Commissario alle bonifiche De Biase: “Cavoli di Caivano avvelenati? No, solo troppo maturi” Patriciello: “Parole di gravità inaudita”

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Così in un passaggio dell’intervista concessa al Mattino il Commissario alle bonifiche Mario De Biase: “Abbiamo effettuato una serie di rilievi nei 2mila ettari che circondano la Resit di Giugliano e le falde acquifere appaiono contaminate da sostanze cancerogene volatili. Ma i prodotti ortofrutticoli...
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Così in un passaggio dell’intervista concessa al Mattino il Commissario alle bonifiche Mario De Biase:

“Abbiamo effettuato una serie di rilievi nei 2mila ettari che circondano la Resit di Giugliano e le falde acquifere appaiono contaminate da sostanze cancerogene volatili. Ma i prodotti ortofrutticoli sono assolutamente sani e genuini. Stanno ammazzando l’economia del nostro territorio. Non escludo manovre speculative. Si è parlato tanto dei cavoli di Caivano, hanno detto persino che quel colore giallo era dovuto ai rifiuti tossici. Sapete qual è la verità? Erano solo troppo maturi”

Secca la replica di Padre Maurizio Patriciello in una lettera inviata al Prefetto di Napoli Francesco Musolino:

“Le parole del commissario De Biase sono di una gravità inaudita quei cavolfiori, che il Commissario non ha mai visto, sono stati osservati, raccolti e analizzati prima dai volontari a loro spese, poi dalla Polizia Forestale. I dati allarmanti non sono, quindi, frutto della fantasia di nessuno”

Ecco il contenuto integrale della lettera:

“LETTERA APERTA AL SIGNOR PREFETTO DI NAPOLI, FRANCESCO MUSOLINO
Signor Prefetto, leggo con immenso disagio l’intervista al Mattino del commissario per le bonifiche, Mario De Biase. Ci vorrebbe molta fede e altrettanta ingenuità per credere che i prodotti agricoli nati a pochi passi dalla discarica Resit di Giugliano e innaffiati con acque che, a dire dello stesso De Biase, risultano “ contaminate da sostanze cancerogene volatili” siano poi di ottima qualità. Le sostanze cancerogene, infatti, a suo dire, “evaporano” lasciando integro e genuino il prodotto. Magari fosse vera questa notizia! La accoglierei immediatamente e con la più grande gioia. Penso, invece, che solo agronomi di fama indiscussa e trasparenza collaudata, debbano quanto prima pronunciarsi a riguardo. Unicuique suum. A ciascuno il suo. È quanto chiediamo da sempre. Nessuno si vuole sostituire a nessuno. Se tantissimi volontari – che Lei, signor Prefetto, ben conosce – si sono fatti avanti, rimettendoci tempo, denaro, salute, e, sovente, rischiando la vita, è solo perché il nostro territorio, come è emerso anche da tanti incontri in prefettura, era ed è incontrollato, stuprato e in balia di chiunque. La triste storia dei roghi tossici e la presenza in Campania del dottor Donato Cafagna lo stanno a dimostrare. Resto basito, leggendo il pezzo a cura di Gerardo Ausiello, quando De Biase, a proposito dei famosi cavolfiori gialli rinvenuti nel mese di novembre nelle campagne di Caivano, afferma con una superficialità che spaventa: “ Sapete quale è la verità? Erano solo troppo maturi. Stanno ammazzando l’economia del nostro territorio. Non escludo manovre speculative”. Ritengo, signor Prefetto, che queste parole, siano di una gravità inaudita. Innanzitutto perché non rispondono alla verità. Quei cavolfiori, che il Commissario non ha mai visto, sono stati osservati, raccolti, esaminati e fatti analizzare prima dai volontari a loro spese e poi dalla Polizia Forestale. I dati allarmanti dalle analisi effettuate non sono, quindi, frutto della fantasia di nessuno. Il Commissario rischia il ridicolo: come possono dei cavolfiori seminati nello stesso tempo maturare e marcire prima degli altri, al punto da diventare di colore giallo paglierino? Quei cavolfiori erano un vero e proprio aborto della natura. Incredibile. Quelle foto hanno fatto il giro del mondo, suscitando in tutti timore e sdegno. Ma il problema vero non è questo. Troppo facile da confutare è la storia dei cavolfiori di Caivano. Ben più grave è l’affermazione del Commissario: “ Non escludo manovre speculative”. Queste parole suonano come una vera e propria calunnia nei confronti di chi sta rendendo alla sua terra e alla sua gente un servizio fondamentale e assolutamente gratuito. Queste parole, pur senza volerlo, mettono a repentaglio la vita dei volontari. Signor Prefetto, Il Commissario De Biase non è un uomo qualunque che potrebbe anche permettersi di dire sciocchezze. Lui le parole le deve pesare e pesare bene. A fare da sentinelle nelle nostre campagne ci siamo stati e ancora ci siamo solo noi. E il signor commissario De Biase insinua che dietro ci sarebbero “ manovre speculative”? Dietro a chi? Chi, fino a oggi, ha lucrato su questo scempio che la storia e i nostri figli non potranno mai perdonarci? Chi si è arricchito sulla salute della povera gente? Chi aveva il dovere di impedire a questa sciagura di farci tanto male? Qui si muore più che altrove: questo è un fatto. Che cosa è mai successo? È impazzito all’improvviso il genoma dei campani? E perché proprio in questa striscia di terra a cavallo delle province di Napoli e Caserta? Insomma, ci vogliano dati scientifici? Ben vengano. Noi non chiediamo altro. Ma quando? Quanti altri figli dobbiamo ancora accompagnare al cimitero? Quante lacrime dovranno essere versate? Noi non vogliamo offendere nessuno. A nessuno è concesso di farlo. Sarebbe inutile, dannoso, doloroso. Noi vogliamo solo che si metta la parola “ fine” a tanta sofferenza. E non permetteremo a nessuno di rallentare il cammino intrapreso con tanta fatica e caparbietà. Ripensando a questa triste storia mi ritorna in mente il pianto di Gesù sulla sua città: “ Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te…”. La saluto, signor Prefetto, e le auguro ogni bene. 
Caivano 8 settembre 2013 Padre Maurizio PATRICIELLO”

Fonte: www.Campaniasuweb.it

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