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Il 20 Luglio a Caivano nasce UDAY: il primo “job network” concepito per promuovere in rete aziende ed imprese

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Uday è il primo “job-network” del mondo, nato e sviluppato a Caivano (Na) dall’idea e dall’entusiasmo di tre fratelli di origini egiziane,  Mido, Ahmed e Luca,  e finanziato attraverso una sorta di crowdfunding rivisto e corretto alla “nostra” maniera. Il 20 Luglio a Caivano, presso villa Marihelen, ci...
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Uday è il primo “job-network” del mondo, nato e sviluppato a Caivano (Na) dall’idea e dall’entusiasmo di tre fratelli di origini egiziane,  Mido, Ahmed e Luca,  e finanziato attraverso una sorta di crowdfunding rivisto e corretto alla “nostra” maniera.

Il 20 Luglio a Caivano, presso villa Marihelen, ci sarà la presentazione del progetto: sottolineando con piacere che Uday è presente sulla piattaforma ComproASud già dall’Aprile 2013, abbiamo intervistato per voi i tre fondatori e promotori.

La prima domanda che tutti si pongono è:  che cos’è Uday?

Uday è il primo job network del mondo, con le sue applicazioni “mobile”, realizzato a Caivano grazie all’aiuto di 257 finanziatori: per job network intendiamo un “social” specificamente concepito per mettere in contatto domanda e offerta a partire dall’economia locale. E’ un network incentrato sul concetto di comunicabilità immediata, ma soprattutto è il primo al mondo dove ogni utente, con un semplice investimento di 89 centesimi (scaricandolo ad App Store e Google Play), potrà mettere in mostra le sue capacità al mondo intero.

Com’è nata quest’idea e chi sono gli ideatori e promotori?

L’idea è nata da me e dai miei fratelli, siamo in tre, di origine egiziana, ed è nata quasi per caso. Ci siamo sempre chiesti: nel fare impresa perché non possono partire tutti con le stesse possibilità, basandosi sulle proprie capacità e a prescindere dalle posizioni di vantaggio economico?
Il network è concepito per questo:  mettere tutti sullo stesso livello, dare possibilità anche a chi non ha grandi risorse economiche di pubblicizzare i propri prodotti semplicemente stando in rete, in base alla qualità effettiva di ciò che si offre.

Andiamo al nocciolo della questione: ho un’attività commerciale o professionale da promuovere, perché dovrei scaricare Uday?

Perché a differenza di molti altri network, tipo Google tanto per non fare nomi, chi paga gli “Ads” è sempre primo, ovvero compare nelle prime pagine dei risultati di ricerca: gli “ads” (abbreviazione di advertising) sono le pubblicità che inondano siti web ma anche programmi come gli instant messenger. Un esempio è proprio AdSense di Google…

L’aspetto negativo è che un ottimo sarto o falegname, che ha grandi capacità ma pochi soldi da investire perché magari è all’inizio della propria attività, comparirà al massimo nelle ultimissime pagine dei risultati di ricerca se lo cerchiamo su Google, e quindi non sapremo mai che esiste ed è a due passi da noi.
Con Uday posso trovare il professionista vicino casa  a prescindere dagli ads,  perché mette in contatto domanda e offerta in base al concetto di “prossimità” rispetto al posto dal quale si effettua la ricerca: è la nostra priorità, e se ci pensate ciò avrà come effetto quello di avvantaggiare l’economia locale.

Uday funziona con un doppio sistema di geo-localizzazione: ci fornite qualche dettaglio in più in merito?

Ci sono due livelli di geolocalizzazione: il primo riguarda l’imprenditore che vuole promuovere la propria attività, e fa fede l’iscrizione, ed in particolare la sede legale dell’attività, che è il principale parametro di ricerca. Il secondo invece riguarda l’utente che cerca un servizio, anche connettendosi con il mobile: posso scegliere la città in cui mi trovo e cercare un buon ristorante dove andare a cena, il sistema fornirà i ristoranti più vicini a me. E senza pagare groupon.

Quindi un nuovo modo di fare commercio e impresa basato sul vecchio concetto del passaparola, ma tecnologizzato e certificato.

