspetti prestazionali e legati al consumo energetico della tecnologia Flash, definiti critici per l’utilizzo sui dispositivi mobili.

Adobe ha comunque cessato di investire sullo sviluppo della tecnologia Flash per i dispositivi di Apple guardando piuttosto, con grande interesse, ai “device” concorrenti. La società ha instaurato una collaborazione con Google per arrivare ad una versione “ad hoc” di Flash pienamente compatibile con il sistema operativo Android (la versione 2.2 dovrebbe debuttare già nel corso della prossima settimana).

via | ilsoftware.it

apr
30

Dalla prima lettera di Steve Jobs ad Adobe

Author Dubito    Category Attualità     Tags , ,
Flash non è aperto. Adobe è lenta nello sviluppo. Le piattaforme di terze parti abbassano il livello qualitativo delle applicazioni. Flash non è sicuro. Flash consuma troppe risorse. Il Web non ha bisogno di Flash. Apple non ha bisogno di Adobe.

Steve Jobs ha firmato una lettera con cui attacca frontalmente Adobe su tutti i fronti. Una lettera che vuol dimostrare quanto Adobe sia nel torto, di quanto Apple non abbia bisogno di Flash e quanto sia stata meditata la decisione di abbandonare quello che è uno standard “de facto” (ma proprietario) del Web. Una lettera schietta e dura, con la quale Jobs respinge ogni controaccusa proveniente dall’azienda con cui per tempo Apple ha mantenuto ottimi e proficui rapporti. Una lettera che sancisce ufficialmente la rottura.

La riportiamo integralmente, per facilitazione tradotta in italiano – con il supporto di Google Translate e successiva revisione. Una lettera lunga ed analitica, dettagliata e precisa, che sembra però più rivolta agli utenti che non ad Adobe. Non a caso è una lettera aperta, una comunicazione con cui Jobs spiega al mondo le proprie ragioni apportando un lungo numero di argomenti a proprio favore. Per mettere Adobe con le spalle al muro, per difendere Apple da facili critiche e per sgombrare il campo dai dubbi sul merito della scelta operata.

Pensieri su Adobe

«Apple ha una lunga relazione con Adobe. In effetti, abbiamo incontrato i fondatori di Adobe quando erano nel loro proverbiale garage. Apple è stato il loro primo grande cliente, adottando il loro linguaggio PostScript per la nostra nuova stampante Laserwriter. Apple ha investito in Adobe, di cui ne ha detenuta una proprietà di circa il 20% per molti anni. Le due aziende hanno collaborato strettamente come pioniere del desktop publishing e ci sono stati molti bei momenti. Dopo quell’epoca d’oro, le società si sono allontanate. Apple ha attraversato la sua esperienza vicino alla morte, e Adobe si è stabilita nel mercato aziendale con i loro prodotti Acrobat. Oggi le due società lavorano ancora insieme per servire i loro clienti comuni – gli utenti Mac acquistano circa la metà dei prodotti della Creative Suite di Adobe – ma al di là di questo ci sono pochi interessi comuni.

Ho voluto annotare alcuni dei nostri pensieri sul prodotto Adobe Flash, in modo che i clienti e i critici possono comprendere meglio il perché non permettiamo Flash su iPhone, iPod e iPads. Adobe ha descritto la nostra decisione come principalmente basata sul business – dicono che vogliamo proteggere il nostro App Store – ma in realtà si fonda su questioni tecnologiche. Adobe afferma che noi siamo un sistema chiuso, e che Flash è aperto, ma in realtà è vero il contrario. Mi spiego.

In primo luogo, c’è “Open”.

Adobe Flash prodotti sono al 100% di proprietà. Sono disponibili solo da Adobe, e Adobe ha l’autorità esclusiva per il loro sviluppo futuro, prezzi, eccetera. Sebbene Adobe Flash sia ampiamente disponibile, questo non significa che sia aperto, dato che è controllato interamente da Adobe e disponibile solo da Adobe. In quasi ogni definizione, Flash è un sistema chiuso.

