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CONOSCI, AMA, DIFENDI E… MANGIA… CAMPANIA!

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(ARTICOLO DI ANTONIO MARFELLA) In epoca non sospetta e molto prima che apparissero le analisi dell’Istituto Superiore di Sanita’ sulla frutta, sull’esito delle quali un tecnico come me non ha mai dubitato, (tanto che da subito ho accettato l’invito di Parallelo 41 alla cena e a mangiare i...
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(ARTICOLO DI ANTONIO MARFELLA) In epoca non sospetta e molto prima che apparissero le analisi dell’Istituto Superiore di Sanita’ sulla frutta, sull’esito delle quali un tecnico come me non ha mai dubitato, (tanto che da subito ho accettato l’invito di Parallelo 41 alla cena e a mangiare i prodotti agroalimentari campani), va immediatamente ribadito, da tecnico quanto segue: 1) sono oltre trenta anni che sappiamo luoghi, ed entita’ di sversamenti tossici pari a non meno di venti milioni di tonnellate in ceirca venti anni ; 2) venti milioni di tonnellate ho difficolta a pensare siano sversate tutte in soli 2 o rte ettari di terreno, ma in uno spazio fisico comunque lo sono stati e sono caratterizzati; 3) i dati ISS e relazione Balestri ad esempio confermano che esistono da 2 a circa 200 ettari pesantemente inquinati con falde inquinate; 4) da oltre trenta anni ne i due ettari certi, ne i 200 in cui risulta il terreno inquinato pesantemente e la frutta no risultano riconvertiti e messi a frutto a no food a garanzia non solo della salute pubblica ma soprattutto del prodotto agroalimentare; 5) in altre regioni di Italia, esempio Lombardia, dove è accaduto gran lunga d meno, esempio Brescia Cafffaro, in soli tre mesi hanno caratterizzato e messo a parco pubblico gli ettari risultati contaminati, in Campania dopo trenta anni stiamo ancora caratterizzando e ne uno ne cento ettari sono ancora messi a parco a pubblico o a no food; 6) solo per la presa di coscienza di tre milioni di persone e le continue scoperte della Forestale nell’ultimo anno ha scoperto il problema; 6) come ho detto da subito, il vero problema è la scientificità degli sversamenti realizzati , con tombamenti a biscotto e/o in profondita’ realizzati e messi in opera proprio per permettere al prodotto in superficie di essere “pulito”. In conclusione, le analisi sulla frutta dell’ISS non mi meraviglaino ne’ mi turbano. MI turbano molto e mi preoccupano molto quelle dell’ISS sui terreni e sulle falde che attestano una situazione , alla RESIT; di estrema gravita’. In conclusione quindi, la domanda corretta da fare era e resta una sola : IN UNA SITUAZIONE COME QUELLA A NOI NOTA DA TRENTA ANNI, E’ POSSIBILE PERMETTERE DI COLTIVARE NEI CASI ACCERTATI PRODOTTI AGROALIMENTARI SU TERRENO DI COPERTURA DI DISCARICHE DI RIFIUTI INDUSTRIALI TOSSICI NON A NORMA? PERCHE’ DOPO TRENTA ANNI I DUE O TRE ETTARI CONTAMINATI NON SONO ANCORA MESSI A NO FOOD? E’ POSSIBILE CHE VENTI MILIONI DI TONNELLATE DI RIFIUTI TOSSICI SIANO TOMBATI IN SOLI DUE ETTARI? E COSA DOBBIAMO FARE SE NELLO STESSO TERRENO COMPAIONO VALORI ECCEZIONALMENTE GRAVI DI INQUINAMENTO DEL TERRENO E DELLA FALDA IN QUANTO TERRENO DI COPERTURA DI DISCARICA TOSSICA DI RIFIUTI TOSSICI NON A NORMA MENTRE I FRUTTI AL DI SOPRA RISULTANO “PULITI”? NON CERTO IO, TECNICO, MA UN GIUDICE , ANZI, UN COLLEGIO DI GIURISTI DEVE RISPONDERE A QUESTA DOMANDA CHE HO FATTO DA SUBITO. NEL FRATTEMPO, DA ALMENO TRENTA ANNI QUEI DUE O TRE ETTARI, COME A BRESCAI IN TRE MESI, DOVEVANO GIA ‘ ESSERE MESSI A NO FOOD. CHI NON CONOSCE, NON AMA; CHI NON AMA NON DIFENDE; CONOSCI, AMA, DIFENDI…..E MANGIA…..CAMPANIA!!!

