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– Inno alla masturbazione

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Zuccherino mio, quanto mi sei mancato! Sì, sono sempre io, la tua A-michevole chiacchierona di quartiere… e sono tornata. Guardami bene, noti qualcosa di diverso? Bravo, tesoro, ho lasciato il francese nell’armadio – pare fosse fastidioso. E sai dove l’ho messo? L’ho nascosto accanto ai tuoi scheletri, e...
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large (1)Zuccherino mio, quanto mi sei mancato! Sì, sono sempre io, la tua A-michevole chiacchierona di quartiere… e sono tornata. Guardami bene, noti qualcosa di diverso? Bravo, tesoro, ho lasciato il francese nell’armadio – pare fosse fastidioso. E sai dove l’ho messo? L’ho nascosto accanto ai tuoi scheletri, e ho nascosto pure quelli – pare fossero ancora più fastidiosi.
Il nuovo anno si avvicina e io ho un buon proposito da portare a termine. Voglio essere gentile, voglio accompagnarti in terre un po’ lontane – in posti caldi caldi, bollenti come l’acqua calda sotto il sole. Voglio insegnarti a camminare in luoghi che nemmeno credevi esistessero e voglio far cantare inni di gioia e di piacere al to corpo. Non voglio più spifferare i tuoi segreti perché… te lo confesso, i tuoi segreti mi annoiano. C’è così tanto là fuori, c’è così tanto qui dentro!, che tu sei solo un piccolo puntino. Un piccolo, caldo puntino desideroso d’avventura nel grande involucro erotico che è il mondo.

Vieni con me, zuccherino, e lasciati prendere la mano: oggi ti canto come ci si tocca, quando piove e quando c’è vento, quando cala la notte e quando spunta il sole.

Toccati, almeno due volte la settimana se sei donna, qualche giorno in più se sei uomo.
Toccati, con le dita curiose e un po’ fredde, ma non andare di fretta.
Scaldati piano e toccati, pensando a vecchie carezze e desideri nuovi, con le mani tra le mutandine e i sospiri sulla bocca che trema.
Toccati, perché pare che sia sbagliato e immorale, che sia un peccato e un affronto – ma io dico che il vero peccato è non toccarsi. Non ti tocchi? Che peccato! Schiudi le gambe e apri la mente, rilassa le dita e respira il tuo stesso piacere.
Toccati, solo se ne hai voglia, ma fallo se non riesci a dormire.
Toccati, con la mano di chi ti ha già toccato, toccati per la lingua che non ti ha ancora sfiorato, toccati per quel ti amo appena sussurrato e per la fame di un bacio che hai tanto agognato.
Toccati, con l’acqua o con la pelle, col velluto o con la plastica, ma toccati. Conosciti. Amati. Se non ti tocchi, non godi a metà, ma a metà ti conosci. Ricorda: nessun narcisista ripudierebbe la masturbazione. “Gioco di mano, gioco di villano” ha detto qualcuno ma, zuccherino, ti posso assicurare che chi così ha osato parlare non s’è mai divertito. Chi fa da sé, si diletta per tre e se ti tocchi… scoprilo tu.

Scopriti, toccati, esplorati.
E non ringraziarmi, questo è un cadeau. Devi solo scartarlo… quando ne hai voglia, quando sei solo.

– A. 

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