Anche Apple ha molti prodotti proprietari. Sebbene il sistema operativo per iPhone, iPod e iPad sia proprietario, crediamo fortemente che tutti gli standard relativi al web dovrebbero essere aperti. Piuttosto che usare Flash, Apple ha adottato HTML5, CSS e JavaScript – tutti standard aperti. Tutti i dispositivi mobili Apple implementano questi standard aperti con alte prestazioni e bassa potenza. HTML5, il nuovo web standard adottato da Apple, Google e molti altri, permette agli sviluppatori web di creare grafica avanzata, tipografia, animazioni e transizioni senza dipendere da browser plug-in di terze parti (come Flash). HTML5 è completamente aperto e controllato da un comitato di standardizzazione, di cui Apple è membro.

Apple crea anche standard aperti per il web. Per esempio, Apple ha iniziato con un piccolo progetto open source e ha creato WebKit, un completo motore di rendering HTML5 open source che è il cuore del browser web Safari usato in tutti i nostri prodotti. WebKit è stato ampiamente adottato. Google lo usa per il browser di Android, Palm lo usa, Nokia lo usa, e RIM (Blackberry) ha annunciato che lo utilizzerà. Quasi tutti i browser web degli smartphone che non siano Microsoft usano WebKit. Creando la propria tecnologia open WebKit, Apple ha fissato lo standard per i browser web mobile.

In secondo luogo, c’è il “full web”.

Adobe ha ripetutamente detto che i dispositivi mobile di Apple non possono accedere ad un “Web completo” perché il 75% dei video sul web è in Flash. Quello che non dicono è che quasi tutti questi video sono disponibili anche in un formato più moderno, H.264, e visualizzabili su iPhone, iPod e iPads. YouTube, con circa il 40% dei video del web, brilla in una app in bundle su tutti i dispositivi mobili di Apple, con l’offerta iPad che forse è la migliore per la scoperta e l’esperienza di visualizzazione YouTube di sempre. Aggiungete a tutto ciò i video da Vimeo, Netflix, Facebook, ABC, CBS, CNN, MSNBC, Fox News, ESPN, NPR, Time, The New York Times, The Wall Street Journal, Sports Illustrated, People, National Geographic e molti, molti altri. Agli utenti iPhone, iPod e iPad non mancano molti video.

Un’altra affermazione di Adobe è che sui dispositivi Apple non si possa giocare con giochi Flash. Questo è vero. Fortunatamente, ci sono oltre 50.000 giochi e titoli di intrattenimento su App Store, e molti di questi sono gratuiti. Ci sono più giochi e titoli di intrattenimento disponibili per iPhone, iPod e iPad che per qualsiasi altra piattaforma al mondo.

Terzo, ci sono l’affidabilità, la sicurezza e prestazioni.

Symantec ha recentemente sottolineato che Flash abbia uno dei record peggiori di sicurezza nel 2009. Sappiamo anche di prima mano che Flash è il numero uno dei motivi per i crash su Mac. Stiamo lavorando con Adobe per risolvere questi problemi, ma hanno protratto la cosa per diversi anni. Noi non vogliamo ridurre l’affidabilità e la sicurezza dei nostri iPhone, iPod e iPads con l’aggiunta di Flash.

<è>Inoltre, Flash non ha funzionato bene su dispositivi mobili. Abbiamo chiesto ripetutamente per alcuni anni a Adobe che Flash mostrasse un buon rendimento sui dispositivo mobile, qualsiasi dispositivo mobile. Non lo abbiamo mai visto. Adobe ha pubblicamente detto che avrebbe portato Flash sugli smartphone nei primi mesi del 2009, poi la seconda metà del 2009, poi il primo semestre del 2010, e ora dicono che sarà per la seconda metà del 2010. Riteniamo che alla fine arriverà, ma siamo contenti di non trattenere il respiro. Chissà come funzionerà?Quarto, c’è la durata della batteria.