ANTONIO MARFELLA 30 OTTOBRE 2013

LA DOMANDA GIUSTA DA FARE!1 agosto 2013 alle ore 11.42 PubblicaAmiciAmici tranne conoscentiSolo ioPersonalizzataAmici più strettiamici non ambientalistiVedi tutte le liste…Liceo Classico Genovesi-A.O.R.N. A. CardarelliArea di NapoliIstituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori Fondazione G. PascaleFamiliariConoscentiTorna indietro

-To whom it may concern,

– Alle Autorità di Governo locale,

-Agli Organi istituzionali di controllo e alle Forze dell’Ordine,

-Ai Cittadini interessati,

-Agli Organi di Stampa e di Comunicazione

 

OGGETTO: LA DOMANDA CORRETTA CUI IL GOVERNO LOCALE DEVE DARE RISPOSTA NEL CASO DEI “TOMBAMENTI “ DI RIFIUTI TOSSICI

Il d.lg. n. 36/03 disciplina diverse tipologie di discariche, a seconda della qualità merceologica dei rifiuti che vengono conferiti, e le classifica nelle seguenti categorie:

*      discariche per rifiuti inerti,

*      discariche per rifiuti pericolosi,

*      discariche per rifiuti non pericolosi.

In ogni discarica, quindi, può essere ammessa solamente quella specifica tipologia dirifiuto per il ricevimento del quale rimpianto è stato autorizzato. Si precisa peraltro che ai sensi del D.M. 27.09.10 nelle discariche per rifiuti non pericolosi possono essere ammessi anche i rifiuti inerti e in quelle per rifiuti pericolosi possono essere ammessi rifiuti non pericolosi e ciò in fatto dell’elevato grado di tutela ambientale offerto dalle une rispetto alle altre.

Prima dell’entrata in vigore del d. Ig. n. 36/03, la Giurisprudenza aveva chiaramente individuato come discarica abusiva ogni deposito incontrollato che avesse una certa dimensione e che facesse evincere una continuità nelle abusive operazioni di abbandono: «elementi sintomatici della discarica abusiva sono la ripetitività degli scarichi, la quantitàdei rifiuti versati e depositati e altri segni esteriori che dimostrino il deturpamento o la decomposizione di una fascia di terreno.

Nessun rilievo ha invece per escludere la presenza di una discarica abusiva, la natura privata della area dove i rifiuti vengono depositati, né l’esistenza di una recinzione» (Cass. Pen., sez. III, n. 12578 del 28.12.1995).

Ancora, sulla nozione di discarica abusiva la Giurisprudenza ha affermato:

«Secondo la legislazione vigente (art. 256 d.lgs. n. 152/2006; cfr. anche l’abrogato art. 51, e. 3 d.lgs. n. 22/97, entrambi da leggere in correlazione con il d.lgs. n. 36/2003) come univocamente interpretata dalla Suprema Corte (cfr. Sezioni Unite n. 12753 del 28 dicembre 1994; Sez. III n. 3968 del 12 aprile 1995; Sez. III, 8 novembre 1996, n. 9579; n. 6796 del 20 febbraio 2002), si ha discarica abusiva tutte le volte in cui per effetto di una condotta ripetuta, i rifiuti vengono scaricati in una determinata area trasformata di fatto in deposito o ricettacolo di rifiuti con tendenziale carattere di definitività» (Tribunale di Cosenza, sez. II penale – 2 ottobre 2008, sentenza n.1061).

 

Pertanto, nel caso delle ripetute e costanti scoperte di gravissime ed estese situazioni di sversamenti di rifiuti tossici “tombati” in campi agricoli da parte delle Forze dell’Ordine ed in particolare del Corpo Forestale dello Stato, quale è la domanda corretta da porre a tutela della salute pubblica?

 

La domanda corretta è infatti l’elemento cruciale per assicurarsi la validità delle conseguenti decisioni da assumere.

 

Bisogna accuratamente analizzare i concetti che hanno originato la domanda e quindi formulare le domande che una volta combinate ed analizzate daranno la misura e la giusta risposta per quel concetto. Il modo in cui sono formulate le doman­de e il loro ordine influenzano la validità dei dati ottenuti e di conseguenza le decisioni da assumere.

