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I buoni propositi (e l’incapacità di realizzarli).

on dic 31, 13 • by • with Commenti disabilitati su I buoni propositi (e l’incapacità di realizzarli).

Mi hanno detto che, di solito, a quest’ora del 31 si fanno i bilanci. Ne sapete qualcosa? Io non ne sapevo niente, perché i bilanci li ho sempre fatti tra agosto e settembre, col potere decisionale spaccato in due tra l’estate che è stata e l’autunno che inevitabilmente sarà. Ma, dato che non...
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Mi hanno detto che, di solito, a quest’ora del 31 si fanno i bilanci. Ne sapete qualcosa? Io non ne sapevo niente, perché i bilanci li ho sempre fatti tra agosto e settembre, col potere decisionale spaccato in due tra l’estate che è stata e l’autunno che inevitabilmente sarà. Ma, dato che non c’è niente al mondo che io ami di più di un usato e abusato “essere mainstream“, mi tocca adeguarmi e… bilanciare un po’ l’anno che sta per salutarci.

2013, a noi due, dunque.
Potrei elencarvi le dodici canzoni più belle, i dodici film migliori, le dodici scene-OMFG dei miei telefilm preferiti o, nostalgicamente, decantare le hit più deliziose dell’anno  precedente. Però non lo farò.

Il 2013 è stato l’anno dei sopravvissuti, quelli che hanno messo il piede sani e salvi in un nuovo giorno, resistendo contro ogni previsione alla fine del mondo più spettacolarizzata di tutti i tempi; è stato l’anno di chi ha perso tanti soldi e guadagnato troppi debiti, l’anno di chi non ha né pane, né amore e nemmeno fantasia, l’anno di chi voleva andare a dormire senza necessariamente doversi svegliare il mattino seguente.

Il 2013 è stato l’anno delle persone sbagliate e dei momenti sbagliati, quello del tempismo imperfetto e delle prese in giro di Cupido; è stato l’anno di tanti che hanno scelto di condividere un caffè o una granita, piuttosto che mettersi a chiacchierare sotto le stelle per fare progetti di fiabe e di vita, l’anno di chi ha smesso di credere nella storia dell’anima gemella e l’anno di quei coraggiosi che invece continuano ad aspettarla con gli occhi sognanti.

Il 2013 è stato l’anno delle decisioni giuste anche se poco ponderate, l’anno dei chili persi e dell’autostima ritrovata, l’anno del corpo e della mente; è stato l’anno in cui cambiare vita ha avuto stranamente senso, perché se nessuno ci ha detto la data di scadenza, tanto vale bere il latte finché è ancora buono.

IL 2013 è stato l’anno dei telefoni intelligenti in mano a persone stupide, l’anno in cui abbiamo ufficialmente perso il contatto con la realtà, l’anno in cui ci siamo accorti che il Natale è una cosa da bambini e che, se c’è davvero qualcosa da festeggiare, quello è il Ferragosto sulla spiaggia; è l’anno delle aspettative andate in frantumi e della consapevolezza che no, tutto quello che ci eravamo ripromessi di fare il 31 dicembre 2012, non abbiamo saputo realizzarlo.

Ma non è colpa nostra, perché noi siamo fatti così: lanciamo belle parole al vento di fine dicembre sperando che questo le raccolga e soffi nella direzione giusta, sperando che ci spinga a fare quello che potremmo benissimamente far da soli. Ma non è colpa nostra, perché noi siamo fatti così: siamo pigri, crediamo nel destino.

Sapete che vi dico? Non ho buoni propositi per l’anno che verrà e, se qualcosa mi verrà in mente, mi alzerò dalla sedia e andrò a prendermelo.

C’era una volta una ragazza che non aveva niente e voleva tutto. Il primo giorno del nuovo anno si svegliò, si mise un rossetto, e andò a cercare tutto quello che voleva fosse suo…

Sembra un inizio carino per una storia, no?

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