Per ottenere una lunga durata della batteria quando si riproducono video, i dispositivi mobili deve decodificare il video in hardware, perchè la decodifica in software utilizza troppa potenza. Molti dei chip di memoria utilizzati nei moderni dispositivi mobili contengono un decodificatore chiamato H.264 – uno standard che viene utilizzato in ogni lettore DVD Blu-ray e che è stato adottato da Apple, Google (YouTube), Vimeo, Netflix e molte altre aziende.

Anche se a Flash è stato recentemente aggiunto il supporto per H.264, il video su quasi tutti i siti web Flash richiede attualmente un decoder di vecchia generazione che non è implementato nei chip mobile e deve essere eseguito in software. La differenza è impressionante: su un iPhone, per esempio, i video H.264 possono essere riprodotti per un massimo di 10 ore, mentre i video decodificati via software per meno di 5 ore prima che la batteria sia completamente scarica.

[...]Quinto, c’è il Touch.

Flash è stato progettato per i PC con i mouse, non per touch screen con le dita. Per esempio, molti siti web Flash contano su “rollover”, pop-up menu o altri elementi che compaiono la freccia del mouse si libra su un punto specifico. La rivoluzionaria interfaccia Apple multi-touch non utilizza un mouse, e non esiste il concetto di “rollover”. La maggior parte dei siti Flash dovrà essere riscritto per supportare dispositivi touch-based. Se gli sviluppatori devono riscrivere i loro siti web in Flash, perché non usare tecnologie moderne come HTML5, CSS e JavaScript?

Anche se iPhone, iPod e iPads avessero Flash, non si risolverebbe il problema che la maggior parte dei siti Flash ha bisogno di essere riscritto per supportare dispositivi touch-based.

Sesto, il motivo più importante.

Oltre al fatto che Flash è chiuso e proprietario, ha importanti inconvenienti tecnici, e non supporta i dispositivi basati sul touch, c’è una ragione ancora più importante per cui non è consentito Flash su iPhone, iPod e iPads. Abbiamo discusso gli aspetti negativi di utilizzare Flash per riprodurre video e contenuti interattivi di siti web, ma Adobe vuole anche che gli sviluppatori adottino Flash per creare applicazioni che girano sui nostri dispositivi mobili.

Sappiamo per dolorosa esperienza che, lasciando che uno strato di software di terze parti si posizioni tra la piattaforma e lo sviluppatore, si comporta lo sviluppo di applicazioni al di sotto degli standard e si impedisce il progresso della piattaforma. Se gli sviluppatori crescono dipendenti da librerie di terze parti e dagli strumenti di sviluppo, possono solo trarre vantaggio dai miglioramenti della piattaforma, se e quando il terzo attore sceglie di adottare nuove funzionalità. Non possiamo essere in balia che terzi decidano se e quando apporteranno miglioramenti a disposizione dei nostri sviluppatori.

Ed è cosa ancor peggiore se la terza parte fornisce strumenti cross-platform. Il terzo non può adottare miglioramenti per una piattaforma a meno che siano disponibili su tutte le loro piattaforme supportate. Di qui gli sviluppatori hanno accesso solo al minimo denominatore comune di funzionalità. Ancora una volta, non possiamo accettare una situazione in cui gli sviluppatori sono bloccati nell’utilizzo delle nostre innovazioni e miglioramenti in quanto non disponibili sulle piattaforme dei nostri concorrenti.

Flash è un tool di sviluppo cross-platform. Non è obiettivo di Adobe aiutare gli sviluppatori a scrivere le migliori applicazioni per iPhone, iPod e iPad. Il loro obiettivo è quello di aiutare gli sviluppatori a scrivere applicazioni cross-platform. E Adobe è stata dolorosamente lenta nell’adottare i miglioramenti alle piattaforme di Apple. Ad esempio, anche se Mac OS X in distribuzione da quasi 10 anni, Adobe lo ha adottato in pieno (Cocoa) due settimane fa quando hanno spedito CS5. Adobe è stato l’ultimo grande sviluppatore di terze parti ad adottare integralmente Mac OS X.