 

L’importanza di porre la domanda in modo corretto può essere illustrata da un esempio ben conosciuto, specie per un professionista educato dai Gesuiti come lo scrivente e in una situazione gravissima di salute pubblica nelle campagne di Caivano e Acerra in cui viene additato come “allarmista” anche un prete , Padre Maurizio Patriciello, il quale, a parere dello scrivente, ha semplicemente il grandissimo merito umano, civile, religioso e storico di avere posto “la” domanda in modo corretto.

 

Due preti, un Domenicano ed un Gesuita discutevano se fosse peccato o meno fumare e pregare allo stesso tempo. Non essendo giunti ad una conclusione decidono di consultare i rispettivi superiori. Dopo una settimana si incontrano e si confrontano sulla risposta ricevuta. Il Gesuita dice che il suo superiore ha detto che va bene fumare e pregare, mentre il Domenicano si meraviglia perché il suo superiore ha detto il contrario. Il Gesuita gli chiede: “ma tu cosa gli hai chiesto?”; l’altro risponde: “gli ho chiesto se fosse giusto fumare mentre prego”. E il Gesuita risponde: “io gli ho chiesto se è cosa buona pregare mentre fumo”.

 

È’ eviden­te da questo esempio che si possono ottenere risposte completamente oppo­ste semplicemente invertendo i termini della domanda e che è possibile manipolare a proprio piacimento la risposta giungendo alle conclusioni volute.

A seguito di azioni di denuncia e di indagine da parte di cittadini e di Forze dell’Ordine in questo ultimo anno 2013, ma facendo seguito ad una costante azione di indagine a partire da almeno il 1999, nelle campagne in ampie zone di molti comuni della Provincia di Napoli Nord e Caserta ( Acerra, Giugliano e ultimamente Caivano) è stata dimostrata la presenza, “”tombati” in modo scientifico e certamente doloso, con tecnica cosiddetta “ a biscotto”, cioe’ grazie ad un laborioso e complesso (quindi doloso) sistema di sbancamento del terreno agricolo, di grandi quantita’ di rifiuti tossici ricoperti con ampie quantita’ di terreno “sano”.

Vaste zone di terreno sinora agricolo della Terra piu’ fertile di Europa, sono state deturpate in modo continuativo e scientificamente criminale, cambiandone di fatto la destinazione d’uso all’insaputa di tutti.

In cosa?

In base ai chiarissimi dettati della Giurisprudenza e della Magistratura surrichiamati, questi terreni meravigliosi, i piu’ fertili di Europa, sono stati trasformati quindi in enormi e del tutto “fuori norma” discariche abusive di rifiuti industriali tossico nocivi.

Dobbiamo prenderne atto, purtroppo, e questo va richiesto alle Forze dell’Ordine ed alla Magistratura:  se , ed in quale estensione, tali terreni siano stati trasformati in “discariche abusive non a norma di rifiuti industriali tossico nocivi”!

 

Appare chiaro, a questo punto del ragionamento, che si mostra del tutto fuori tema e assolutamente inadeguata la convocazione , da parte dei governi locali comunali , di conferenze di Servizio tese a rispondere a domande come la seguente del comune di Caivano:

“CONVOCAZIONE CONFERENZA DI SERVIZI AI SENSI ART 14 E SEGG DELLA LEGGE 241/90 (TRASPARENZA) E SM RELATIVAMENTE ALLA DEFINZIONE DI

PROTOCOLLO DI INTESA PER UN EFFICACE CONTROLLO E MONITORAGGIO DELLE ACQUE DI IRRIGAZIONE DEI TERRENI E DEI PRODOTTI AGRICOLI, SITE NEL COMUNE DI CAIVANO, AL FINE DELLA MASSIMA TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA”

 

Tale richiesta di convocazione, trasmessa anche allo scrivente, e di cui siamo profondamente grati al Sindaco ed alla Giunta comunale di Caivano, non risulta infatti essere la domanda corretta, per cui non potra’ mai avere risposte e produrre decisioni corrette.

