IOR, LO SCANDALO CONTINUA

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Continuano gli scandali in seno allo Ior, l’Istituto di opere religiose, o meglio conosciuto come la Banca Vaticana. L’ indagine della Procura di Roma ha condotto all’arresto di un alto prelato, monsignor Scarano,di origini campane, oltrechè di un broker e di un funzionario dei Servizi Segreti....
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Continuano gli scandali in seno allo Ior, l’Istituto di opere religiose, o meglio conosciuto come la Banca Vaticana. L’ indagine della Procura di Roma ha condotto all’arresto di un alto prelato, monsignor Scarano,di origini campane, oltrechè di un broker e di un funzionario dei Servizi Segreti.

L’ordine di arresto è stato firmato dal gip Barbara Callari su richiesta dei pubblici ministeri Nello Rossi, Rocco Fava e Stefano Pesci della procura capitolina.

L’accusa prospetta un accordo tra monsignor Scarano e il broker italiano mirante a far rientrare nella disponibilità dello Ior circa 20 milioni di euro in contanti, mediante un aereo privato. La somma accumulatasi nel corso degli anni è considerata, dagli inquirenti,come frutto di evasione fiscale.

L’intera attività avrebbe generato, per il broker, una provviggione oscillante tra i quattrocento e i cinquecentomila euro, servendosi, tra l’altro, di alcuni armatori provenienti dal Salernitano.

Scandali del genere non destano molto scalpore agli occhi dei più informati. Basti pensare alle torbide e nebulose vicende che hanno attraversato il Vaticano e la relativa banca. L’affaire Marcinkus, l’omicidio Calvi, i rapporti gelatinosi con Cosa Nostra,il mai dimenticato caso Orlandi e in ordine di tempo, la defenestrazione di Gotti Tedeschi hanno gettato un’ombra oscura sulle trame di potere che s’annidano nelle segrete stanze Vaticane.

Un potere secolare,mai svanito, mai sopito,accresciutosi nel corso degli anni,coperto da un velo mai squarciato di reticenza  e omertà. Il prof. Gotti Tedeschi s’era prefisso il compito di portare trasparenza e un barlume di speranza in un mondo più oscuro di alcuni ambienti criminali. Aveva il bieco timore d’essere ucciso o fatto fuori avendosi prefissoi il compito di conoscere i reali possessori di alcuni conti cifrari registrati presso la Banca Vaticana. Chi si celava dietro arcani codici? Molto probabilmente personaggi loschi appartenenti al mondo mafioso-affaristico che cercavano la salvezza eterna dietro la dazione di ingenti somme di danaro.

Quello che sconcerta e rende attoniti è la totale indifferenza e ipocrisia dei cattolici che , forse, dovrebbero mobilitarsi attivamente e non esacerbare i toni in ridicole invettive sui social o nei vari salotti. Siamo tutti rivoluzionari dietro uno schermo.

Scandali finanziari, legami dei vertici della Chiesa con Cosa Nostra, la vergogna della pedofilia non hanno mai portato a reali sollevazioni popolari chiedendo chiarezza e trasparenza.

La vergogna degli adepti dura un giorno, una settimana e poi si ritorna al quietum vivere.

Urge chiarezza. Urge far luce su miseri figuri che hanno rapporti con lo Ior, porre sotto sequestro tali somme e smettere d’intrattenersi con soggetti compici dei vari misfatti criminosi.

Il neo pontefice dovrà assurgere ad un arduo compito. Le premesse appaiono ottimali.

Il giudizio della Storia sarà severo.

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