La nostra motivazione è semplice – vogliamo fornire la piattaforma più avanzata e innovativa per i nostri sviluppatori, e vogliamo che stiano direttamente sulle spalle di questa piattaforma per creare le migliori applicazioni che il mondo abbia mai visto. Vogliamo migliorare continuamente la piattaforma in modo che gli sviluppatori possano creare applicazioni ancor più sorprendenti, potenti, divertenti e utili. Vincono tutti – vendiamo più dispositivi, perché abbiamo le migliori applicazioni, gli sviluppatori perchè raggiungono un pubblico sempre più ampio, e gli utenti sono felici per la migliore e più vasta scelta di applicazioni esistente su qualsiasi piattaforma.

Conclusioni.

Flash è stato creato durante l’era del PC – per PC e mouse. Flash è un business di successo per Adobe, e possiamo capire perché si vuole spingere oltre il PC. Ma l’era mobile è su dispositivi di potenza bassa, su interfacce touch e per standard web aperti – tutte zone in cui Flash non funziona.

La valanga di mezzi di comunicazione che offrono i loro contenuti per dispositivi mobili di Apple dimostra che Flash non è più necessaria per guardare video o visionare qualsiasi tipo di contenuto web. E 200.000 applicazioni su App Store di Apple dimostrano che Flash non è necessario per decine di migliaia di sviluppatori per creare applicazioni graficamente ricche, compresi i giochi.

Nuovi standard aperti creati in epoca mobile, come HTML5, vinceranno sui dispositivi mobili (e anche PC). Forse Adobe dovrebbe concentrarsi maggiormente sulla creazione di grandi strumenti HTML5 per il futuro, e criticare meno Apple per il suo lasciarsi alle spalle il passato».

via | http://www.webnews.it/


apr
29

Apple compra Siri, l’assistente vocale per iPhone

Author Non Dubito    Category Nuove Tecnologie     Tags ,

Intrinsity per migliorare le soluzioni hardware legate al processore A4 e Siri per facilitare la ricerca vocale su iPhone: due acquisizioni che Apple mette a segno per accelerare lo sviluppo delle soluzioni alla base del prossimo iPhone

Due piccole operazioni in entrata per Apple: una per l’hardware e una per il software, una probabilmente per l’iPad e l’altra probabilmente per l’intero corpus mobile. La prima per portare in casa Intrinsity, l’altra per accludere nel software le qualità dell’assistente Siri.

In entrambi i casi il valore finanziario dell’operazione non è dato a sapersi. Con Intrinsity sembra trattarsi però soprattutto di una azione volta avelocizzare lo sviluppo delle soluzioni hardware a supporto della produzione mobile di Cupertino. Intrinsity, infatti, andrà probabilmente a fare da complemento a quanto già sviluppato con il processore A4, oggi alla base dell’iPad. Proprio l’A4 potrebbe infatti già essere stato sviluppato grazie alla collaborazione del gruppo ora acquisito e per il futuro è possibile che simile o medesima soluzione possa approdare anche sull’iPhone.

Particolarmente interessante è l’acquisizione, inoltre, di Siri. Il gruppo ha infatti sviluppato una sorta di assistente personale per iPhone in grado di aiutare l’utente nella ricerca delle informazioni desiderate grazie a semplice indicazione vocale, alla traduzione ed alla conseguente restituzione della miglior soluzione disponibile:

Facendo propria la soluzione Siri (tuttora disponibile gratuitamente su App Store), Apple sarà presto in grado di integrarla nella prossima versione dell’iPhone e, così facendo, renderà presumibilmente inutile l’utilizzo di Google Voice Search. L’assistente vocale potrebbe inoltre permettere una maggior scommessa Apple sulle applicazioni mappali, nonché diventare una funzione di grande importanza per le soluzioni di advertising che il gruppo sta pensando per il mobile. Ricerca vocale, mappe e advertising: comunque la si giri, la sfida è sempre contro Google.

Via | WebNews

apr
26

iRetrophone

Author Non Dubito    Category Interior Design     Tags , , ,

iRetrophone. Dock per iPhone ricavato da un vecchio telefono, su Etsy. Il prezzo è a dir poco proibitivo – 195$.