Esatto: tecnologizzato, certificato e soprattutto democratico, senza pagare per essere i primi, semplicemente mediante passaparola. Pubblicizzato democraticamente in base ai luoghi in cui si ha bisogno di un prodotto o di un servizio.

A proposito di certificazioni, su Uday sarà alquanto difficile creare profili falsi.

Si perché il network si basa su identità vere: gli iscritti dovranno prima o poi fornire un documento che certifichi la propria identità, questo per garantire un contatto sicuro con una persona vera. Niente profili falsi, profilo unico per ogni persona iscritta.

Tenete molto al concetto di “democraticità” della promozione pubblicitaria: ci spiegate meglio il concetto?

Facciamo un esempio: la Coca Cola stra-ricca, e tu che hai inventato la tua aranciata “Frizza” con sede legale a due passi da me che sto effettuando una ricerca per bibite sul network. La coca cola non ha la possibilità di acquistare pubblicità su Uday per comparire prima nei risultati di ricerca:  probabilmente sarà ultima, dato che ha sede legale ad Atlanta, e “Frizza” sarà la prima a comparire, e dunque a promuoversi. La priorità è in base alla geolocalizzazione e non a chi ha più soldi per investire: quindi si offre una possibilità a tutti i giovani che hanno idee di promuoverle dove e quando vogliono.

Un altro punto su cui battete molto è la privacy in rete.

Sì, gli iscritti potranno comunicare con altre persone tramite chat senza essere continuamente sotto controllo da parte di funzioni come “messaggio visualizzato”, “utente online” etc etc.  Tutto questo lo abbiamo eliminato perché crediamo che l’utente abbia bisogno di decidere quando e come rispondere: inoltre nessuno ha la possibilità di prendere dati di altri o avere informazioni anche indirette. L’utente ha necessità di avere un minimo di tutela per i propri dati, e anche di privacy rispetto a quello che fa in rete.

La campagna di finanziamento è andata avanti con una sorta di crowdfunding rivisto e corretto da voi, cosa significa e chi sono i proprietari del network?

Attualmente i proprietari sono i 257 e passa finanziatori, insieme ai miei fratelli, che hanno finanziato il progetto con il crowdfunding, che è stato reinterpretato a nostro modo. Il crowdfunding americano è quello per cui un signore benestante sovvenziona una iniziativa giovanile senza tornaconto, per far si che un giovane possa entrare nel mondo del lavoro. Noi invece ci siamo detti: perché non dare anche una percentuale di incassi a chi ci da una mano? Tutte le persone che ci hanno finanziato sono co-partecipanti a questa società ed ad ogni fine hanno riceveranno una percentuale sull’incasso, perché comunque il network sarà a pagamento con 89 centesimi.

Per finanziare il progetto avete fatto ricorso ad un merchandising fatto di braccialetti, borse ed altri accessori personalizzabili firmati Uday , tutto prodotto a livello locale.

Il merchandising è nato perché tutti i proventi dei finanziatori sono stati investiti per la realizzazione del network. Il merchandising ci ha aiutato a dare una mano al network, grazie ad artigiani che hanno realizzato dei prodotti a km quasi zero da casa nostra, quindi prodotti locali, sarti locali e tutto ciò che riguardasse un buon cucito fatto dalla sartoria napoletana, e questo ha fatto si che non solo riuscissimo a sostenere la realizzazione del progetto, ma si è creato anche un piccolo indotto di persone impegnate nella produzione di questi prodotti.

Di social network ormai ce ne sono tanti in giro, cosa rende Uday diverso da tutti gli altri?

Uday sarà il primo network scaricato da tutti gli utenti del mondo, dove parte di quest’ultimi saranno loro stessi proprietari.  Non i soliti noti e pochi grandi finanziatori e proprietari, ma una proprietà diffusa: speriamo che da questo possa nascere anche una sorta di comunità che abbia una visione più ampia e aperta della realtà e che possa realizzare anche altro, non solo Uday.  Magari a partire dalla filosofia del promuovere le piccole economie locali.

Il 20 Luglio a Caivano c’è la presentazione di Uday.

Il 20 luglio presenteremo tutti i dettagli del progetto ai nostri finanziatori: sarà resa nota la struttura del network e mostreremo alcuni dettagli molto originali.

tratto da: WWW.INSORGENZA.IT

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