 

La domanda corretta da fare e a cui rispondere con azioni di governo “ad horas” , posta da Padre Maurizio e da decine di migliaia ormai di cittadini inermi e massacrati è :

 

“POSTO CHE SONO STATE IDENTIFICATE NUMEROSE ED ESTESE ZONE DI TERRITORIO AGRICOLO COMUNALE OGGETTO DI GRAVISSIMI E DOLOSI SVERSAMENTI DI RIFIUTI TOSSICI, CHE LE HA TRASFORMATE DI FATTO IN DISCARICHE ABUSIVE NON A NORMA DI RIFIUTI INDUSTRIALI TOSSICO NOCIVI , SI CHIEDE CON URGENZA  LA CARATTERIZZAZIONE DELLA ESTENSIONE DELLE AREE INTERESSATE TRASFORMATE IN DISCARICHE ABUSIVE DI RIFIUTI TOSSICI E SI RICHIEDE ALLE AUTORITA’ SANITARIE E TECNICHE COMPETENTI DI CONOSCERE LE MODALITA’ OPERATIVE PIU’ CONSONE PER I CONSEGUENTI, NECESSARI ED URGENTI INTERVENTI  DI  GOVERNO SU TALI DISCARICHE ABUSIVE A TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA”

 

Da tecnico, mi puo’ fare piacere ed indurre non gia’ ad un moderato ottimismo ma a considerare come aggravante per la scientificità del dolo, apprendere che i pomodori coltivati su una discarica abusiva di rifiuti tossici siamo privi di significativi segni di assorbimento di tossici.

 

La tecnica del “biscotto” riscontrata, cioe’ dello sbancamento profondo e della ricopertura ampia con terreno sano dei rifiuti tossici “tombati” ha infatti proprio lo scopo di impedire il riconoscimento della discarica di rifiuti tossici presente e non costituisce certo garanzia di tutela della salute pubblica e tantomeno cambia la destinazione d’uso di tali terreni che tali criminali, da punire severamente, hanno determinato nella terra piu’ fertile di Europa: tali zone sono ormai da considerare a tutti gli effetti “discariche abusive di rifiuti tossico nocivi industriali” non a norma, “ tombati” da anni senza alcuna protezione con la tecnica “a biscotto”.

 

In quale Paese del mondo , civile o incivile, è possibile consentire la coltivazione di qualunque prodotto agroalimentare, su terreno di copertura di una discarica di rifiuti tossici non a norma?

 

Questa è la domanda corretta, questa è la domanda che decine di migliaia di cittadini, ed io ed un prete con loro, facciamo con forza alle autorità competenti che devono decidere “ad horas” cosa fare oggi in una regione di 15500 kmq di estensione, che ha subito l’interramento documentato di non meno di 20 milioni di tonnellate di rifiuti industriali altamente tossici per non meno del 3% del suo territorio regionale (quindi comunque non meno di 300 – 400 ettari di territorio) e che , ad oggi, non vede inibite alle coltivazioni ad uso agroalimentare umano i terreni di copertura di tali discariche tossiche abusive, neanche per un metro quadro al contrario di quanto accade sempre in Italia, per esempio a Brescia!

 

Non cederemo alle minacce, alle intimidazioni e/o alle collusioni tra crimine e politica come fatto da decenni in queste terre per continuare a non ammettere il disastro, il dolo e la scientificita’ di un crimine gravissimo, immenso e che continua ogni giorno grazie appunto alla ignavia delle Istituzioni e dei professionisti.

 

Ora basta!

Ringrazio cordialmente la sola amministrazione di Caivano che, ad oggi sola, ha inteso allargare anche allo scrivente e alle associazioni  la convocazione per le Conferenza dei Servizi, ma sin d’ora, per la necessaria assunzione di Responsabilita’, nel ruolo di tossicologo e oncologo, mi rendo disponibile a sostenere , a titolo gratuito, nelle sedi giudiziarie necessarie , le tesi dei cittadini inermi, sinora massacrati, affinche’ si dia risposta immediata ed esaustiva alla precisa domanda:

 

“ E’ possibile permettere e/o continuare a permettere di coltivare prodotti agroalimentari ad uso umano su terreni di copertura di discariche abusive non a norma di rifiuti industriali tossico nocivi? “

 

In Scienza e Coscienza non posso esimermi dalle Responsabilita’ del mio ruolo.

 

Che ognuno si assuma oggi le proprie Responsabilità e ringrazi ogni giorno, per il tempo che ci rimane, chi ci ha ricordato ed obbligato a farlo, come, tra gli ormai tantissimi altri,  Padre Maurizio Patriciello.

 

Napoli li 1 agosto 2013

 

In fede

Dr Antonio Marfella

Tossicologo oncologo

VicePresidente

ISDE MEDICI PER AMBIENTE

Sezione di Napoli

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