[via - iPhoneSavior]

apr
24

Android va sull’iPhone

Author Non Dubito    Category Nuove Tecnologie     Tags , , , , ,

Con buona probabilità Steve Jobs farà presto scoccare nuovi fulmini e saette. Il gruppo di hacker “iPhone Dev Team”, già conosciuto per le attività di sblocco (“jailbreaking“) sull’Apple iPhone ne ha fatta un’altra delle sue: sarebbe riuscito ad installare ed eseguire senza particolari problemi, sul “melafonino”, il sistema operativo Google Android.

L’operazione sarebbe stata condotta dalla stessa persona che, nel 2008, ha portato il kernel 2.6 di Linux sull’iPhone. Nel video da poco caricato su YouTube (ved. questa pagina), vengono mostrati i risultati della procedura che ha permesso di attivare, sul telefono di Apple, un meccanismo di dual booting. Il ricercatore è riuscito insomma a caricare un bootloader che consente di selezionare, di volta in volta, se si vuole lanciare Android oppure l’iPhone OS.

Secondo l’”iPhone Dev Team” il “porting” di Google Android sugli iPhone sarebbe ancora in una fase embrionale sebbene tutte le principali funzionalità appaiano operare correttamente. Il test, inoltre, è stato per il momento condotto con successo solamente su un iPhone di prima generazione ma, sempre secondo le informazioni diffuse, non dovrebbe essere complicato riprodurre la medesima procedura anche sul modello “3G”. Per quanto riguarda il più recente “3GS”, l’operazione potrebbe rivelarsi più complessa.

A proposito delle attuali tecniche di “jailbreaking” Apple ha sempre ricordato che esse “fanno uso di modifiche non autorizzate del bootloader e del sistema operativo: tali pratiche comportano una violazione del copyright“. EFF (Electronic Frontier Foundation) ha invece criticato la posizione portando, come spesso accade in questi casi, un esempio automobilistico: “non accetteremmo mai che una società produttrice di veicoli ci obblighi ad effettuare interventi di manutenzione solo ed esclusivamente attraverso la rete dei suoi partner“, aveva dichiarato a suo tempo Fred von Lohmann, parte dello staff di EFF.

Una nuova “gatta da pelare” per Apple attualmente impegnata su diversi fronti: dalle battaglie legali in tema di brevetti contro Nokia e Kodak, al contrasto delle iniziative dei concorrenti (Google in testa), sino alle modifiche dell’accordo di licenza per lo sviluppo di applicazioni che hanno di fatto escluso Adobe Flash dai dispositivi mobili dell’azienda.

Via | ilSoftware

apr
24

Apple vs Microsoft

Author Non Dubito    Category Attualità     Tags ,

Nell’ultima trimestrale di cassa Apple ha messo a segno un buon risultato tornando a proiettare verso l’alto il valore delle proprie azioni. Nell’odierna comunicazioneMicrosoft, invece, i risultati sono stati buoni pur se leggermente al di sotto delle attese, ipotizzando per oggi un’apertura al ribasso. Questo andamento opposto rischia di determinare un sorpasso simbolico nel valore complessivo delle due aziende. Purché si accettino alcuni bislacchi calcoli che stanno facendo discutere in queste ore.

MSFT e AAPL dal 2009 ad oggi (by Google Finance)

MSFT e AAPL dal 2009 ad oggi (by Google Finance)

A conti fatti, quindi, Apple si presenta oggi a Wall Street come il terzo gruppo di maggior capitalizzazione a quota 241,5 miliardi. Microsoft, per contro, si posiziona in seconda piazza a quota 275 miliardi. Apple, per ambire al sorpasso, dovrebbe riuscire a portare le proprie azioni oltre i 300 dollari. Se le due aziende dovessero ipoteticamente confermare il trend tenuto da inizio 2009 ad oggi, il sorpasso potrebbe avvenire entro un paio di anni. Un paio d’anni: più o meno un’era geologica sulla scala temporale dell’odierno mondo dell’innovazione tecnologica, un “medio periodo” per la scala temporale degli investitori di borsa, un futuro più o meno prossimo nella scala temporale degli investimenti di un qualsiasi consumatore.

Via | WebNews

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