“La Dolce Vita dell’Italia è finita”

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La crisi ha cambiato la quotidianità dei paesi europei travolti dalla recessione scoppiata dopo l’esplpsione dei problemi collegati al debito sovrano. In Italia, Spagna e Grecia le difficoltà economiche si mostrano in queste settimane di vacanza. L’ottimismo del passato è scomparso, e sempre più persone...
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La crisi ha cambiato la quotidianità dei paesi europei travolti dalla recessione scoppiata dopo l’esplpsione dei problemi collegati al debito sovrano. In Italia, Spagna e Grecia le difficoltà economiche si mostrano in queste settimane di vacanza. L’ottimismo del passato è scomparso, e sempre più persone rinunciano alle ferie per la perdita del posto di lavoro o per il reddito sempre più eroso.

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L’ITALIA DALLE SDRAIO VUOTE – Handelsblatt dedica uno speciale all’estate dei paesi simboli dell’eurocrisi che ha travolto l’Europa del Sud. I corrispondenti del quotidiano finanziario tedesco dall’Italia, dalla Spagna e dalla Grecia raccontano l’impatto della recessione prolungata sulla vita di tutti i giorni, nel periodo di tradizionale spensieratezza e felicità per le agognate vacanze. La giornalista di Handelsblatt che vive a Milano, Katharina Kort, rimarca come la prima novità rispetto al passato è l’insegna “Agosto Aperto” che si vede appesa a molti negozi ed esercizi commerciali. “Sia il parrucchiere sotto casa che il piccolo supermercato distante poche decine di metri fanno sapere ai loro clienti che saranno aperti anche nelle settimane di vacanze. Lo stesso vale per la profumeria vicina. Quello che in Germania non stupisce è invece una piccola rivoluzione per l’Italia: i negozi attivi anche in agosto è l’eccezione invece che la regola in questo paese”.  In questo mese le fabbriche chiudevano di solito, e i lavoratori partivano per le ferie. Dalle città la massa emigrava verso il mare.

EFFETTO CRISI – Handelsblatt rimarca come l’apertura dei negozi in agosto è un chiaro segnale di crisi. Molti italiani si stanno abituando a spalmare le ferie su più settimane, come è d’abitudine all’estero, anche per cercare prezzi più convenienti. Sempre più persone sono state però costrette a rinunciare alle vacanze per la perdita del posto di lavoro, legata alla chiusura della propria azienda, così come i dipendenti che non si possono più permettere di pagarsi le ferie. Secondo un’indagine di Unioncamere quest’anno 23,4 milioni di italiani faranno le vacanze estive, quattro milioni in meno rispetto allo scorso anno. Chi parte viaggia per periodi di tempo meno prolungati, e cerca di spendere meno. L’Italia è da ormai vari anni in recessione, intervallata da una crescita anemica, e chi ha un lavoro ha meno denaro a disposizione. L’aumento delle tasse del governo Monti ha chiuso i buchi nei bilanci dello Stato ma li ha aperti in quelli delle famiglie, sottolinea il quotidiano finanziario.

PREZZI SCENDONO – La giornalista di Handelslbatt è di base a Milano, e in questa città la crisi sembra meno grave che altrove. I ristoranti sono sì pieni, ma affollati da turisti stranieri. Katharina Hort racconta di alcuni vicini di casa che hanno perso il loro posto di lavoro, o che hanno dovuto vendere la casa di vacanza per le difficoltà a ricevere i soldi dai loro clienti e così mantenere aperto il loro studio di architetti. La giornalista tedesca rimarca come per la prima volta si permetterà una vacanza estiva in Italia, grazie alla discesa di prezzi che avevano raggiunto livelli “folli”. “Quando ho cercato una dimora una settimana fa le abitazioni erano quasi tutti disponibili. Un evento impensabile qualche anno fa, quando ad agosto tutto era praticamente già prenotato da settimane. Anche i prezzi assurdamente alti delle località di villeggiatura italiane stanno iniziando a scendere. Per sdraio ed ombrelloni sono presenti offerte speciali che riducono il costo del mare. Nella carissima riviera ligure l’entrata costa 30 euro, ma ci sono forti riduzioni per chi arriva al mare nel primo pomeriggio o verso sera”.

STORIA CHE SI RIPETE – Anche il resoconto dei corrispondenti di Handelsblatt da Grecia e Spagna sono similiari. Nel paese ellenico ciò che colpisce di più è la mancanza di ottimismo, generata da una crisi che ha colpito l’intera società. In Grecia dal 2009 ad oggi quasi un milione di persone ha perso il posto di lavoro, e di conseguenza tutti hanno un parente, vicino o lontano, diventato disoccupato per colpa della crisi dei debiti sovrani. Ora lo spettro della mancanza del lavoro tocca anche i dipendenti pubblici, che saranno licenziati per la prima volta da più di 100 anni. Anche in Spagna i segni della crisi sono numerosi. Per la prima volta da molti anni una maggioranza degli iberici, il 58%, rinuncerà alle feri estive, il dieci per cento in meno rispetto all’anno scorso, e ben venti punti percentuali in meno rispetto al 2011. Due anni fa un quarto degli spagnoli voleva fare più viaggi durante le ferie, ora questo lusso è possibile solo per il sei per cento della popolazione. Il budget per le vacanze dei nuclei familiari iberici è di 1600 euro, 500 in meno rispetto alla media europea. L’industria del turismo però sta reggendo piuttosto bene, grazie al boom degli stranieri che vogliono passare le loro vacanze sulle spiagge spagnole, attratti da prezzi sempre più convenienti, scesi anche per non far fuggire gli spagnoli.

(Photocredit: La Presse, Handelsblatt, Giornalettismo)

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